Newsletter Fitoterapia nr. 47 – Luglio 2019

Phyllanthus niruri: l’alleato naturale nella calcolosi renale

Int Braz J Urol. 2018 Jul-Aug;44(4):758-764. PubMed.

Effect of phyllanthus niruri on metabolic parameters of patients with kidney stone: a perspective for disease prevention.

Pucci ND, Marchini GS, Mazzucchi E, Reis ST, Srougi M, Evazian D, Nahas WC.

 

Phyllanthus niruri L. è una pianta medicinale della famiglia delle Euphorbiaceae tra le più note, anche nell’uso tradizionale, per la prevenzione dell’urolitiasi e attualmente anche come coadiuvante naturale ai trattamenti chirurgici della stessa [27].

Questo officinale è infatti stata tradizionalmente utilizzato nei principali sistemi etnomedici per i suoi generali effetti nelle problematiche genitourinarie tra le quali la calcolosi urinaria, ma alla pianta vengono attribuite numerose altre attività, a carico del sistema digerente, epatico e metaboliche, che non sono ritenute minori rispetto a quelle anti urolitiasiche [27].

La pianta è diffusa in gran parte delle regioni tropicali e sub tropicali in diversi continenti e, a seconda delle biodiversità del luogo di origine (anche nella stessa regione), prende nomi botanici e tradizionali diversi pur mostrando differenze morfologiche e fitochimiche non sostanziali; per questo motivo spesso viene fatta confusione ad esempio tra Phyllanthus niruri e Phyllanthus amarus (a volte considerati sinonimi) che sostanzialmente identificano la stessa pianta tuttavia di origine geografica diversa [27].

Phyllanthus niruri è stato largamente impiegato in India nelle medicine Ayurvediche, Siddha e Unani, in Malesia, Indonesia, in Cina, in Brasile ma anche nel sud Italia dove ne ricorre un antico uso erboristico nella problematiche urinarie; non a caso il nome tradizionale italiano è “Fillanto” o “Erba spaccapietra” e quello spagnolo/portoghese è “Chanca piedra” mentre nelle culture di lingua inglese viene chiamato “Stonebreaker”. Con alcune diversificazioni nelle varie etnomedicine ricorre l’uso di questa pianta medicinale per il contrasto dell’urolitiasi anche se la stessa pianta è nota in gran parte del mondo come epatoprotettiva e potenzialmente utile per contrastare le epatiti B [27].

Per quanto relativo ai diversi effetti farmacologici viene generalmente ritenuto che le forme estrattive da radice siano preferibili per le problematiche epatiche mentre quelle della pianta intera siano più attive nelle problematiche urinarie [26].

Phyllanthus niruri ricorre come singolo componente o in associazione con altri attivi nella formulazione di moderni integratori fitoterapici consigliati per prevenire l’urolitiasi o per coadiuvarne i trattamenti convenzionali.

26. https://www.infoerbe.it: Phyllanthus niruri L.; Phyllanthus amarus L.
27. Narendra, K., et al. “Phyllanthus niruri: a review on its ethno botanical, phytochemical and pharmacological profile.” Journal of Pharmacy Research 5.9 (2012): 4681-4691.

 

Phyllanthus niruri nella calcolosi renale

Sulla calcolosi renale Phyllanthus niruri agisce con diversi meccanismi potenzialmente utili sia in prevenzione sia in associazione alla moderna chirurgia e la letteratura scientifica a supporto risulta generalmente indicativa di questa potenzialità.
La calcolosi renale è un problema comune dovuto in prevalenza all’accumulo di cristalli ossalato di calcio che determina la formazione di calcoli urinari in più fasi come la nucleazione, la crescita e l’aggregazione di cristalli [27].

L’estratto di Phyllanthus niruri dimostra di interferire con la crescita e con l’aggregazione di cristalli di ossalato di calcio [CaOx] nei calcoli; in particolare l’estratto ha dimostrato, nell’urina di ratto, di inibire l’aggregazione dei cristalli di CaOx nelle prime fasi della formazione soddisfacendo al razionale dell’utilità di trattare la formazione di calcoli nelle fasi iniziali [18]. L’estratto di Phyllanthus niruri [5% v/v] dimostra di ridurre significativamente il limite metastabile di CaOx, arrivando ad eliminare i cristalli di CaOx ed anche ad inibire significativamente la fase di nucleazione della formazione del calcolo [19].

