Mahamasha Taila: monografia

Benefica® – Servizio scientifico – Newsletter ayurvedica n° «77»

Marzo 2026

Mahamasha Taila: monografia.

Fonte principale

Drug Invention Today, 12(7), 1524-1527.

THE GAS CHROMATOGRAPHY-MASS SPECTROMETRY STUDY OF ONE AYURVEDIC PAIN RELIEVING OIL MAHAMASHA THAILAM.

Mohammad, H., Prabhu, K., Rao, M. R. K., Sundram, L., Dinakar, S., Kumar, M. S., & Vijayalakshmi, N. (2019).

 

La Newsletter

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Mahamasha Taila è una delle più potenti formulazioni ayurvediche per riequilibrare Vata e fornire un profondo supporto al sistema neuro-muscoloscheletrico. Questo olio trae le sue origini dai testi classici e è stato perfezionato nella pratica terapeutica dell’India meridionale; esso combina speciali proprietà nutritive e tonificanti agendo in profondità su muscoli, nervi, legamenti, tendini ed articolazioni; agisce grazie alla combinazione di un ampio spettro di ingredienti aromatici, balsamici e fortemente Rasayana (ringiovanenti). [1]

Mahamasha Taila è un olio medicato utilizzato in trattamenti ayurvedici in caso di paralisi generale, paralisi del viso, sordità, acufeni, mal di testa, dolori articolari associati a spondilite lombare e cervicale, distrofia muscolare di Duchenne e altri disturbi neurologici. Asha e Ramachandran, 2017, hanno riportato gli effetti positivi di questo thailam sui bambini affetti da paralisi cerebrale. Per uso esterno questo olio viene utilizzato per massaggi, Dhara e Vastiformi. Viene utilizzato anche per uso interno, per il quale viene preparato specificamente. Il taila viene preparato secondo gli standard ayurvedici descritti in Bhaishajya Ratnavali. [2]

 

Il nome e l’uso tradizionale ayurvedico

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MAHAMASHA Taila significa “grande olio di Masha” traendo origine dall’ ingrediente principale cioè Masha” (Vigna mungo), noto in India come “fagiolo (o lenticchia) nero”, che è infatti l’ingrediente che lo caratterizza. Il termine “Maha” (grande) sottolinea la potenza di questo olio rispetto alla versione semplice “Masha Taila”. Nel taila, il fagiolo nero (Masha) conferisce calore, nutrimento e un marcato effetto lubrificante: nutre e rinforza i tessuti, calma Vata e dona elasticità e stabilità, agendo in sinergia con le altre erbe. [1] Secondo Bhavaprakasha e Sharangadhara Samhita, il Mahamasha Taila, menzionato con il nome di “Mahā-Māsha Taila”, è stato utilizzato fin dal Medioevo per i disturbi Vata.

La storia del Mahamasha Thailam risale al Kerala e al Tamil Nadu medievali, dove veniva preparato presso i templi, attingendo ai testi classici ayurvedici Bhaishajya Ratnavali (Vatavyadhi Adhikara) e Sahasrayoga, per trattare i disturbi Vata. Nel Kerala, intorno al XIV secolo, questo olio veniva preparato nelle scuole ayurvediche ed era raccomandato dai vaidya (medici ayurvedici) regionali e dalle ostetriche, come rimedio casalingo per i disturbi post-partum, i disturbi reumatici e i dolori nevralgici. Con il tempo, la sua fama si diffuse nell’India settentrionale, dove venne adattato con erbe locali come Rasna e Devadaru per trattare i dolori articolari causati dal freddo. Nei manoscritti del XX secolo raccolti da Shri Sanjeev Binayak, i praticanti notarono che il virya riscaldante del Mahamasha Taila era particolarmente adatto nei mesi invernali per alleviare la rigidità. I guaritori rurali lo combinavano con impacchi caldi, creando un esclusivo “impacco di churna” che divenne un rimedio casalingo in molti villaggi del Maharashtra. I viaggiatori britannici del XVII secolo documentarono l’uso del Mahamasha Thailam da parte dei medici dell’India meridionale per trattattare il dolore cronico di agricoltori e tessitori. È interessante notare che un rapporto sul campo del 1935 dell’Ayurveda College di Jamnagar menzionava l’uso di Mahamasha Taila per i neonati affetti da displasia evolutiva dell’anca (DDH), mediante l’applicazione con delicati movimenti verso l’alto. Sebbene questa pratica sia andata diminuendo a causa della mancanza di sperimentazioni formali, gli anziani ricordano ancora i massaggi che le nonne facevano sul petto dei pazienti convalescenti per alleviare la tosse persistente e la costrizione toracica: un uso non previsto dalle etichette, ma radicato in secoli di osservazione. Nonostante la base principale sia rimasta nel tempo l’olio di sesamo e il Masha (fagiolo nero), sono emersi adattamenti locali. Nelle zone costiere dell’India, l’olio di sesamo è stato sostituito dall’olio di cocco o di semi di lino e talvolta venivano aggiunte altre erbe locali come Rasna, Eranda e Devadaru. Sebbene i modelli di utilizzo si siano evoluti, i moderni laboratori botanici ora lo standardizzano in forma oleosa e confezionata, ma l’obiettivo principale rimane invariato: ammorbidire i tessuti induriti, migliorare gli srota (i canali) e pacificare il Vata aggravato. La presenza del Masha è fondamentale per il suo effetto riscaldante (virya), che lo rende particolarmente utile per il trattamento del dolore e la rigidità articolare causati dal freddo, soprattutto nei mesi invernali. Oggi, l’olio viene ancora utilizzato per i suoi benefici nel nutrire i nervi, rafforzare i muscoli e favorire la circolazione. La standardizzazione moderna ai sensi dell’Indian Drugs and Cosmetics Act garantisce la coerenza, sebbene i metodi tradizionali di preparazione rimangano invariati.

 

 

Uso in Ayurveda

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In Ayurveda, Mahamasha Taila è un olio medicato utilizzato per vari trattamenti. Contiene Masha, noto per le sue proprietà antinfiammatorie e toniche per i nervi. Viene utilizzato per il trattamento oleoso di tutto il corpo (Sarvanga Abhyanga), di una parte specifica di esso (Anga Abhyanga, ad esempio dorso o collo), per il mantenimento di olio su specifiche zone (Pichu) in Nasya Karma e per il trattamento Matra Basti, in caso di Avabahuka (capsulite adesiva). Mahamasha Taila è usato per trattare i disturbi Vata e le condizioni neurologiche. Offre benefici nutrienti e analgesici, alleviando il dolore muscoloscheletrico. Viene utilizzato anche nei trattamenti Shirovirechana e Snehana.

