L’Echinacea per la prevenzione delle Infezioni Respiratorie. Perché prevenire?
Newsletter Fitoterapia n° «67»
Luglio 2025
Antibiotics, 13(4), 364.
“Echinacea reduces antibiotics by preventing respiratory infections: A Meta-Analysis (ERA-PRIMA).”
Gancitano, G., Mucci, N., Stange, R., Ogal, M., Vimalanathan, S., Sreya, M., … & Johnston, S. L. (2024).
La newsletter
Le ragioni per le quali si possa definire utile prevenire le malattie da raffreddamento sono diverse. Parte di queste ragioni potrebbero essere ritenute “minori”, pensando a quelle relative ai disagi fisici della malattia e ai riflessi sulla nostra vita quotidiana. Altre ragioni potrebbero essere definite “maggiori” come quelle del poter evitare possibili complicazioni cliniche, e, primariamente, quella del possibile contenimento della prescrizione di antibiotici. Per quanto relativo ai tipici disagi causati dal raffreddore, al giorno d’oggi un “semplice o banale” raffreddore sembra essere percepito come una condizione più problematica rispetto ad un tempo poiché interferisce significativamente con il ritmo sempre più incalzante della quotidianità (vita sociale, lavoro, scuola). Le infezioni respiratorie, a partire da quelle da raffreddamento sono prevalentemente di origine virale, e quindi contagiose e facilmente trasmissibili agli altri (ancora prima di avvertire i sintomi); colpiscono individui di ogni età in ogni periodo dell’anno, maggiormente in inverno; gli adulti contraggono il raffreddore mediamente da due a quattro volte all’anno; possono causare complicazioni gravi quali otiti, tracheiti e bronchiti e possono comportare facilmente la prescrizione di antibiotici poiché possono presentarsi comuni infezioni batteriche. In Italia ogni anno il 46% della popolazione contrae il raffreddore comune che causa 40.000 ore di attività lavorativa ridotta e 20.000 ore di scuola perdute. [fonte ISTAT] I sintomi sono molto sgradevoli, impediscono di dormire bene, interferiscono con il concentrarsi, lavorare o svolgere attività che richiedono sforzo fisico o mentale. Portano a rinunce di attività sociali o viaggi, limitando la possibilità di socializzare e divertirsi. Possono causare ansia, stress e preoccupazione, nel post – Covid, soprattutto se si verifica una situazione di contagio. Le persone con condizioni croniche delle vie respiratorie vengono esposte ad un elevato rischio di peggioramento della situazione. Possono servire da 16 a 120 fazzoletti al giorno.
Tra le ragioni “maggiori” del perché prevenire le RTI vi è la crescente necessità di contenere la prescrizione di antibiotici per ridurre il fenomeno ormai globale dell’antibiotico resistenza.
Questa newsletter prende lo spunto dalla pubblicazione (2024) di una complessa metanalisi che ripropone le evidenze dell’utilità dell’uso dell’Echinacea, come bioattivo a supporto dell’efficienza immunitaria, in integratori ampiamente consigliati nella prevenzione delle RTI premettendo che la prevenzione delle malattie da raffreddamento dipende notoriamente dall’osservanza di norme igieniche e di buon stile di vita, oltre che dall’efficienza del sistema immunitario.
L’Echinacea (spp. angustifolia, purpurea, pallida) è la pianta medicinale forse più famosa nel mondo occidentale per la prevenzione delle infezioni delle vie respiratorie. Dalla sua scoperta nelle Americhe, nel 1700, il suo valore medicinale, fu riconosciuto ufficialmente nella Farmacopea Nazionale Americana nel 1916 e circa nel 1930, anche nella Farmacopea Tedesca; dopo un periodo di minor attenzione, negli ultimi decenni l’uso di Echinacea è stato ampiamente rivalutato come bioattivo in rimedi fitoterapici immunomodulanti, grazie ad un’ampia ed attendibile documentazione scientifica che ne indica la validità dell’azione terapeutica. [https://www.benefica.it/fitoterapia/Echinacea-Echinacea-angustifolia-d-c/]
Scopo della metanalisi è stato quello di verificare l’ipotesi che l’assunzione di Echinacea potesse ridurre non solo gli episodi ricorrenti di infezioni delle vie respiratorie (RTI), ma anche le relative complicanze e, inoltre, che tale riduzione avrebbe portato a una minore necessità di prescrizioni di antibiotici. Inoltre, la metanalisi ha studiato il profilo di sicurezza analizzando l’insorgenza di eventi avversi (EA) durante il trattamento con Echinacea.