In generale gli estratti di Phyllanthus niruri dimostrano la capacità di prevenire la crescita dei calcoli ed anche di modificarne la forma e la consistenza, infatti sui calcoli preformati questi estratti possono formare una matrice materica che modifica il loro aspetto e la loro consistenza [23].

L’estratto di Phyllanthus niruri somministrato in pazienti sovrappeso per dieta iper calorica può diminuire i livelli di calcio urinario [11] e ridurre i livelli di acido urico in soggetti iperuricemici; questi effetti sarebbero dovuti principalmente ai lignani con azione uricosurica contenuti nel estratto [9].

Nel 2010 Boim et al. hanno pubblicato una complessa recensione che riassume i dati sperimentali e clinici che valutano l’effetto della pianta Phyllanthus niruri come potenziale agente per prevenire e/o trattare urolitiasi. La revisione conclude che il Phyllanthus niruri dimostra di interferire con molti stadi della formazione del calcolo, riducendo l’aggregazione dei cristalli, modificandone la struttura e la composizione e alterando l’interazione dei cristalli con le cellule tubulari, portando a una ridotta endocitosi successiva. Gli effetti benefici clinici del Phyllanthus niruri possono essere correlati al rilassamento ureterale ed al suo contributo all’eliminazione dei calcoli o all’eliminazione dei frammenti degli stessi dopo la litotripsia ed anche ad una presunta riduzione dell’escrezione dei promotori della cristallizzazione urinaria come il calcio. In nessuno degli studi esaminati sono stati rilevati effetti avversi renali, cardiovascolari, neurologici o tossici. Complessivamente, questi studi suggeriscono un effetto preventivo del Phyllanthus niruri nella formazione o eliminazione dei calcoli [24].

Uno studio clinico condotto da Micali e Coll. nel 2006 ha valutato l’effetto dell’estratto di Phyllanthus niruri quando somministrato in pazienti dopo litotrisia extracorporea ad onde d’urto. 150 pazienti con calcoli renali di ossalato di calcio (mediamente 25 mm di diametro) sono trattati con litotripsia extracorporea ad onde d’urto e successivamente sono stati divisi in due gruppi ed in uno di questi (78 pazienti) è stata iniziato un trattamento con estratto di Phyllanthus niruri (2 g al giorno) per almeno 3 mesi. I 72 pazienti dell’altro gruppo sono stati studiati come controllo. I due gruppi risultavano omogenei per dimensioni dei calcoli. A 30, 60, 90 e 180 giorni, mediante radiografia addominale e ecografia, è stata valutata la clearance dei calcoli. Al termine dello studio (180 giorni) nel gruppo trattato con Phyllanthus niruri la percentuale di pazienti “stone free” (cioè con assenza di qualsiasi calcolo o frammenti residui inferiori a 3 mm) era del 93,5 % mentre nel gruppo non trattato era inferiore (83,3%) e l’assenza di calcoli caliceali inferiori era maggiore nel gruppo trattato (93,7 %) mentre era inferiore (70,8 %) nel gruppo di controllo. Nel gruppo trattato la percentuale di pazienti con assenza di calcoli caliceali inferiori era maggiore (93,7 %) e risultava statisticamente significativa (p = 0,01) mentre era inferiore (39,7%) nel gruppo di controllo. La necessità di re-trattamento risultava inferiore nel gruppo trattato (39,7%) e maggiore nel gruppo non trattato (43,3%). Nel gruppo trattato non sono stati osservati effetti collaterali. Lo studio ha concluso che la somministrazione regolare di Phyllanthus niruri dopo litotripsia dei calcoli renali si traduce in un aumento della clearance dei calcoli che appare statisticamente significativa per la posizione caliceale inferiore. Secondo questo studio, l’efficacia di Phyllanthus niruri e la mancanza assoluta di effetti collaterali rende questo trattamento adatto a migliorare complessivamente i risultati dopo litotripsia extracorporea ad onde d’urto [12].

Un studio clinico randomizzato verso placebo, condotto da Nishiura et al., nel 2004, su 69 pazienti ha concluso che la somministrazione di un estratto di Phyllanthus niruri (450 mg tre volte al giorno) induceva una riduzione significativa del calcio urinario medio nei pazienti ipercalciurici (4,8 ± 1,0 vs 3,4 ± 1,1 mg / kg / 24 ore, P <0,05) senza differenze statisticamente significative sul dolore, suggerendo che l’assunzione di Phyllanthus niruri riduce il calcio urinario in pazienti che presentano ipercalciuria [11].