Il Mahamasha Taila riveste un’importanza rilevante nell’Ayurveda. Il Journal of Ayurveda and Integrated Medical Sciences ne riporta alcune caaratteristiche distintive: (1) Mahamasha Taila è ideale per il Nasya Karma perché è Balya, Brumhana, Indriya-prasadaka, Vatashamaka, Soshahara e Sankochahara e aiuta a gestire il Pakshaghata. (2) Mahamasha Taila agisce come Vatashamaka e che possiede qualità Ushna, Guru, Balya e Brihmana. (3) Mahamasha Taila è menzionato in diversi testi classici per il trattamento di Kampavata. (4) Mahamasha Taila è stato utilizzato nel trattamento dell’Avabahuka perché contiene Masha, noto per le sue proprietà Brumhana, tonico nervine e antinfiammatorie. [8] (5) Mahamasha Taila è una formulazione che può essere utilizzata, grazie alle sue proprietà, per l’abhyanga nel trattamento dell’osteoartrite. Analogamente l’International Research Journal of Ayurveda and Yoga riporta che: (1) Il nasya con Mahamasha Taila (seguito da farmaci orali) nella paralisi di Bell ha portato a un miglioramento significativo. [10] (2) Mahamasha Taila possiede proprietà Brumhana e contiene estratti di piante come Rasna e Balamoola, che hanno un effetto calmante su Vata. [11] (3) Il Mahamasha Taila Nasya è stato utilizzato insieme a medicine ayurvediche orali e a due sessioni di Panchakarma in un caso clinico di paralisi facciale. [12] (4) Mahamasha Taila è un olio fondamentale in diversi trattamenti e il Masha (fagiolo nero), in quanto ingrediente principale, è noto per bilanciare il Vata dosha, riducendo determinati sintomi. (5) Mahamasha Taila è un olio specifico utilizzato anche nella procedura Nasya Karma e scelto per le sue proprietà nutritive e per la capacità di ridurre Vata in caso di “spalla congelata” (capsulite adesiva).

 

 

Struttura della formula

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Mahamasha Taila si distingue per la sua capacità di penetrare in profondità nei tessuti, risultando ideale per il supporto muscoloscheletrico e nervoso. Può essere facilmente integrato in modo sicuro nella routine quotidiana. I costituenti principali di Mahamasha Taila sono: Sesamum indicum (olio di sesamo), Vigna mungo (pasta di fagiolo nero) che fornisce lubrificazione e pacificazione di Vata; Rasna (Pluchea lanceolata) che offre potenti effetti antinfiammatori e antiartritici e virya Ushna che aiuta a incanalare Vata verso il basso (adhodravahi); Devadaru (Cedrus deodara) che riequilibra Kapha e lenisce la rigidità articolare. 

Nella farmacologia ayurvedica, il sapore astringente e amaro degli ingredienti summenzionati estrae le tossine (ama) dai tessuti profondi, mentre il loro potere riscaldante aumenta la circolazione locale e la pulizia degli srotas (srotoshodhana cioè la pulizia dei canali). Il taila possiede un vipaka pungente e esercita un’azione post-digestiva rapida, massimizzando il suo effetto analgesico sui nervi periferici. Il Taila possiede un effetto speciale e specifico (prabhava) che sembra essere la lubrificazione delle guaine nervose, effetto che, secondo molti studiosi moderni dell’Ayurveda, sarebbe dovuto all’elevata solubilità lipidica dell’olio di sesamo che favorirebbe il trasporto di sostanze fitochimiche attive attraverso le membrane neurali. Mahamasha Taila è indicato principalmente per i disturbi di Vata, che sono stati pacificati da Pitta. Il suo Ushna virya controbilancia il Vata freddo, mentre il Katu vipaka assicura la moderazione di Kapha. Agni (il fuoco digestivo) ne beneficia, poiché il Tikta rasa delicato purifica l’ama senza sovrastimolare il tratto gastrointestinale. Il taila ha un’azione direzionale verso il basso (adhodravahi) e laterale (tiryak), rendendolo ideale per la srotoshodhana negli srota majjavaha (nervoso) e sandhivaha (articolare). Nella diagnosi (Nidana), un Vata viziato che si manifesta con intorpidimento, rigidità o dolore profondo può trarre beneficio da Mahamasha Taila. Nutre i dhatu meda (grasso), majja (midollo osseo) e mamsa (muscolare), purificando l’ama. Nella cura post-partum, il suo effetto nutriente sui sette tessuti ripristina i tessuti stessi e, al contempo, pacifica il Vata residuo. In generale, la sua azione sui dosha è indicata per le articolazioni fredde e rigide e per i disturbi nervosi negli individui con predominanza Vata. Attualmente, la medicina ayurvedica lo impiega per trattare paralisi, specialmente quella facciale, mal di testa, sordità, acufene, dolori articolari, dolore alla mandibola bloccata, spondilosi cervicale e distrofia muscolare di Duchenne.

 

 

Composizione, caratteristiche di formulazione, sintesi dei meccanismi d’azione

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La potenza di Mahamasha Thailam deriva dall’azione sinergica delle sue componenti principali che comprendono estratti di piante medicinale e sostanze animali biologiche (grasso di capra).

Esempio di composizione tipica:
Laksa (Lacca laccifera); Vigna mungo (semi); Goat fat (grasso di capra); Sesamum indicum (olio di sesamo); Aegle marmelos (radici); Desmodium gangeticum (radici); Gmelina arborea (radici); Oroxylum indicum (radici); Clerodendrum phlomidis (radici); Uraria picta (radici); Solanum indicum (radici); Solanum xanthocarpum (radici); Stereospermum suaveolens (radici); Tribulus terrestris (frutti); Withania somnifera (radici); Asparagus racemosus (radici); Glycyrrhiza glabra (fusto); Pueraria tuberosa (radici); Acorus calamus (rizomi); Pluchea lanceolata (foglie); Ammonium chloride; Anethum sowa (frutti); Sodium chloride (Black Salt); Cedrus deodara (legno); Leptadenia reticulata (radici); Mucuna pruriens (semi); Vigna trilobata; Piper retrofractum (fusto); Piper longum (frutti); Piper longum (fusto); Piper nigrum (frutti); Plumbago indica (radici); Ricinus communis (radici); Rubia cordifolia (fusti); Tinospora cordifolia (fusti); Teramnus labialis; Zingiber officinale (rizomi).