La metanalisi in breve
Nonostante i progressi nella comprensione della patologia, i miglioramenti igienici e le tecnologie vaccinali, le infezioni delle vie respiratorie (RTI) sono ancora le malattie più frequenti a livello mondiale. Si dividono in infezioni delle vie respiratorie superiori (URTI), che colpiscono la rinofaringe e i seni paranasali, e infezioni delle vie respiratorie inferiori (LRTI), che colpiscono trachea, bronchi e polmoni [1]. Uno studio condotto dal Global Burden of Diseases, Injuries and Risk Factors (GBD) ha stimato che entro il 2019, 17,2 miliardi di casi (pari al 42,8% di tutte le malattie mondiali) erano una conseguenza di URTI, con un’elevata prevalenza nei paesi con indici sociodemografici elevati [2]. Lo stesso studio ha attribuito 291,7 milioni di casi a LRTI, di cui circa l’1% è stato letale [3]. Nel 2019, le LRTI sono state la principale causa infettiva di morte [4]. Circa un terzo di tutte le infezioni delle vie respiratorie (RTI) colpisce bambini di età inferiore ai cinque anni, di cui un numero sproporzionatamente elevato di 0,7 milioni di casi è letale. Un tasso di mortalità più elevato è stato segnalato anche tra gli anziani e i pazienti immunocompromessi [5]. Questi numeri non tengono conto della recente pandemia di COVID-19, che ha causato circa 677 milioni di infezioni e 6,9 milioni di decessi in tutto il mondo [6]. Misure di contenimento come il distanziamento sociale e l’igiene hanno non solo frenato le infezioni virali in generale, ma anche le infezioni respiratorie batteriche secondarie e, soprattutto, l’uso globale di antibiotici, indicando una stretta correlazione tra questi fattori [7]. La sospensione di tali misure di contenimento ha riportato l’uso di antibiotici ai livelli pre-pandemici e, sebbene il COVID-19 sia considerato una malattia virale raramente associata a batteri (10%), fino al 75% delle infezioni è stato trattato con antibiotici [8,9].
È ormai assodato che gli estratti di Echinacea esercitano effetti antivirali e immunomodulatori [10,11] in special modo gli estratti alcolici, che dimostrano un ampio spettro di attività contro i virus respiratori con involucro, inclusi i virus influenzali, il virus respiratorio sinciziale (RSV), i coronavirus e il SARS-CoV-2 [10]. L’attivazione della segnalazione dell’interferone, la chemiotassi e l’azione antinfiammatoria costituiscono gli effetti di supporto immunitario della pianta medicinale [11,12]. I benefici clinici si manifestano non solo in una riduzione del rischio di RTI, ma anche di ricadute e complicanze secondarie [13]. Per la prima volta, un recente studio sui bambini ha dimostrato un beneficio sulla frequenza delle prescrizioni di antibiotici, con una riduzione del 76,3%, che è stata significativa come risultato secondario [14].
Nella metanalisi sono stati inclusi 30 studi clinici che hanno valutato l’efficacia dell’Echinacea per la prevenzione o il trattamento delle RTI in 5652 soggetti. I risultati della metanalisi concludono che l’Echinacea ha ridotto significativamente la frequenza mensile di infezioni delle vie respiratorie (RTI), rapporto di rischio RR 0,68 (IC 95% 0,61-0,77) e il numero di pazienti con ≥1 RTI, RR = 0,75 (IC 95% 0,69-0,81) corrispondente a un odds ratio (OR) 0,53 (IC 95% 0,42-0,67).