Freitas et al. (2002) hanno valutato nel ratto l’effetto di una somministrazione cronica di Phyllanthus niruri sull’escrezione urinaria di inibitori endogeni di litogenesi, citrato, magnesio e glicosaminoglicani (GAG) in un modello di litiasi urinaria. Ai ratti per 42 giorni sono stati somministrati per via orale 1,25 mg di Phyllanthus niruri in un modello di urolitiasi indotta con ossalato di calcio. I ratti sono stati suddivisi in quattro gruppi dei quali uno di controllo che non riceveva nessuna sostanza, uno che riceveva solo Phyllanthus niruri, uno che riceveva ossalato di calcio e acqua; uno che riceveva ossalato di calcio e Phyllanthus niruri. Dopo 42 giorni di trattamento nei diversi gruppi sono stati raccolti plasma e urine per le analisi biochimiche e per determinare l’escrezione di citrato urinario, magnesio e GAG. Attraverso esame autoptico sono stati poi analizzati i calcoli. Lo studio ha concluso che il trattamento con Phyllanthus niruri ha fortemente inibito la crescita della matrice del calcolo e ridotto il numero di calcoli satelliti rispetto al gruppo che riceve solo acqua; in un certo numero di animali nel gruppo trattato con Phyllanthus niruri i calcoli sono stati eliminati o sciolti. Nel gruppo trattato non è stata osservata una significativa influenza dell’estratto sull’escrezione urinaria di citrato e magnesio ma è stata osservata una significativa riduzione della concentrazione urinaria di GAG nel gruppo che riceveva ossalato di calcio e Phyllanthus niruri con un miglioramento della creatinina rispetto al gruppo che riceveva ossalato di calcio ed acqua. Il contenuto di GAG nei calcoli era più alto nei ratti trattati con CaOx + Phyllanthus niruri rispetto al gruppo trattato con CaOx + acqua. Lo studio ha concluso che Phyllanthus niruri nell’urolitiasi esercita un effetto inibitorio sulla crescita dei cristalli, che è indipendente dai cambiamenti nell’escrezione urinaria di citrato e Mg, ma potrebbe essere correlata alla maggiore incorporazione di GAG nei calcoli [17].

Alle piante del genere Phyllanthus vengono attribuite anche proprietà diuretiche infatti i loro estratti si dimostrano capaci di modulare la contrazione della vescica urinaria provocata da vari neurotrasmettitori; questo meccanismo risulta indipendente da quello dell’acetilcolina o da meccanismi adrenergici o peptidergici [25,26].

9. Murugaiyah V, Chan KL. Mechanisms of antihyperuricemic effect of Phyllanthus niruri and its lignan constituents. J Ethnopharmacol. 2009;124:233-9.
11. Nishiura JL, Campos AH, Boim MA, Heilberg IP, Schor N. Phyllanthus niruri normalizes elevated urinary calcium levels in calcium stone forming (CSF) patients. Urol Res. 2004;32:362-6.
12. Micali S, Sighinolfi MC, Celia A, De Stefani S, Grande M, Cicero AF, et al. Can Phyllanthus niruri affect the efficacy of extracorporeal shock wave lithotripsy for renal stones?A randomized, prospective, long-term study. J Urol. 2006;176:1020-2.
17. Freitas AM, Schor N, Boim MA. The effect of Phyllanthus niruri on urinary inhibitors of calcium oxalate crystallization and other factors associated with renal stone formation. BJU Int. 2002;89:829-34.
18. Barros ME, Lima R, Mercuri LP, Matos JR, Schor N, Boim MA. Effect of extract of Phyllanthus niruri on crystal deposition in experimental urolithiasis. Urol Res. 2006;34:351-7.
19. Ramsout R, Rodgers A, Webber D. Investigation of the effects of Phyllanthus niruri L. on in vitro calcium oxalate crystallization. Eur Urol Suppl. 2011;10:461-74.
23. Barros, M. E., et al. “Effect of extract of Phyllanthus niruri on crystal deposition in experimental urolithiasis.” Urol. Res. 2006 Dec; 34(6): 351-7.
24. Boim, Mirian A., Ita P. Heilberg, and Nestor Schor. “Phyllanthus niruri as a promising alternative treatment for nephrolithiasis.” International braz j urol 36.6 (2010): 657-664.
25. Calixto JB, Santos AR, Cechinel Filho V, Yunes RA (1998) A review of the genus Phyllanthus: their chemistry, pharmacology, and therapeutic potencial. Med Res Rev 18: 225.
26. https://www.infoerbe.it: Phyllanthus niruri L.; Phyllanthus amarus L
27. Narendra, K., et al. “Phyllanthus niruri: a review on its ethno botanical, phytochemical and pharmacological profile.” Journal of Pharmacy Research 5.9 (2012): 4681-4691.