 

 

Composizione chimica generale e farmacologia dei bioattivi

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I risultati della GC-MS hanno evidenziato la presenza di alcune molecole importanti, quali l’acido n-esadecanoico, l’acido n-decanoico, l’acido 2,6-difluoro-3-metilbenzoico, l’estere 2,3-diclorofenilico, il propano e il 2-metossi-2-metil-, che spiegano l’azione analgesica di Mahamasha Thailam. I risultati della GC-MS hanno inoltre evidenziato che le proprietà medicinali di alcune di queste molecole giustificano l’efficacia di Mahamasha Thailam. [50]

Acido n-esadecanoico: acidificante, inibitore dell’acido arachidonico, aumenta l’attività della decarbossilasi degli aminoacidi aromatici, aumenta la produzione di acido urico, ha proprietà anafilattiche e antitumorali, diminuisce la produzione di noradrenalina, è un GABA-anergico, aumenta l’attività delle cellule NK e ha proprietà stimolanti neuromuscolari.
Acido n-decanoico: acidificante, inibitore dell’acido arachidonico, aumenta l’attività della decarbossilasi degli amminoacidi aromatici, aumenta la produzione di acido urico, ha un’azione anafilattica e antitumorale, diminuisce la produzione di noradrenalina, ha un’azione GABA-anergica, aumenta l’attività delle cellule NK e ha un’azione stimolante neuromuscolare.
Acido 2,6-difluoro-3-metilbenzoico, estere 2,3-diclorofenilico: acidificante, inibitore dell’acido arachidonico, aumenta l’attività della decarbossilasi degli amminoacidi aromatici e aumenta la produzione di acido urico.
2-metossi-2-metilpropano: inibitore della catecol-O-metiltransferasi, donatore di metile, inibitore della metilguanidina.
Molecole come l’acido n-esadecanoico, l’acido n-decanoico, l’acido 2,6-difluoro-3-metilbenzoico, l’estere 2,3-diclorofenilico, il propano e il 2-metossi-2-metil- sono tutti acidi grassi o loro derivati. Anche i loro ruoli medicinali sono molto simili: possiedono infatti proprietà acidificanti, inibiscono l’acido arachidonico, aumentano l’attività decarbossilasi degli amminoacidi aromatici, aumentano la produzione di acido urico, sono anafilattici, antitumorali, riducono la produzione di noradrenalina, sono GABA-ergici, aumentano l’attività delle cellule natural killer, sono stimolanti neuromuscolari, inibitori della catecol-O-metiltransferasi, donatori di metile e inibitori della metilguanidina. Queste proprietà riflettono fondamentalmente il loro ruolo antiossidante, stimolante nervoso, antinfiammatorio, stimolante e omeostatico che potrebbe contribuire all’effetto analgesico e antinfiammatorio. Il ruolo medicinale di molti dei composti mostrati nel profilo GC-MS, come 1-eptanolo, 2,4-dietil-, cis-3-etil-endo-triciclo [5.2.1.0(2.6)] decano, 3-ottino, 2,2,7-trimetil-, 1,3-benzodiossolo, 5,5′-(tetraidro-1H,3H-furo[3,4-c] furan-1,4-diil) bis-, [1S-(1α,3α,4α,6α)] e 1,3-diossolano-2-metanolo, non è ancora stato riportato. [2]

 

 

Meccanismo d’azione

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Il meccanismo d’azione generale può essere riassunto come rinfrescante, afrodisiaco, tonico nervino, antinfiammatorio, emolliente e rinforzante del sistema immunitario. Nella pratica ayurvedica, Mahamasha Thailam viene impiegato per:

1. Salute di muscoli e articolazioni: Mahamasha Thailam è utilizzato per il massaggio per alleviare dolori muscolari e articolari, rigidità e infiammazioni.
2. Alleviare il dolore: è efficace contro vari tipi di dolore, come l’artrite, il mal di schiena e le distorsioni.
3. Tonico nervoso: può avere un effetto calmante sul sistema nervoso, favorendo il rilassamento.
4. Miglioramento della mobilità: l’uso regolare di Mahamasha Thailam può migliorare la flessibilità e la facilità di movimento.
5. Proprietà antinfiammatorie: può aiutare a ridurre l’infiammazione di muscoli e articolazioni.
6. Rafforzare i muscoli: si ritiene che rafforzi i muscoli e fornisca supporto al sistema muscolo-scheletrico.
7. Favorisce la guarigione: Mahamasha Thailam è utilizzato nelle terapie ayurvediche per favorire la guarigione delle lesioni.
8. Bilanciare il dosha Vata: è particolarmente utile per riequilibrare il dosha Vata, associato al movimento e responsabile di problemi articolari e muscolari.
In Ayurveda, gli effetti salutari del Mahamasha Taila giovano all’apparato muscoloscheletrico, neurologico e metabolico. Viene utilizzato principalmente per trattare artrite e osteoartrite (ad esempio artrosi cronica del ginocchio), nevralgia e sciatica (con Kati Vasti), rigidità articolare postnatale e dolore alla cintura pelvica (migliorando la circolazione locale e la flessibilità dei tessuti molli), spasmi muscolari e infortuni sportivi (i terapisti sportivi di Mumbai lo usano per massaggiare i muscoli posteriori della coscia contratti) e neuropatia diabetica (uno studio condotto presso l’Ayurvedic Research Center di Mysore ha riscontrato un miglioramento della sensibilità ai piedi nei pazienti con neuropatia diabetica dopo 12 sedute di abhyanga con Mahamasha Taila). In tutte queste condizioni, i soggetti trattati riferiscono un’azione riscaldante che allevia lo stress e favorisce un sonno profondo. In generale, ogni beneficio deriva direttamente dalla miscela sinergica di Mahamasha Taila e non dagli ingredienti isolati. [3] Zia-Ul-Haq et al. (2014) hanno concluso che Vigna mungo possiede vari ruoli medicinali [51] e, in particolare, Solanki e Jain (2010) hanno concluso che gli estratti di Vigna mungo possiedono anche un’attività immunostimolante. [52] L’attività anti-osteoartritica di Vigna mungo è stata riportata da Patel et al. nel 2015. [53]

 

 

Clinica

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In uno studio clinico di piccole dimensioni, Navananasya in combinazione con Mahamasha Thailam e altri medicinali ayurvedici ha mostrato buoni risultati nel trattamento dell’Ardita (paralisi); i risultati sono stati sovrapponibili a quelli ottenuti con Shirobasti e Ksheerabala Taila. [54]

È stato condotto uno studio clinico randomizzato controllato in singolo cieco per valutare l’efficacia di Mahamasha taila per via interna e di Mashasaindhava taila per via esterna nel trattamento della spasticità nei bambini affetti da paralisi cerebrale.

Sono stati inclusi nello studio bambini con paralisi cerebrale di età compresa tra i 2 e i 12 anni, affetti da paralisi cerebrale spastica. Sono stati arruolati nello studio ventiquattro pazienti, assegnati in modo casuale a due gruppi: uno di studio e uno di controllo. Il gruppo di studio ha ricevuto la somministrazione interna di Mahamasha taila e l’applicazione esterna di Mashasaindhava taila. Il gruppo di controllo ha ricevuto solo l’applicazione esterna di Mashasaindhava taila. La valutazione è stata effettuata in tre fasi consecutive: prima del trattamento, dopo un mese di trattamento e dopo un follow-up di due mesi. La spasticità degli arti è stata valutata mediante la Scala di Ashworth Modificata, mentre l’ampiezza di movimento delle articolazioni è stata misurata con un goniometro. Le risposte ottenute al termine di ogni fase sono state analizzate statisticamente. L’analisi statistica dei dati ha rivelato un miglioramento significativamente maggiore nel gruppo di studio rispetto al gruppo di controllo, dimostrando l’efficacia della somministrazione interna di Mahamasha taila e dell’applicazione esterna di Mashasaindhava taila nel ridurre la spasticità nei bambini con paralisi cerebrale. [55]

 

Uno studio clinico in aperto ha valutato l’efficacia del Mahanarayan Taila Nasya nel trattamento del Viswachi (spondilosi cervicale con radicolopatia) rispetto al Mahamasha Taila Nasya.