L’Echinacea ha ridotto il rischio di infezioni ricorrenti (RR = 0,60; IC 95% 0,46-0,80), di complicanze da RTI (RR = 0,44; IC 95% 0,36-0,54) e la necessità di terapia antibiotica (RR = 0,60; IC 95% 0,39-0,93), con una riduzione del 70% dei giorni totali di terapia antibiotica (IRR = 0,29; IC 95% 0,11-0,74). Gli estratti alcolici di Echinacea si sono dimostrati i più efficaci, con una riduzione dell’80% dei giorni di trattamento antibiotico, IRR 0,21 (95% CI 0,15-0,28). Un numero uguale di eventi avversi si è verificato con il trattamento a base di Echinacea e con quello di controllo.
L’Echinacea può prevenire in modo sicuro le infezioni delle vie respiratorie (RTI) e le complicanze associate, riducendo così la richiesta di antibiotici. Esistono differenze significative tra i preparati a base di Echinacea.
La metanalisi più in dettaglio
Come anticipato, nella metanalisi, sono stati inseriti 30 studi clinici, relativi a 39 preparati di Echinacea confrontati con un gruppo di controllo. In 22 studi, l’Echinacea è stata studiata per la prevenzione delle infezioni delle vie respiratorie [14–35], mentre in 8 studi, l’Echinacea è stata studiata per il trattamento acuto [36–43]. Nella metanalisi sono tati inseriti studi con diversi schemi di trattamento, ad esempio, in prevenzione Taylor et al. (2003) [42] e Sumer et al. (2023) [37] hanno sperimentato trattamenti multipli (tre trattamenti) per un periodo di osservazione prolungato [37,42]. Weber et al. [35] hanno pubblicato una sottoanalisi del lavoro di Taylor et al. [42], fornendo dati sulle infezioni ricorrenti durante la terapia con Echinacea o placebo. Altri sei studi di prevenzione hanno somministrato Echinacea per un periodo più breve, pari o inferiore a un mese [21,24,25]; tre di questi studi hanno utilizzato un metodo di inoculazione artificiale [16,31,33]. I restanti studi hanno sperimentato periodi di trattamento più lunghi, compresi tra sei settimane e cinque mesi [14,15,17–20,22,23,26–30,32,34,42]. Awad et al. hanno sperimentato una terapia preventiva a intervalli di 10 giorni per sei mesi [29]. Un totale di 21 studi ha esaminato prodotti monocomponenti a base di Echinacea mentre i restanti nove studi hanno riguardato preparati con Echinacea e altri ingredienti come vitamina C, Sambucus nigra, Nigella sativa, Thuja occidentalis, Baptisia tinctoria, propoli o diluizioni omeopatiche come additivi [17–20,22,25,30,39,43]. La maggior parte dei 39 studi ha valutato estratti lipofili di Echinacea basati su estrazioni alcoliche, glicerolo o estrazioni con CO2 ipercritica [14,15,17–19,22,25–27,30,32,36–39]. Sette preparazioni contenevano estratti idrofili (succhi pressati) di Echinacea [21,23,24,31,33,40,42], mentre quattro preparazioni contenevano Echinacea essiccata, in polvere o non specificata [16,28,29,43]. In questa metanalisi è stata valutata l’azione di una grande varietà di preparati a base di Echinacea con l’obiettivo di ottenere prove globali di attività della pianta medicinale nei confronti dell’’infezione respiratoria (RTI), rilevata principalmente come esito riferito dal paziente e confermato da medico/infermiere [14–16, 18–20, 23, 26–28, 30, 31, 34, 36–39, 41–43]. La casistica presa in considerazione comprendeva raffreddore comune, rinite, infezioni respiratorie non specificate, infezioni simil-influenzali o influenza. Negli studi più recenti i ceppi virali respiratori sono stati individuati mediante RT-PCR [26,27,37,39] e in tre studi sono state indotte artificialmente le infezioni tramite inoculazione di rinovirus [16,31,33]. Sette studi hanno coinvolto bambini di età inferiore ai dodici anni [14,18,22,25,29,41,42], mentre tre studi hanno studiato l’Echinacea in bambini di età pari a uno o due anni [18,25,42]. Per quanto riguarda la sicurezza, gli eventi avversi (AE) sono stati riportati come numero di pazienti che hanno manifestato AE o come numero totale di AE in 17 studi clinici [14,15,18,21,23,26–28,30–32,34,36,38,40–42]. Ogal et al. [14] hanno riportato un totale di 105 eventi avversi (AE) per 103 soggetti dello studio nel gruppo di controllo e è stato deciso, per questo particolare studio, di definire il numero totale di eventi avversi (105) piuttosto che la dimensione del campione (103) come denominatore per la valutazione del rapporto di rischio.