 

L’articolo

Nella Newsletter segnaliamo un articolo pubblicato da International Brazilian Journal of Urology nel 2018 e disponibile in PubMed relativo ad un recente studio clinico che propone una ulteriore valutazione di Phyllanthus niruri nell’urolitiasi; lo studio risulta di interesse poiché rappresenta uno dei pochi studi sull’uomo condotti negli ultimi anni sull’argomento e che si è posto l’obiettivo di valutare prospetticamente l’effetto di P. niruri sui parametri metabolici urinari di pazienti con litiasi urinaria.

Lo studio è stato condotto con una metodica molto complessa attraverso valutazioni cliniche, biochimiche, radiologiche e per immagini ed ha comportato per la selezione dei 75 pazienti ammissibili allo studio l’arruolamento iniziale e l’esame di 430 soggetti.

 

Lo studio in breve

I fattori di rischio per l’urolitiasi includono aspetti congeniti, genetici, ambientali, dietetici e metabolici; inoltre malattie croniche tra cui l’obesità, l’ipertensione e il diabete vengono associate alla possibile formazione di calcoli urinari [1].

Nel complesso i calcoli urinari derivano da una combinazione di alcuni dei fattori coinvolti nella sua patofisiologia [1]; la prevalenza mondiale della calcolosi urinaria è dell’8,8% ed è più frequente in soggetti caucasici, obesi e in quelli a basso reddito [1]; il tasso di ricorrenza di calcoli urinari è del 50% entro 10 anni del primo episodio [2] e in aggiunta alle condizioni di cui sopra, sono in genere coinvolti nella genesi dei calcoli urinari, disturbi metabolici come l’ipercalciuria elì ipocitraturia [3].

La conoscenza dei meccanismi patofisiologici coinvolti e i loro fattori di rischio, come ad esempio un basso volume urinario e l’alta assunzione di calorie, sodio e proteine sono importanti per la modifica la storia naturale della malattia [2] e è dimostrato che la riduzione nella ricorrenza di calcoli urinari di a almeno il 50% può essere raggiunto con linee guida dietetiche, cambiamenti dello stile di vita e l’uso di farmaci specifici [4, 5].

Oltre al trattamento convenzionale per la litiasi, alcune piante medicinali vengono utilizzate da tempo in tutto il mondo [6] e tra queste Phyllanthus niruri o “stone breaker” che è una alternativa naturale ed economica, facile da ottenere e con una bassa incidenza di effetti negativi [7]; ad oggi sono state descritti per questa pianta gli effetti antinfiammatori [8], anti-iperuricemici [9] e diuretici [10]; gli effetti di P. niruri e il suo potenziale di inibire il formazione di calcoli renali sono dimostrati in un certo numero di studi anche clinici [11,12].

1. Stamatelou KK, Francis ME, Jones CA, Nyberg LM, Curhan GC. Time trends in reported prevalence of kidney stones in the United States: 1976-1994. Kidney Int. 2003;63:1817-23.
2. Curhan GC, Willett WC, Knight EL, Stampfer MJ. Dietary factors and the risk of incident kidney stones in younger women: Nurses’Health Study II. Arch Intern Med. 2004;164:885-91.
3. Worcester EM, Coe FL. New insights into the pathogenesis of idiopathic hypercalciuria. Semin Nephrol. 2008;28:120-32.
4. Pearle MS, Calhoun EA, Curhan GC; Urologic Diseases of America Project. Urologic diseases in America project: urolithiasis. J Urol. 2005;173:848-57.
5. Ettinger B, Pak CY, Citron JT, Thomas C, Adams-Huet B, Vangessel A. Potassium-magnesium citrate is an effective prophylaxis against recurrent calcium oxalate nephrolithiasis. J Urol. 1997;158:2069-73.
6. Cruces IL, Patelli THC, Tashima CM, Mello-Peixoto ECT. Plantas medicinais no controle da urolitíase. Rev Bras Pl Med. 2013;15(4 Supl 1):780-8.
7. Campos AH, Schor N. Phyllanthus niruri inhibits calcium oxalate endocytosis by renal tubular cells: its role in urolithiasis. Nephron. 1999;81:393-7.
8. Bagalkotkar G, Sagineedu SR, Saad MS, Stanslas J. Phytochemicals from Phyllanthus niruri Linn. and their pharmacological properties: a review. J Pharm Pharmacol. 2006;58:1559-70.
9. Murugaiyah V, Chan KL. Mechanisms of antihyperuricemic effect of Phyllanthus niruri and its lignan constituents. J Ethnopharmacol. 2009;124:233-9.
10. Devi MV, Satyanarayana S, Rao AS. Effect of Phyllanthus niruri on the diuretic activity of Punarvana tablets. J Res Edu Ind Med.1986; 5:11-3.
11. Nishiura JL, Campos AH, Boim MA, Heilberg IP, Schor N. Phyllanthus niruri normalizes elevated urinary calcium levels in calcium stone forming (CSF) patients. Urol Res. 2004;32:362-6.
12. Micali S, Sighinolfi MC, Celia A, De Stefani S, Grande M, Cicero AF, et al. Can Phyllanthus niruri affect the efficacy of extracorporeal shock wave lithotripsy for renal stones?A randomized, prospective, long-term study. J Urol. 2006;176:1020-2.