Metodi: si tratta di uno studio in aperto, randomizzato, interventistico e comparativo. Ai pazienti del Gruppo A (Mahanaryana Taila Nasya) e del Gruppo B (Mahamasha Taila Nasya) è stata somministrata una dose di 16 bindu per 15 giorni. La valutazione è stata effettuata a 0, 7, 15 e 30 giorni. Risultati: l’analisi statistica della riduzione della gravità dei sintomi ha evidenziato un miglioramento significativo in tutti i pazienti. Conclusioni: entrambi i gruppi hanno ottenuto risultati statisticamente significativi per quanto riguarda i parametri indice di disabilità cervicale, bahu karma e funzioni motorie. Tuttavia, nel confronto tra i gruppi, non sono state osservate differenze significative. [56]

 

Uno studio clinico ha indagato l’efficacia di Mahamasha Taila Brihana Nasya nel trattamento dell’Avabahuka (spalla congelata, o capsulite adesiva) rispetto all’Agnikarma.

Metodi: Studio clinico in aperto, randomizzato, interventistico e comparativo. Nel gruppo A, sono state somministrate due sedute di 7 giorni ciascuna, con un intervallo di 7 giorni tra una seduta e l’altra, durante le quali è stata somministrata una dose di 8 Bindu Mahamasha Taila Brihana Nasya in ciascuna narice. Nel Gruppo B sono state somministrate 3 sedute di Agnikarma nello stesso giorno di ogni settimana, mentre nel Gruppo C sono stati somministrati sia Mahamasha Taila Brihana Nasya che Agnikarma. La valutazione è stata registrata a 0, 7, 14, 21 e 28 giorni. Risultati: l’analisi statistica della riduzione della gravità dei sintomi ha evidenziato un miglioramento altamente significativo in tutti i pazienti. Conclusione: tutti e tre i gruppi hanno ottenuto risultati statisticamente significativi per quanto riguarda i parametri, ovvero il punteggio VAS, il punteggio SPADI e l’esame goniometrico ROM. Tuttavia, nel confronto tra i gruppi, la terapia combinata (Nasya e Agnikarma) si è rivelata più efficace della terapia individuale. [57]

 

Un caso clinico di atassia di Friedreich riguarda una paziente di 13 anni ricoverata presso l’S.D.M. College of Ayurveda and Hospital di Hassan, nello stato indiano del Karnataka, nel 2018, alla quale è stata confermata la diagnosi di atassia di Friedreich.

I principali disturbi erano: difficoltà a camminare, perdita di coordinazione, debolezza muscolare di braccia e gambe e curvatura della colonna vertebrale. La paziente necessitava di una sedia a rotelle e di un trattamento. Questa condizione può essere clinicamente interpretata come Samavata e Kevalavata.  La paziente è stata sottoposta a un trattamento in due fasi: prima fase: trattamenti esterni (1) Sarvanga Udwarthana seguito da Bashpa Sweda per i primi 5 giorni. (2) Sarvanga Abhyanga con Mahamasha thaila, seguito da Shashtika Shali Pinda Sweda per i successivi 10 giorni. (3) Matra Basthi con Mahamasha thaila (45 ml) per 15 giorni. Farmaci interni: (1) Panchakola phanta – 50 ml TID B/F; (2) Chitrakadi Vati – 1 TID B/F, (3) Ashwagandha Leha BD B/F – 1 cucchiaino, (4) Balaswagandharishta BD A/F – 10 ml, (5) Ksheerapaka con una combinazione di Bala, Ashwagandha, Vidari e Kapikachu churna BD A/F – 25 ml; seconda fase: trattamenti esterni: (1) Sarvanga Udwarthana seguito da Bashpa Sweda per i primi due giorni. (2) Sarvanga Abhyanga con Mahamasha thaila, seguito da Shashtika Shali Pinda Sweda per i successivi 10 giorni. (3) Matra Basthi con Mahamasha thaila (45 ml) per 12 giorni. Farmaci interni: (1) Panchakola Phanta – 50 ml TID B/F; (2) Chitrakadi Vati – 1 TID B/F, (3) Ashwagandha Leha BD B/F – 1 cucchiaino, (4) Balaswagandharishta BD A/F – 10 ml, (5) Ksheerapaka con una combinazione di Bala, Ashwagandha, Vidari e Kapikachu churna BD A/F – 25 ml. Al termine dei trattamenti, i risultati positivi sono stati significativi sia per i parametri oggettivi che per quelli soggettivi. [58]

 

È stato condotto uno studio comparativo di Mocharasa Siddhataila e Mahamasha Taila Nasya su Vishvachi, un disturbo paragonabile alla spondilosi cervicale con radicolopatia per la somiglianza dei sintomi.

L’obiettivo dello studio era quello di confrontare l’effetto di Mocharasa Taila con quello di Mahamasha Taila in Vishvachi Vyadhi. Metodo: studio clinico comparativo randomizzato in singolo cieco su 40 pazienti affetti da Vishvachi, selezionati casualmente per lo studio. Venti pazienti sono stati selezionati e trattati come gruppo A con Mocharasa Taila per 14 giorni, mentre venti pazienti sono stati selezionati e trattati come gruppo B con Mahamasha Taila. Follow-up: 0°, 7°, 14° e 15° giorno. Durata: la durata totale dello studio è stata di 14 giorni. Risultati: il confronto tra Mocharasa Taila e Mahamasha Taila Nasya ha mostrato che entrambi i trattamenti sono ugualmente efficaci nel trattamento di Vishvachi. L’analisi statistica ha mostrato che Mocharasa Taila e Mahamasha Taila sono ugualmente efficaci nel migliorare i sintomi Bahu Shoola (dolore localizzato alla spalla), Bahu Badhirya e Bahu Chesta Apaharana. [59]

 

Un caso clinico di rottura della cuffia dei rotatori ha mostrato un miglioramento dei sintomi e dei parametri di mobilità dopo il trattamento con Mahamasha Taila e Murivenna Taila. [60]

 

Sicurezza

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Generalmente ben tollerato, è controindicato durante l’aggravamento acuto di Pitta: i pazienti con eruzioni cutanee, rash o disturbi da calore dovrebbero evitarlo.