Risultati
Dagli studi l’incidenza di RTI risultava sotto forma di numero di pazienti con ≥ 1 episodio/infezione e/o numero di episodi/infezioni verificatisi durante il periodo di osservazione [14–19,21–34]; poiché tra gli studi la durata del trattamento variava notevolmente (10 giorni–6 mesi), questo parametro è stato normalizzato come frequenza mensile di RTI. Dagli studi è stato rilevato anche il numero dei pazienti con ricadute singole o infezioni/ricadute ricorrenti [14,15,18,23,25,26,30,42]. Nella metanalisi sono stati inclusi studi di prevenzione classici e studi sul trattamento in acuto con adeguati periodi di follow-up. Infine, sono state raccolte informazioni sull’uso di antibiotici da 11 studi, relativamente al numero di pazienti trattati con antibiotici, giorni complessivi di trattamento antibiotico o differenze medie nei giorni di trattamento antibiotico [14,18,25–27,36,37,39,41–43].
Prevenzione delle infezioni del tratto respiratorio (RTI)
Come primo obiettivo, è stata testata la prevenzione delle RTI attraverso l’uso di Echinacea. Tutti gli studi inclusi indicano la superiorità di Echinacea rispetto al controllo in termini di valutazione del rischio di infezioni delle vie respiratorie (RTI) per Echinacea in 4916 soggetti inclusi in 22 studi [14–34,42]. Le dimensioni dell’effetto sono variate per rapporto di rischio tra RR 0,10 e 0,88, con quattro studi che hanno raggiunto un p < 0,05. Le dimensioni dell’effetto aggregate dei singoli studi (modello a effetti casuali) hanno prodotto un rapporto di rischio significativo di RR = 0,68 (IC 95% 0,61–0,77; p < 0,01), mentre un’eterogeneità di I₂ = 29% è stata considerata bassa (τ₂ = 0,0088; p = 0,1).
Venti studi hanno riportato il numero di partecipanti che hanno manifestato una o più infezioni delle vie respiratorie (RTI). Quando i dati sono stati aggregati in meta-analisi, l’eterogeneità si è ridotta a I² = 27% (τ² = 0,0047, p = 0,13), il RR è risultato di 0,75 (IC 95% 0,69-0,81; p < 0,01), e odds ratio (OR) = 0,53 (IC 95% 0,42-0,67; p < 0,01), [14-24,26-28,30,35]. Ancora una volta, tutti gli studi hanno indicato una superiorità per l’Echinacea, di cui sei studi hanno riportato benefici significativi, con p < 0,05. Entrambe le analisi hanno fornito risultati simili e coerenti. Nel gruppo Echinacea il rischio complessivo di infezioni del tratto respiratorio (RTI) era inferiore al rischio di almeno un episodio. Si è ipotizzato che ciò fosse il risultato di un rischio ridotto di infezioni ricorrenti e ricadute, ed è stato ulteriormente approfondito. Il rischio per i partecipanti che hanno manifestato infezioni ricorrenti delle vie respiratorie (RTI) è stato calcolato aggregando i risultati di otto studi clinici comprendenti 3203 soggetti, confrontando Echinacea con il gruppo di controllo (principalmente nell’ambito di uno scenario preventivo) [14,15,18,23,25,26,30,42]. Una significativa riduzione di recidive e ricadute è stata riscontrata nel gruppo Echinacea, indicando un RR = 0,60 (IC 95% 0,46-0,80; p < 0,01), ma con una significativa eterogeneità di I2 = 88%. (τ2 = 0,0052, p = 0,08).