 

Materiali e metodi

Lo studio è stato condotto presso la Divisione Urologica dell’Ospedale universitario di São Paulo presso la facoltà di medicina e tutti i pazienti inclusi nello studio presentavano uno o più calcoli di dimensione inferiore ai 10 mm; la diagnosi era basata sull’ecografia e sulla tomografia (CT) e l’età dei pazienti variava tra i 18 e i 60 anni.

Dei 430 pazienti inizialmente arruolati ed inizialmente esaminati ne sono stati presi in considerazione 75 ammissibili in base ai criteri di inclusione.

Dallo studio sono stati esclusi i pazienti con un livello di creatinina sierica > 2,0 mg / dl, con infezione del tratto urinario, con diabete non controllato, con malattia epatica cronica, cancro e le donne in gravidanza.

Lo studio è stato diviso in tre fasi: Fase basale (prima della somministrazione di Phyllanthus niruri), Fase di intervento con Phyllanthus niruri (12 settimane) e Fase di washout (12 settimane).

Durante la fase di intervento con Phyllanthus niruri è stato somministrato ai pazienti un preparato della pianta prodotto secondo le raccomandazioni della letteratura [13]; nello studio i pazienti stessi fungevano anche da controllo e sono stati seguiti complessivamente per 26 settimane. I pazienti sono stati sottoposti a esami clinici, antropometrici, sierici e urinari ed ad analisi metaboliche in tutte le fasi dello studio.

La raccolta dei dati demografici riguardava età, razza, sesso, storia familiare e uso di farmaci; la raccolta dei dati clinici comprendeva la pressione sanguigna sistolica e diastolica e la valutazione antropometrica (peso, altezza, indice di massa corporea (BMI).

Le analisi biochimiche sul siero, le analisi sull’urina e l’ecografia renale sono state eseguite al basale, immediatamente dopo la somministrazione di P. niruri e alla fine del periodo di washout; la valutazione per immagini è stata eseguita dai medici radiologi, in cieco, per tutti i pazienti.

L’analisi biochimica del siero è stata eseguita al basale, nella fase di intervento con P. niruri e nella fase di washout includendo un esame emocromocitometrico completo e la valutazione di urea, creatinina, sodio, potassio, glucosio (a digiuno), acido urico, calcio totale e ionizzato, beta gonadotropina corionica umana (HCG; solo femmine), colesterolo totale e frazioni, trigliceridi, alanina aminotransferasi, aspartato amminotransferasi, gamma-glutamil transpeptidasi, livelli di amilasi e bilirubina. I campioni di siero sono stati raccolti in tutti i partecipanti dopo digiuno per 12 ore.

Le misurazioni urinarie sono state effettuate nelle ventiquattro ore includendo calcio, ossalato, citrato, acido urico, magnesio, sodio, potassio, creatinina, urea e livelli di fosforo e pH urinario in urina spontanea.

Per la valutazione delle anomalie metaboliche in campioni di urina nelle 24 ore (mg / g di creatinina), sono stati adottati i seguenti criteri: ipercalciuria (calcio> 240 /> 200 mg / 24 ore), iperossaluria (ossalato> 40 mg / 24 ore), ipocitraturia (citrato <320 / <290mg / 24 ore), iperuratriuria (sodio> 150 mg / 24 ore) iperuricosuria (acido urico> 0,75 /> 0,6 g / 24 ore), pH anormale (<5.8 e> 6.2), basso volume di urina (<2 L / giorno) per uomini e donne [4].