Sconsigliato per ferite aperte o ulcere profonde; può causare sensazione di bruciore.

Potenziali interazioni: l’uso esterno può aumentare l’assorbimento di steroidi topici se usati contemporaneamente: monitorare eventuali secchezza o irritazione.

Rara sensibilità: eseguire unpatch test sull’avambraccio per 24 ore per escludere reazioni allergiche.

In caso di arrossamento, prurito o gonfiore inaspettati, interrompere l’assunzione e consultare il proprio medico ayurvedico. Citare sempre Mahamasha Tail quando si valutano terapie o farmaci concomitanti.

 

Criteri di qualità chiave

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Autenticità delle erbe (certificato di laboratori accreditati AYUSH). Base di olio di sesamo non raffinato spremuto a freddo.

Preparazione classica del taila

Preparazione secondo GMP

Test di terze parti per metalli pesanti e residui di pesticidi.

 

Caratteristiche principali dei componenti

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Olio di sesamo (Sesamum indicum L., semi, Fam. Pedaliaceae); Rasapanchaka: Rasa: madhura rasa e kasaya anurasa (dolce, astringente, amaro, piccante); Vipaka: madhura; Virya: usna; Guna: suksma, guru, sara, dipan, lekhana, balya; Karma: tridosha; è uno dei più importanti “vatahara dravya”. Azioni farmacologiche generali: antiossidante, antinfiammatoria, protettiva cardiovascolare, antitumorale, epatoprotettiva, neurocognitiva, antipertensiva, eudermica, protettiva della pelle. [15] Laksha (Lacca laccifera da cocciniglia Kerria Lacca) è una resina commerciale naturale di origine animale. Ha un colore rossastro o marrone scuro e un odore sgradevole; Rasapanchaka: Rasa: kasaya, tikta; Guna: laghu, snigdha; Virya: shita; Vipaka: katu; Karma: Kaphapittahara; azioni generali: anti infertilità (femminile), antiobesità, epatoprotettiva, antitumorale, antiartritica, trofica ossea. Azione sulla pelle: la lacca di laccifer è utilizzata in caso di ferite, infezioni fungine, eczema, scabbia e herpes. Gli usi interni includono il trattamento della diarrea, della dissenteria, dei parassiti intestinali (vermi), dei disturbi emorragici interni, del singhiozzo e della tosse. In Unani, la lacca è considerata un tonico per fegato, stomaco e intestino. È un emostatico. [16] Ashwagandha (Withania somnifera Dunal, radici, Fam. Solanaceae); Rasapanchaka: Rasa: tikta, kashaya; Guna: laghu, snigdha; Veerya: ushna; Vipaka: katu; Karma: kaphavatahara; azioni farmacologiche generali: antimicrobica, antinfiammatoria, antiartritica, antitumorale, cardioprotettiva, antidiabetica, antistress, neuroprotettiva, antiischemica e antiipossica. [17] [18] Rasna (Pluchea lanceolata (DC.) C.B. Clarke, foglie, Fam. Asteraceae); Rasapanchaka: Rasa: thikta; Guna: guru; Veerya: ushna; Vipaka: katu; Karma: vatakaphashamana; azioni farmacologiche generali: antinfiammatoria e analgesica (per l’infiammazione e il dolore associati a condizioni come l’artrite reumatoide e l’edema), lassativa, antipiretica, neuroprotettiva e antiossidante (per la protezione renale). [19] Masha/Urad (Vigna mungo (L.) Hepper (semi) – Fam. Fabaceae); Rasapanchaka: Rasa: madhura; Guna: guru, snigdha; Virya: ushna; Vipaka: madhura; Karma: vatahara, pittakaphakara. Azioni farmacologiche generali: antiossidanti, antidiabetiche, antinfiammatorie, epatoprotettive, nefroprotettive, antibatteriche e immunostimolanti. Queste attività sono attribuite al suo ricco contenuto fitochimico, che include flavonoidi, alcaloidi, saponine e composti fenolici. [20] Goat fat Fat (grasso di capra), Guna: naati sheeta (la carne di capra non è né troppo fredda né troppo calda). Guru: pesante da digerire, ma non troppo. Snigdha: untuoso, oleoso. Non causa squilibrio dei dosha; azioni medicamentose generali: idratanti, emollienti e non comedogeniche per la pelle. Possiede potenziali effetti antinfiammatori e aiuta a regolare la produzione di sebo. La sua compatibilità con la pelle umana suggerisce un facile assorbimento, rendendolo un ingrediente benefico per vari prodotti per la cura della pelle, cosmetici e medicinali. [21] Bilva/Bael (Aegle marmelos (L.) Corrêa, radici, Fam. Rutaceae); Rasapanchaka: Rasa: madhura; Guna: laghu; Virya: sita; Vipaka: madhura; azioni farmacologiche generali: antidiabetica, antinfiammatoria, antiossidante, antimicrobica, antitumorale e cardioprotettiva. Queste azioni sono attribuite alla sua ricca composizione fitochimica, che include alcaloidi, flavonoidi e tannini, e contribuiscono al suo potenziale terapeutico nella gestione di condizioni come il diabete, le infezioni, lo stress ossidativo e i problemi gastrointestinali. [22] Shalaparni /Salparni (Desmodium gangeticum (L.) DC., sin.). Pleurolobus gangeticus (L.) J.St. Hil. ex H. Ohashi & K. Ohashi, radici, Fam. Fabaceae); Rasapanchaka: Rasā: madhura, thiktha; Guna: guru, snigdha; Veerya: sita; Vipaka: madhura; Karma: vatapitta samaka; azioni farmacologiche generali: antinfiammatoria, antiossidante, antidiabetica e cardioprotettiva. Presenta inoltre proprietà antiulcera, epatoprotettive, antileishmania e immunomodulatorie. Tali diverse attività sono legate al suo ricco contenuto di sostanze fitochimiche, quali flavonoidi, alcaloidi e steroidi. [23] Gambhari / Kashmarya/ Kashmari (Gmelina arborea Roxb., radici, Fam. Lamiaceae); Rasapanchaka: Rasa: thikta, kashaya, madhura (frutto – Madhura, Amla); Guna: laghu, ruksha (frutto – Guru, Snigdha); Veerya: ushna (frutto – Seeta); Vipaka: katu (frutto – Madhura); Karma: tridoshashamana; azioni farmacologiche generali: antinfiammatorie, analgesiche, antiossidanti, cardioprotettive, epatoprotettive e anticancerogene. Viene tradizionalmente utilizzata nella medicina indiana per trattare disturbi quali leucorrea, anemia, ulcere, stipsi e malattie della pelle, grazie ai suoi composti fitochimici quali lignani, flavonoidi e iridoidi. [24] Shyonaka/Shyonak (Oroxylum indicum (L.) Benth. ex Kurz, radici, Fam. Bignoniaceae); Rasapanchaka: Rasa: thikta, kashaya, katu, madhura; Guna: laghu, ruksha; Veerya: ushna; Vipaka: katu; Karma: kapha-vata shamana; azioni farmacologiche generali: antinfiammatoria, antiossidante, antitumorale, antimicrobica, antidiabetica, epatoprotettiva, gastroprotettiva, analgesica e cicatrizzante. Queste attività sono attribuite ai suoi vari composti bioattivi, principalmente ai flavonoidi baicaleina, crisina e orossilina A. [25] Agnimantha/ Tarkari/ Lagu Arni (Hindi) (Clerodendrum phlomidis L.f., radici, Fam. Lamiaceae); Rasapanchaka: Rasa: katu, tiktha, kashaya, madhura; Guna: laghu, ruksha; Veerya: ushna; Vipaka: katu; Karma: kaphavatashamana; azione farmacologica generale: antinfiammatoria, antiartritica, antiossidante, antipertensiva, antitumorale, antimicrobica e ipoglicemizzante. La pianta ha anche dimostrato proprietà epatoprotettive, antidiarroiche, antinfiammatorie, antitumorali, antimicrobiche, ipoglicemizzanti, neuroprotettive e di miglioramento della memoria. Queste attività sono