Riduzione delle complicanze da infezioni delle vie respiratorie (RTI)
Nella metanalisi sono stati raccolti i risultati relativi al numero di partecipanti che hanno manifestato complicanze da infezioni delle vie respiratorie (RTI), così come il numero totale di complicanze verificatesi. I risultati sono stati raccolti da 13 studi clinici [14,18,21,23,26,27,29,36–40,43], che includevano 2695 soggetti. Per entrambe le analisi, l’eterogeneità era assente o moderata, indicando una dimensione dell’effetto stimata altamente robusta. Per Echinacea è stata osservata una riduzione pronunciata del rischio di complicanze (RR = 0,44 (IC 95% 0,36–0,54; p < 0,01)), che era altamente comparabile con il numero complessivo di complicanze verificatesi. I due studi più ampi (entrambi di buona qualità metodologica con punteggi Jadad ≥ 4) hanno fornito risultati coerenti con la dimensione dell’effetto stimata nella meta-analisi. Di conseguenza, i risultati di una sottoanalisi che includeva solo studi di alta qualità hanno fornito un RR altamente simile = 0,47 (IC 95% 0,37-0,58) per i partecipanti con complicanze, sempre in assenza di eterogeneità. La dimensione dell’effetto stimata è stata quindi considerata affidabile.
Prescrizioni di antibiotici
Nella metanalisi è stato indagato anche se l’uso di Echinacea avrebbe influenzato anche la necessità di antibiotici, valutata in base al numero di partecipanti trattati con antibiotici, al numero di giorni di trattamento antibiotico e alle differenze medie aggregate tra le durate del trattamento antibiotico riportate per individuo. Dalla metanalisi risulta che gli effetti del trattamento con Echinacea hanno significativamente ridotto la durata complessiva della terapia antibiotica, mostrando un rapporto di rischio individuale (IRR) = 0,29 (IC al 95% 0,11-0,74; p < 0,02). I massimi benefici sono stati ottenuti utilizzando un approccio terapeutico combinato con dosaggio di prevenzione di base e aumento della dose durante la malattia acuta, come mostrato da Cohen et al. [18]. Quest’ultimo ha riportato 541 giorni contro 1084 con terapia antibiotica per Echinacea e placebo, rispettivamente, IRR 0,52 (IC al 95% 0,47-0,58; p < 0,01). Questo risultato è stato superato solo da Ogal et al., che hanno mostrato un’impressionante riduzione dell’80%, da 216 a 45 giorni di trattamento antibiotico, IRR 0,21 (IC 95% 0,15-0,28; p < 0,0) [14].
Sotto analisi
Da una sotto analisi dei dati raccolti dalla metanalisi è risultato che tra gli estratti lipofili da quelli idrofili esiste una netta distinzione non solo in termini di rischio mensile di infezioni del tratto respiratorio (RR lipofili vs idrofili = 0,66 (p < 0,01) vs 0,75 (n.s.)), ma anche di infezioni ricorrenti del tratto respiratorio (RR = 0,53 (p < 0,01) vs 0,87 (n.s.)) e complicanze (RR = 0,42 (p < 0,01) vs 0,68 (n.s.)), evidenziando importanti differenze tra i preparati a base di Echinacea.