I pazienti arruolati dopo essere stati sottoposti a valutazione clinica, biochimica ed ecografica sono stati sottoposti ad un’ulteriore visita mensile ed hanno assunto un preparato due volte al giorno (infuso 4,5 g di estratto in polvere da assumere in infusione in 250 ml di acqua bollita) per 12 settimane.

La pianta utilizzata per la preparazione dell’estratto era di origine brasiliana e l’estratto aveva un contenuto minimo di tannino del 1,5%.

Le indicazioni d’uso di Phyllanthus niruri nei disturbi del tratto urinario comprendono la litiasi renale, i crampi, la cistite e la nefrite e la pianta è conosciuta per esercitare effetti analgesici, antinfiammatori e metabolici.

Durante lo studio non sono stati sospesi farmaci per l’ipertensione o per altre malattie e solo ai pazienti che usavano citrato di potassio è stato indicato di interromperne l’uso due mesi prima dell’inizio dello studio per evitare interferenze con i risultati del dosaggio di citrato di urina nelle 24 ore.

4. Pearle MS, Calhoun EA, Curhan GC; Urologic Diseases of America Project. Urologic diseases in America project: urolithiasis. J Urol. 2005;173:848-57.
13. Brasil. Ministério da Saúde. ANVISA. Diário Oficial da União, 9 de março de 2010, 46, seção 1, 1677-7042. Agência de Vigilância Sanitária (RDC 10, ANVISA), ISSN Março 2010, p.16-17. Dispõe sobre a notificação de drogas vegetais junto à Agência Nacional de Vigilância Sanitária (ANVISA) e outras providências.

 

Risultati

Cinquantasei pazienti dei 75 arruolati hanno completato lo studio mentre altri pazienti hanno abbandonato lo studio a causa di lavoro o problemi personali, interventi chirurgici o altri trattamenti per motivi non urologici (carcinoma della mammella, calcoli biliari); dei 56 pazienti rimasti, 36 (64,3%) erano donne e 52 (92,8%) erano caucasici. L’età media era di 44 ± 9.2 anni (22-58 anni) e l’indice di massa corporea basale era 27,2 ± 4,4 kg/m2. Trenta pazienti (53,6%) avevano una storia familiare di calcoli, 53 (94,6%) erano abitudinariamente sedentari, 27 (48,2%) avevano ipertensione e 26 (46,4%) avevano sindrome metabolica. Della coorte studiata, 26 pazienti (46,4%) stavano usando farmaci antipertensivi; un paziente (1,8%) assumeva farmaci ipoglicemizzanti, e quattro pazienti (7,1%) assumevano antidepressivi. Durante il trattamento con Phyllanthus niruri è stato osservato un leggero aumento, però non significativo, della pressione sanguigna diastolica raggiungendo 76,0 ± 10,5mmHg con una decrescita a 72,5 ± 10,5mmHg (p = 0,02) durante il periodo di washout.

Durante il trattamento 37 (66,1%) pazienti hanno segnalato dolore addominale, in 11 casi (19,6%) si è verificata disuria, in otto casi (14,3%) ematuria e in sei casi (10,7%) nausea e dolore epigastrico tuttavia questi sintomi non hanno portato alla sospensione del trattamento.

Dopo l’uso di Phyllanthus niruri è stata osservata una significativa diminuzione delle fosfatasi alcaline (67,7 ± 22,2 x 63,5 ± 20,6 mg / dL; p = 0.017).

L’analisi delle urine nelle 24 ore ha rivelato un aumento significativo dei livelli di potassio tra il periodo basale e di washout, da 47.3 ± 16,7 mg / 24 ore a 56,2 ± 21,8 mg / 24 ore (p = 0,017) e durante l’uso del preparato a base di Phyllanthus niruri è stata osservata una tendenza di aumento del potassio urinario.

L’analisi degli elettroliti nelle 24 ore e la creatinina nelle urine nelle 24 ore ha rivelato un aumento di livelli di potassio e magnesio. Questo aumento ha raggiunto un significato statistico nel periodo di washout.
Al basale il disturbo urinario più frequente che si è verificanto in 34 pazienti (60,7%) era l’ipernatriuria mentre ipocitraturia e ipercalciuria sono state osservate in 24 casi (42,8%), iperuricosuria in sei (10,7%), iperossaluria in cinque (8,9%) e basso volume di urina in 31 (55,3%) inoltre in 21 pazienti (37,5%) il valore del pH risultava alterato.