attribuite ai suoi principi attivi, come i flavonoidi. [26] Prishniparni (Chitraparni/Pithavan) (Uraria picta (Jacq.) Desv. ex DC., radici, Fam. Fabaceae); Rasāpanchaka: Rasa: madhura, katu; Guna: laghu, sara; Veerya: ushna; Vipaka: madhura; Karma: tridosha shamana; azioni farmacologiche generali: antinfiammatoria, analgesica, antiossidante, antimicrobica e antitumorale. Ha anche proprietà diuretiche, espettoranti e toniche per il sistema cardiovascolare e nervoso, ed è utile in caso di fratture ossee e problemi respiratori. La ricerca moderna ne conferma l’uso tradizionale, evidenziandone il potenziale per il trattamento di vari disturbi sistemici, del dolore e delle patologie legate allo stress ossidativo. [27] Brihati (Solanum indicum L., radici, Fam. Solanaceae); Rasāpanchaka: Rasa: katu, thikta; Guna: laghu, ruksha, thikshna; Veerya: ushna; Vipaka: katu; Karma: kaphavatashamana; azioni farmacologiche generali: antiossidanti, antinfiammatorie, antimicrobiche, antitumorali, antielmintiche e antipiretiche, con effetti epatoprotettivi, lassativi, cardiotonici, depressivi del SNC e antipertensivi. Queste attività sono attribuite ai suoi diversi principi attivi, come i flavonoidi, i composti fenolici, gli alcaloidi (come la solanidina) e le saponine, presenti nelle varie parti della pianta, come le radici, le foglie e i frutti. [28] Kantakari/Kantkari (Solanum xanthocarpum Schrad. and Wendl. sin.) Solanum virginianum L. (Fam. Solanaceae); Rasapanchaka: Rasa: tikta, katu; Guna: laghu, ruksha, tikshna; Virya: ushna; Vipaka: katu; Prabhava: shwasahara; Dosha shamaka: kapha-vata shamaka; azioni farmacologiche generali: antibatteriche, antimicotiche, antinfiammatorie, antiossidanti e antiasmatiche. Possiede inoltre un’attività epatoprotettiva, antidiabetica, antiallergica e larvicida (antizanzare). Questi effetti sono attribuiti al suo ricco contenuto fitochimico che include alcaloidi steroidei come la solasodina e la diosgenina, sostanze che contribuiscono al suo uso tradizionale nel trattamento di vari disturbi quali l’asma e le infezioni. [29] Patala (Stereospermum suaveolens Roxb., radici, Fam. Bignoniaceae); Rasapanchaka: Rasa: thikta, kashaya; Guna: laghu, ruksha; Veerya: ushna; Vipaka: katu; Karma: tridoshashamana; azioni farmacologiche generali: antinfiammatorie, analgesiche, antiulcera, antiossidanti, diuretiche, antipiretiche e ipocolesterolemizzanti. Queste attività, supportate dagli usi tradizionali e dalla ricerca sui suoi costituenti fitochimici, suggeriscono potenziali benefici terapeutici per una serie di condizioni quali febbre, dolore, disturbi epatici, guarigione delle ferite e complicanze del diabete. [30] Gokshura/Gokharu (Tribulus terrestris L., frutti, Fam. Zygophyllaceae); Rasapanchaka: Rasa: madhura; Guna: guru, snigdha; Virya: sita; Vipaka: madhura; Karma: vata-pitta shamak; azioni farmacologiche generali: antinfiammatorie, antiossidanti, diuretiche, ipoglicemizzanti, ipolipemizzanti, cardioprotettive, epatoprotettive, antitumorali, antibatteriche e immunomodulatorie. È stato tradizionalmente utilizzato anche come afrodisiaco e per il trattamento dell’infertilità maschile e della sindrome menopausale. [31] Shatavari (Asparagus racemosus Willd, radici, Fam. Asparagaceae); rasapanchaka: Rasa: madhura, thiktha; Guna: guru, snigdha; Veerya: sita; Vipaka: madhura; Karma: vatapittasamaka; azioni farmacologiche generali: antiossidanti, antinfiammatorie, adattogene e immunomodulatrici, che lo rendono un prezioso agente terapeutico nella medicina ayurvedica. Possiede proprietà antiulcera, antidiabetiche, antimicrobiche, neuroprotettive e galattogoghe, che ne supportano l’uso in condizioni come disturbi gastrointestinali, diabete, infezioni, problemi del sistema nervoso e per promuovere la produzione di latte nelle madri che allattano. [32] Vidari/Vidarikand (Pueraria tuberosa (Willd.) DC., radici, Fam. Fabaceae); Rasapanchaka: Rasa: madhura; Guna: guru, snigdha; Veerya: sheeta; Vipaka: madhura; Karma: vatapittashamana; azioni farmacologiche generali: cardioprotettiva, antinfiammatoria, antiossidante e antidiabetica, attribuita a composti bioattivi come la puerarina e gli isoflavonoidi. Presenta inoltre effetti antistress, anticonvulsivanti, antiulcerogeni e ipolipidemizzanti. La medicina tradizionale lo utilizza per trattare le malattie cardiovascolari, i disturbi sessuali e i problemi di fertilità, e la ricerca moderna ne ha confermato il potenziale terapeutico per diverse patologie. [33] Vacha (Acorus calamus L., rizoma, famiglia delle Acoraceae); Rasapanchaka: Rasa: katu, thikta; Guna: laghu, thikshna; Veerya: ushna; Vipaka: katu; Karma: kaphavatashamana; azioni farmacologiche generali: ansiolitiche, sedative e anticonvulsivanti sul sistema nervoso centrale (SNC), con potenziali applicazioni per il miglioramento della memoria e per il trattamento di condizioni quali il morbo di Alzheimer, la depressione e l’epilessia. Possiede inoltre proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e ipolipemizzanti, nonché effetti cardiovascolari, antimicrobici e antidiabetici. I principali principi attivi sono l’alfa-asarone e il beta-asarone, ma la loro genotossicità e mutagenicità ne limita l’uso a dosaggi elevati. [34] Yashtimadhu (Glycyrrhiza glabra L., steli, Fam. Fabaceae); Rasapanchaka: Rasa: madhura; Guna: guru, snigdha; Virya: sheeta; Vipaka: madhura; Prabhava: kanthya; Dosha Shamaka: tridosha hara (principalmente Vata-Pitta); azioni farmacologiche generali: antinfiammatoria e antiossidante, antivirale, antibatterica, antielmintica, antiulcera, immunomodulante, ipoglicemizzante, epatoprotettiva, espettorante. [35] Shatpushpa (Anethum sowa Roxb., frutti, Fam. Apiaceae); Rasapanchaka: Rasa: katu, tikta; Guna: laghu, tikshna; Virya: ushna; Vipaka: katu; Karma: vata-kapha hara; azioni farmacologiche generali: antiossidante, antimicrobica (Gram-negativi), antinfiammatoria e analgesica, carminativa e antispasmodica, citotossica e antitumorale. [36] Devdaru/Devadaru (Cedrus deodara, legno, fam. Pinaceae); rasapanchaka: Rasa: tikta, katu, kashay; Guna: laghu, ruksha; Virya: ushna; Vipaka: katu; azioni farmacologiche generali: antinfiammatoria e analgesica, antitumorale e antiapoptotica, antiossidante, immunomodulante, ipoglicemica e ipolipidemica, antibatterica, antispasmodica, anticonvulsivante e ansiolitica, insetticida e urolitica. [37] Jivanti o Jeevanti (Leptadenia reticulata (Retz.) Wight & Arn., radici, Famiglia: Apocynaceae); Rasapanchaka: Rasa: madhura; Guna: laghu, snigdha; Virya: shita; Vipaka: madhura; Karma: vatapittahara; azioni farmacologiche generali: antibatteriche, antiossidanti, antinfiammatorie, antidiabetiche, epatoprotettive e anticancro. Viene utilizzato nella medicina tradizionale ayurvedica come tonico rivitalizzante e ringiovanente ed è un componente di formulazioni come il Chyawanprash e lo Speman. [38] Kapikacchu (Mucuna pruriens (L.) DC., semi, Famiglia: Fabaceae); Rasapanchaka: Rasa: tikta, madhura; Guna: guru, snigdha; Virya: ushna; Vipaka: madhura; Karma: vatapittahara; azioni farmacologiche generali: antidiabetiche, antinfiammatorie, neuroprotettive e antiossidanti, principalmente attribuite al suo alto contenuto di L-DOPA (levodopa), un precursore del neurotrasmettitore dopamina. La pianta è nota anche per le sue proprietà afrodisiache e per l’uso nella gestione dell’infertilità maschile e del morbo di Parkinson. Altri effetti includono proprietà antimicrobiche, antineoplastiche e antidrachidee, che ne dimostrano un ampio spettro terapeutico. [39] Mudgaparni /Mudagparni (Vigna trilobata (L.) Verdc. sin.) Phaseolus trilobatus (L.) Schreb., pianta intera, famiglia Fabaceae); Rasapanchaka: Guna: laghu, rooksha, rasa, madhura; Vipaka: madhura; Veerya: sheeta; Karma: tridosha, aumentando leggermente Kapha; azioni farmacologiche generali: antiossidanti, antinfiammatorie, antibatteriche, antidiabetiche e antinocicettive. Queste attività sono attribuite al suo ricco contenuto fitochimico, che include flavonoidi, composti fenolici, alcaloidi, saponine e altri metaboliti secondari. Gli usi tradizionali includono anche il trattamento dell’artrite, della dissenteria e dei disturbi urogenitali. [40] Chavya, Cavika o Cavya (Piper retrofractum Vahl (steli) Fam. Piperaceae); Rasapanchaka: Rasa: katu; Guna: laghu, ruksa, tiksna; Virya: usna; Vipaka: katu; Karma: bhedana, dipana, kaphahara, pacana, recana, vatahara; azioni farmacologiche generali: antiossidanti, antinfiammatorie, anticancro, afrodisiache e antiobesità. Studi scientifici hanno anche dimostrato la sua efficacia come agente antimicrobico, citotossico e potenziale trattamento per diverse condizioni, come il diabete mellito, la tubercolosi e la leishmaniosi. Queste attività sono attribuite al suo ricco contenuto fitochimico, in particolare agli alcaloidi, come la piperina, ma anche alle saponine, ai flavonoidi e ai terpenoidi. [41] Pippali Magadhi (Piper longum L., frutti e steli, Fam. Piperaceae); Rasapanchaka: Rasa: katu; Guna: thikta, laghu, snigdha; Veerya: anushna; Vipaka: madhura; Karma: kaphavatashamana; azioni farmacologiche generali: antinfiammatorie, antiossidanti, antimicrobiche, analgesiche e antitumorali, principalmente grazie ai suoi composti bioattivi, come la piperina e la piperlongumina. I suoi usi tradizionali in medicina sono supportati da ricerche che ne dimostrano il potenziale nel trattamento di problemi respiratori, del dolore e come biopotenziatore, oltre a renderlo promettente per il trattamento di malattie croniche quali il cancro, il diabete e l’iperlipidemia. [42] Maricha (Piper nigrum L., frutti, Fam. Piperaceae); Rasapanchaka: Rasa: katu; Guna: thiksha, laghu; Veerya: ushna; Vipaka: katu; Karma: kaphavatasamana; azioni farmacologiche generali: antiossidanti, antinfiammatorie, antimicrobiche, anticancro e antidepressive, in gran parte attribuite al suo composto principale, la piperina. Possiede inoltre proprietà stimolanti a livello gastrointestinale e di miglioramento della biodisponibilità, contribuendo ad aumentare l’assorbimento di altri nutrienti e farmaci. La ricerca ne ha dimostrato i potenziali benefici contro lo stress ossidativo indotto dal diabete, le malattie neurodegenerative, come il morbo di Parkinson, e l’obesità. [43] Chitraka/Chitrak (Plumbago indica L., radici, Fam. Plumbaginaceae); Rasapanchaka: Rasa: katu, Guna: thikshna; Veerya: ushna; Vipaka: katu; Karma: vatakaphashamana; azioni farmacologiche generali: antitumorali, antinfiammatorie, antiossidanti, antibatteriche e antimicotiche. I composti bioattivi chiave, come la plumbagina, contribuiscono ai suoi effetti terapeutici, mentre la pianta ha mostrato un potenziale anche nel trattamento di condizioni come i danni al fegato e le infezioni batteriche. [44] Eranda (Ricinus communis L., radici, Fam. Euphorbiaceae); Rasapanchaka: Rasa: madhura, katu, kasaya; Guna: snigdha, tiksna, suksma; Virya: ushna; Vipaka: madhura; Karma: kapha-vātahara; azioni farmacologiche generali: analgesiche, antinfiammatorie, antiossidanti, antimicrobiche, antidiabetiche, anticancro e antifertilizzanti, grazie al suo ricco contenuto di sostanze fitochimiche, quali l’acido ricinoleico, la ricinina, i flavonoidi e i tannini. Le foglie, le radici e i semi della pianta sono utilizzati nella medicina tradizionale per vari disturbi, ma le applicazioni terapeutiche richiedono cautela a causa della presenza di ricina, una proteina altamente tossica, soprattutto nei semi. [45] Manjistha (Rubia cordifolia L., steli, Fam. Rubiaceae); Rasapanchaka: Rasa: tikta, Kashaya, madhura; Vipaka: katu; Veerya: ushna; Karma: Kaphapittashamaka (Bilancia Kapha e Pitta). È principalmente Pittahara ed è utile nelle patologie dei tessuti in cui Pitta è coinvolto, come la pelle (ferite, malattie della pelle) e gli occhi; azioni farmacologiche generali: antinfiammatoria e antiossidante, antitumorale, epatoprotettiva, antibatterica e antimicrobica, cardioprotettiva e antiaggregante piastrinica, cicatrizzante, antistatica venosa, antidiabetica e anticonvulsivante. [46] Guduchi (Tinospora cordifolia (Willd.) Hook.f. & Thomson, steli, Fam. Menispermaceae); Rasapanchaka: Rasa: thikta, kashaya; Guna: snigdha, guru; Veerya: ushna; Vipaka: madhura; Karma: Tridosha shamaka; azioni farmacologiche generali: antidiabetiche, antiossidanti, antinfiammatorie, anticancro, antimicrobiche ed epatoprotettive. Agisce come immunomodulatore, migliorando le risposte immunitarie, ed è considerato un adattogeno che aiuta l’organismo a gestire lo stress. I suoi vari principi attivi contribuiscono al suo utilizzo nella medicina tradizionale per aumentare la vitalità e trattare condizioni come il diabete, i disturbi epatici e i problemi cutanei. [47] Mashaparni/Mashavan (Teramnus labialis (L.f.) Spreng.), pianta intera, Fam. Fabaceae); Rasapanchaka: Rasa: madhura, tikta; Guna: ruksha; Virya: sheeta; Vipaka: madhura; Doshagnata: Vata hara e Kaphavardhaka. Azioni farmacologiche generali: proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, epatoprotettive e antidiabetiche. Presenta inoltre un’attività lattogena, promuovendo la produzione di latte, e possiede un potenziale antibatterico. Questi effetti benefici sono attribuibili al suo ricco profilo di metaboliti secondari, quali flavonoidi, composti fenolici, terpenoidi e alcaloidi. [48] Shunthi Zingiber officinale Rosc. (rizoma) Fam. Zingiberaceae; Rasapanchaka: Rasa: katu; Guna: guru, ruksa, tiksna; Virya: usna; Vipaka: madhura; Karma: vata-kapha-hara, dipana, bhedana, pachana, vrisya, balya, ruchana, sopahara, jwaraghna; azioni farmacologiche generali: antinfiammatorie, antiossidanti, antiemetiche (antinausea), antitumorali, antidiabetiche e protettive cardiovascolari. Queste azioni sono principalmente attribuite ai suoi composti fenolici bioattivi, come i gingeroli e gli shogaoli, che contribuiscono anche al suo caratteristico sapore pungente. [49]