Eventi avversi
Le informazioni relative al verificarsi di eventi avversi (AE) sono state ricavate da 17 studi clinici [14,15,18,21,23,26–28,30–32,34,36,38,40–42]. Sia per Echinacea che per il gruppo di controllo, sono stati segnalati complessivamente 633 eventi, rispettivamente da 1903 e 1772 partecipanti. Il rischio e l’odds ratio (OR) risultanti per Echinacea rispetto al gruppo di controllo hanno prodotto valori molto simili di OR = 0,99 (IC 95% 0,64–1,47) e RR = 1,01 (0,85–1,20); p = 0,90. Lo studio più ampio condotto da Jawad et al. [26] hanno valutato l’insorgenza di eventi avversi (AE) nell’arco di quattro mesi di utilizzo a lungo termine, con dati simili per Echinacea e placebo (RR = 0,98 (95% CI 0,91-1,04)). Ogal et al. hanno studiato la stessa preparazione di Echinacea riscontrando eventi avversi (AE) significativamente inferiori rispetto al controllo (3 × 50 mg di vitamina C), a causa di una riduzione delle complicanze delle infezioni delle vie respiratorie (RTI), tra cui otite media o bronchite [14]. Nel complesso, gli eventi avversi (AE) riguardavano più spesso lievi disturbi gastrointestinali, che si risolvevano spontaneamente senza intervento farmacologico.
Considerazioni conclusive
L’uso globale di antibiotici continua ad aumentare nonostante i programmi educativi governativi (ad esempio, la gestione responsabile degli antibiotici) ne promuovano un uso giudizioso [49]. Si stima che ogni giorno di somministrazione orale di beta-lattamici aumenti del 4% il rischio di contrarre pneumococchi resistenti alla penicillina [50]. Le infezioni delle vie respiratorie (RTI) rappresentano la causa più comune di uso di antibiotici non solo in ambito ambulatoriale, ma anche in quello ospedaliero e in automedicazione [51]. Ridurre l’uso di antibiotici per le RTI rappresenta quindi un’opportunità unica per controllare l’abuso di antibiotici in futuro.
Nella metanalisi è stato studiato il potenziale delle specie di Echinacea nel prevenire le RTI virali iniziali, riducendo così le complicanze secondarie (probabilmente batteriche) e la necessità di antibiotici. È stata dimostrata un’associazione positiva tra Echinacea e i tre livelli di prevenzione, mostrando una riduzione delle infezioni delle vie respiratorie (RTI) di circa il 32% a un RR = 0,68 (IC 95% 0,61-0,77), delle recidive di circa il 40% a un RR = 0,60 (IC 95% 0,46-0,80) e delle complicanze di circa il 56% a un RR = 0,44 (IC 95% 0,36-0,54). Queste riduzioni hanno portato a circa il 40% in meno di partecipanti che hanno richiesto antibiotici (RR = 0,60 (IC 95% 0,39-0,93)) e a una riduzione del 70% dei giorni di trattamento antibiotico (RR = 0,30 (0,12-0,73)), entrambi risultati statisticamente significativi sull’uso di antibiotici (p < 0,05). Il primo risultato relativo alla richiesta di antibiotici escludeva due studi [39,42] sull’uso acuto di Echinacea. Ciò supporta gli effetti benefici dell’integrazione preventiva a lungo termine con Echinacea.
La differenza tra i risultati (prescrizioni di antibiotici vs. durata del trattamento) potrebbe anche derivare dall’utilizzo di preparazioni eterogenee di Echinacea. Escludendo gli estratti idrofili (succhi pressati) utilizzati in Taylor e Spasov [39,41], il RR = 0,45 (IC 95% 0,30-0,66) per i pazienti che necessitavano di antibiotici corrispondeva bene al valore relativo ai giorni di trattamento antibiotico.
L’eterogeneità nella meta-analisi è un fattore cruciale, ma comune, che aumenta la varianza rispetto all’effetto stimato a causa di: diverse tecniche di produzione (estratti lipofili rispetto a quelli idrofili o ulteriori integratori), disegni di studio (prevenzione rispetto a trattamento acuto) o la qualità metodologica degli studi inclusi.