Dopo il trattamento i pazienti con anomalie urinarie al basale mostravano una tendenza verso un aumento del citrato urinario tra i pazienti ipocitratici (211,8 ± 123,7 a 322,3 ± 145,8 mg / 24 ore, p = 0,2193), inoltre, l’ossalato risultava significativamente ridotto da 59,0 ± 11,7 a 28,8 ± 16,0 mg / 24 ore (p = 0,0002) ed in particolare l’iperossaluria e l’acido urico risultavano significativamente diminuiti da 0,77 ± 0,22 a 0,54 ± 0,07 mg / 24 ore (p = 0,0057) nei pazienti iperuricosurici.

La valutazione ecografica nelle tre fasi dello studio ha evidenziato una diminuzione dei calcoli totali in 38 pazienti (67,8%) (da 3,2 ± 2,02 a 2,0 ± 2,07) ed una diminuzione della dimensione dei calcoli. In 10 pazienti (17,8%) non è stata osservata nessuna variazione nel numero dei calcoli e in otto pazienti (14,3%) è stato osservato un aumento del numero dei calcoli dopo il trattamento con P. periodo di niruri. Alcuni pazienti hanno riferito l’espulsione spontanea di calcoli tra il 21° e il 70° giorno del periodo di trattamento con P. niruri: quattro pazienti ne hanno eliminati sei mentre cinque pazienti hanno riportato la presenza di frammenti sabbiosi nelle urine durante il periodo di trattamento con l’estratto.

 

Riflessioni dall’articolo

La formazione di calcoli urinari è associata con diversi fattori di rischio e la sua prevalenza è alta in tutto il mondo con un aumento della morbilità e costi sanitari tuttavia restano ancora da stabilire trattamenti terapeutici e preventivi completamente efficaci e l’uso di piante medicinali può essere utile come coadiuvante. Phyllanthus niruri, che è una pianta molto comune in diversi paesi, ha dimostrato di essere una valida alternativa, sebbene siano necessari ulteriori studi clinici per la completa dimostrazione della sua efficacia.

In questo studio si è cercato di valutare l’uso di P. niruri, in forma d’infuso, in pazienti con piccoli calcoli urinari; analizzando le variabili urinarie non è stato osservato nessun cambiamento significativo nel volume urinario nelle 24 ore infatti il volume delle urine era vicino al minimo raccomandato in letteratura, che è 2 L / giorno [3,4] ed i volumi medi giornalieri di urina dei pazienti erano di 1927 ml al basale, 2029 ml nel periodo di trattamento con P.niruri e 2015 ml nel periodo di washout senza differenze significative tra le tre fasi dello studio; al riguardo è possibile che i pazienti fossero consapevoli dell’importanza del consumo di liquidi per prevenire la formazione di nuovi calcoli e stessero quindi già consumando la quantità di liquido raccomandato all’inizio dello studio e quindi questo aspetto non avrebbe comportato alcun cambiamento significativo nel volume di urina. Gli effetti diuretici di P. niruri hanno stato descritti in studi sperimentali [10,15] ma Nishiura et al. [11] hanno raggiunto conclusioni diverse in uno studio clinico.

L’aumento degli elettroliti delle urine nelle 24 ore, osservato in questo studio, può essere correlato alla diminuzione del numero di calcoli riscontrata nella valutazione per immagini infatti gli aumenti di potassio urinario e dei livelli di magnesio portano ad alcalinizzazione dell’urina e di conseguenza ad un aumento del citrato urinario che è un potente inibitore della formazione di calcoli di calcio [5]. Il potassio può moderare la concentrazione di sodio nelle urine e promuovere l’incremento di citrato, che agisce per correggere il pH urinario e l’acidità, eventualmente contribuendo ad un aumento della solubilità del calcio [5]. Queste variazioni degli elettroliti, nel loro insieme, potrebbero interferire con alcune fasi di cristallizzazione nelle urine, come la riduzione della nucleazione, la crescita e l’aggregazione di cristalli di ossalato di calcio [5, 14].

Nello studio è stato osservato un significativo aumento del potassio nei campioni di urina nelle 24 ore tra il basale ed il washout coinvolgendo anche il rapporto potassio/creatinina e il rapporto magnesio/creatinina. L’aumento dei livelli di potassio e magnesio osservato nello studio possono aiutare a spiegare la normalizzazione dei cambiamenti metabolici osservati dopo l’uso di Phyllanthus niruri.