 

 

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A cura della direzione scientifica di Benefica

Drug Invention Today | Vol 12 • Issue 7 • 2019

THE GAS CHROMATOGRAPHY-MASS SPECTROMETRY STUDY OF ONE AYURVEDIC PAIN RELIEVING OIL MAHAMASHA THAILAM.

Hassan Mohammad1, K. Prabhu1, Mudiganti Ram Krishna Rao2*, Lakshmi Sundram3, Sruthi Dinakar4, M. Sathish Kumar5, N. Vijayalakshmi2.

1Department of Anatomy, Sree Balaji Medical College and Hospital, Chennai, Tamil Nadu, India, 2Department of Industrial Biotechnology, Bharath Institute of Higher Education and Research, Chennai, Tamil Nadu, India, 3Central Research Facility, Sri Ramachandra Medical College and Research Institute, Porur, Chennai, Tamil Nadu, India, 4Ayurvedic Practioner, Kottakkal Arya Vaidya Sala, Chennai, Tamil Nadu, India, 5Departement of Chemical Engineering, Sethu Institute of Technology, Kariapatti, Virudhunagar, Tamil Nadu, India. *Corresponding author: Dr. Mudiganti Ram Krishna Rao, Department of Industrial Biotechnology, Bharath Institute of Higher Education and Research, Chennai – 600 073, Tamil Nadu, India. Phone: +91-9894994567. E-mail: mrkrao1455@gmail.com.

 

ABSTRACT

Objective: The aim of the study is to understand the efficacy of Ayurvedic medicine by subjecting it to gas chromatography–mass spectrometry (GC-MS) analysis. This knowledge could help in finding the molecules that are of medicinal importance.

Materials and Methods: Mahamasha Thailam was bought from a Standard Ayurvedic vendor at Chennai and subjected to GC-MS analysis by standard procedures.

Results: The GC-MS results indicated the presence of some important molecules such as n-Hexadecanoic acid, n-Decanoic acid, 2,6-Difluoro-3-methylbenzoic acid, 2,3-dichlorophenyl ester, propane, and 2-methoxy-2-methyl-, which have medicinal roles supporting the pain reliving role of Mahamasha Thailam.

Conclusions: GC-MS results indicated that the medicinal roles of some of the important molecules augur well with the activity of Mahamasha thailam. The roles of some other molecules such as 1-Heptanol, 2,4-diethyl-, Cis-3-ethyl-endo-tricyclo[5.2.1.0(2.6)]decane, 3-Octyne, 2,2,7-trimethyl-, 1,3-Benzodioxole, 5,5’-(tetrahydro-1H,3H-furo[3,4-c]furan-1,4- diyl)bis-, [1S-(1.alpha.,3a.alpha.,4.beta.,6a.alpha.)]-, and 1,3-Dioxolane-2-methanol are not reported yet.

Keywords: 2,3-dichlorophenyl ester, 2,6-Difluoro-3-methylbenzoic acid, 2-methoxy-2-methyl-, Ayurvedic, Gas chromatography–mass spectrometry, Mahamasha Thailam, n- Decanoic acid, n-Hexadecanoic acid, Propane

Drug Invention Today (Elsevier BV)
ISSN: 0975-7619
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