La differenziazione tra i preparati utilizzati negli studi ha rivelato più chiaramente la correlazione tra infezioni delle vie respiratorie (RTI), complicanze secondarie e uso di antibiotici, dimostrata in modo più convincente per gli estratti lipofili. Questi consistevano principalmente in estratti alcolici da erbe e radici di Echinacea. Questo risultato è coerente con i dati di Schapowal (2015) o Karsch–Voelk (2014), che hanno anche rivelato importanti differenze tra i preparati di Echinacea [13,52]. Un’osservazione interessante è stata il fatto che i due studi più ampi che hanno fornito le dimensioni dell’effetto più significative hanno entrambi indagato bambini trattati preventivamente per tre-quattro mesi con preparati lipofili [14,18]. I rischi di RTI sono risultati molto bassi, con RR = 0,47 e 0,67, RR per il rischio di recidiva = 0,35 e 0,62, RR per il rischio di complicanze = 0,42 e 0,48, con un conseguente IRR giornaliero complessivo di trattamento antibiotico = 0,52 e 0,21 e un minor numero di pazienti che hanno richiesto antibiotici per quest’ultimo studio, RR = 0,38 (0,15-0,94) (tutti i valori p < 0,05).
È ragionevole supporre che gli effetti antivirali ad ampio spettro riportati dagli estratti alcolici di Echinacea contribuiscano al beneficio preventivo di tali prodotti [10].
Questo, tuttavia, da solo potrebbe non spiegare completamente la forte diminuzione osservata nel livello di prescrizioni di antibiotici. L’immunomodulazione o gli effetti antibatterici terziari possono supportare il processo di guarigione da una malattia acuta riducendo, anche del tutto, la necessità dell’uso di antibiotici, tuttavia sono necessarie ulteriori ricerche per chiarire ulteriormente la tendenza cumulativa dalla prevenzione delle infezioni delle vie respiratorie (RTI) alla riduzione degli antibiotici [11,12].
Questa metanalisi dimostra come l’Echinacea possa ridurre la necessità di prescrizioni di antibiotici e la durata complessiva della terapia attraverso dati ottenuti da studi clinici randomizzati e controllati. Oltre ai risultati sull’incidenza e la durata delle infezioni respiratorie acute (RTI), nessuna precedente meta-analisi ha indagato la sequenza di incidenza, recidive, complicanze e l’uso di antibiotici, pertanto non sono disponibili effetti comparativi.
La strategia per ridurre l’uso di antibiotici attraverso la prevenzione delle RTI è molto promettente ed è stata descritta in modo analogo per i vaccini antinfluenzali e pneumococcici, che sono associati a una riduzione del 10-40% delle prescrizioni di antibiotici o dei giorni di terapia antibiotica [54].
Un effetto simile sembra ora riferibile anche all’Echinacea per la quale, gli estratti alcolici, sembrano superare l’efficacia delle vaccinazioni summenzionate. Un approccio combinato di vaccinazione e integrazione con Echinacea potrebbe fornire effetti ancora superiori, tuttavia ciò richiederebbe la conferma di uno studio clinico di conferma.
Sicurezza
Il profilo di sicurezza dell’Echinacea è stato valutato anche da precedenti metanalisi. Complessivamente i dati raccolti indicano lo stesso numero di eventi avversi verificatisi con la terapia a base di Echinacea e con il gruppo di controllo indicando un profilo di sicurezza altamente positivo e sottolineano l’ottimo profilo di sicurezza degli estratti di Echinacea utilizzati per la prevenzione e la terapia acuta. Nella maggior parte dei casi, gli eventi avversi sono stati lievi, autolimitanti, di natura gastrointestinale e non hanno richiesto un intervento medico.
In conclusione, l’Echinacea potrebbe rappresentare un mezzo efficace e sicuro per prevenire le infezioni respiratorie acute (RTI) e le complicanze secondarie, riducendo così significativamente la necessità di prescrizioni di antibiotici. Tuttavia, è necessaria la dovuta cautela nella selezione del prodotto specifico a base di Echinacea, poiché potrebbero esistere delle differenze.
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A cura della direzione scientifica di Benefica
Antibiotics, 13(4), 364.
“Echinacea reduces antibiotics by preventing respiratory infections: A Meta-Analysis (ERA-PRIMA).”
Giuseppe Gancitano 1,2, *, Nicola Mucci 2, Rainer Stange 3, Mercedes Ogal 4, Selvarani Vimalanathan 5, Mahfuza Sreya 5, Anthony Booker 6,7, Bushra Hadj-Cherif 6, Werner C. Albrich 8, Karin Woelkart-Ardjomand 9, Samo Kreft 10, Wim Vanden Berghe 11, Godehard Hoexter 12, Andreas Schapowal 13 and Sebastian L. Johnston 14
Author information:
1 1st Carabinieri Paratrooper Regiment “Tuscania”, Italian Ministry of Defence, 57127 Livorno, Italy;
2 Department of Experimental and Clinical Medicine, University of Florence, 50134 Florence, Italy;
3 Institute of Social Medicine, Epidemiology and Health Economics, Charité-Universitätsmedizin Berlin,Humboldt-Universität zu Berlin and Berlin Institute of Health, 10117 Berlin, Germany;
4 Pediatric Clinic Brunnen, 6440 Brunnen, Switzerland;
5 Pathology & Laboratory Medicine, Faculty of Medicine, University of British Columbia,Vancouver, BC V6T 2B5, Canada;
6 Research Group for Optimal Health, School of Life Sciences, College of Liberal Arts and Sciences,University of Westminster, London W1B 2HW, UK;
7 Research Group ‘Pharmacognosy and Phytotherapy’, UCL School of Pharmacy, London WC1N 1AX, UK;
8 Division of Infectious Disease, Infection Prevention and Travel Medicine, Cantonal Hospital,9000 St. Gallen, Switzerland;
9 Department of Pharmacognosy, Institute of Pharmaceutical Sciences, University of Graz, 8010 Graz, Austria;
10 Faculty of Pharmacy, University of Ljubljana, 1000 Ljubliana, Slovenia;
11 Department of Biomedical Sciences, University of Antwerp, 2000 Antwerp, Belgium;
12 Statistical Consulting Godehard Hoexter, 79100 Freiburg, Germany;
13 Allergy Clinic, CH-7302 Landquart, Switzerland; 14 National Heart and Lung Institute, Imperial College London, London W2 1PG, UK
Abstract
Respiratory tract infections (RTIs) are the leading cause of antibiotic prescriptions, primarily due to the risk for secondary bacterial infections. In this study, we examined whether Echinacea could reduce the need for antibiotics by preventing RTIs and their complications, and subsequently investigated its safety profile. A comprehensive search of EMBASE, PubMed, Google Scholar, Cochrane DARE and clinicaltrials.gov identified 30 clinical trials (39 comparisons) studying Echinacea for the prevention or treatment of RTIs in 5652 subjects. Echinacea significantly reduced the monthly RTI occurrence, risk ratio (RR) 0.68 (95% CI 0.61–0.77) and number of patients with ≥1 RTI, RR = 0.75 (95% CI 0.69–0.81) corresponding to an odds ratio 0.53 (95% CI 0.42–0.67). Echinacea reduced the risk of recurrent infections (RR = 0.60; 95% CI 0.46–0.80), RTI complications (RR = 0.44; 95% CI 0.36–0.54) and the need for antibiotic therapy (RR = 0.60; 95% CI 0.39–0.93), with total antibiotic therapy days reduced by 70% (IRR = 0.29; 95% CI 0.11–0.74). Alcoholic extracts from freshly harvested Echinacea purpurea were the strongest, with an 80% reduction of antibiotic treatment days, IRR 0.21 (95% CI 0.15–0.28). An equal number of adverse events occurred with Echinacea and control treatment. Echinacea can safely prevent RTIs and associated complications, thereby decreasing the demand for antibiotics. Relevant differences exist between Echinacea preparations.
Keywords
Echinacea; prevention; respiratory tract infections; antibiotics; recurrent RTIs; complications
Antibiotics 2024, 13, 364. https://doi.org/10.3390/antibiotics13040364 https://www.mdpi.com/journal/antibiotics
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