Il pH delle urine non è cambiato durante lo studio e è rimasto ad un valore medio tra 6.0 e 6.1.
Tra il periodo di trattamento con Phyllanthus niruri ed il periodo di washout è stata osservata una significativa riduzione della pressione diastolica [16] ed in letteratura è stato segnalato 1 caso di effetto ipotensivo [8].

Nello studio attraverso la valutazione per immagini dei calcoli è emersa una riduzione del numero di calcoli dopo il trattamento con di P. niruri, pur considerando che in alcuni pazienti alcuni calcoli erano stati espulsi spontaneamente durante il trattamento; lo stesso metodo di valutazione per immagini era stato impiegato da Nishiura et al. che non avevano riportato variazioni del numero di calcoli e della loro dimensione prima e dopo l’uso di un estratto di P. niruri in individui con litiasi urinaria [11] mentre in altri studi è stato dimostrato che P. niruri ha promosso una riduzione del numero di calcoli, ne ha modificato l’aspetto e ne ha reso più fragile la struttura [7,17-19].

Sebbene l’ecografia non sia considerata un “gold standard” per la valutazione di calcoli piccoli, nello studio questa valutazione è stata utilizzata a scopo di monitoraggio clinico in pazienti che sono stati esaminati con scansioni TC ripetute in un breve periodo di tempo, per limitare l’eccessiva esposizione alla radioattività che non è raccomandata [20].

Durante lo studio alcuni pazienti hanno manifestato ematuria e dolore addominale tuttavia la causa esatta di questi eventi non era chiare e come precauzione è stato effettuato un monitoraggio continuo dei pazienti che sono stati sottoposti a visite mensili.

L’ematuria ed il dolore addominale possono essersi manifestati in correlazione all’eliminazione di piccoli calcoli ed i pazienti hanno osservato la presenza di frammenti di sabbia nelle urine; poiché questi sintomi sono molto frequenti nei pazienti con litiasi urinaria, il dolore non può essere direttamente correlato al consumo di P. niruri.

Nello studio non sono stati osservati cambiamenti nel siero dei livelli di enzimi epatici, urea e creatinina.

Negli studi precedenti sull’uso di Phyllanthus niruri non è stato rilevato nessun evento avverso acuto o cronico a carico di reni, cuore, fegato o effetti neurologici [17,18] e in uno studio sull’uomo Wang et al. [21] in presenza di malattia epatica cronica hanno dimostrato che la pianta aveva normalizzato gli enzimi epatici.

Numerosi studi fino ad oggi si sono concentrati nel dimostrare gli effetti epatoprotettivi di Phyllanthus niruri in vari disturbi del fegato [8] e di questi studi risultano particolarmente utili i risultati che dimostrano la capacità della pianta di ridurre i livelli di fosfatasi alcaline; in questi studi viene dimostrato che non vi è tossicità con l’uso dell’estratto vegetale ma la dimostrazione che l’estratto sia capace di ridurre le fosfatasi alcaline è correlabile con la riduzione del numero dei calcoli renali dimostrata anche in questo studio, poiché la fosfatasi alcalina è un marker biochimico del metabolismo osseo e può essere coinvolta nel meccanismo della formazione dei calcoli nell’ipercalciuria [22].

Secondo i risultati dello studio in pazienti con alterazioni metaboliche a seguito del trattamento con Phyllanthus niruri si è osservata una significativa normalizzazione dell’urina nei pazienti con iperuricosuria e iperossaluria; analogamente negli stessi pazienti è stata osservata una tendenza alla normalizzazione dei livelli di citrato tuttavia senza significatività statistica; nessun cambiamento significativo è stato notato per i pazienti con ipercalciuria o ipernatriuria alla fase basale.

 

Conclusione

L’assunzione di P. niruri è sicura e non provoca effetti avversi significativi e aumenta l’escrezione urinaria di magnesio e potassio; i pazienti con specifici cambiamenti metabolici urinari come iperuricosuria e iperossaluria possono trarre beneficio dall’assunzione di Phyllanthus niruri.

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Int Braz J Urol. 2018 Jul-Aug;44(4):758-764. doi: 10.1590/S1677 5538.IBJU.2017.0521.

Effect of phyllanthus niruri on metabolic parameters of patients with kidney stone: a perspective for disease prevention.

Pucci ND(1), Marchini GS(2), Mazzucchi E(2), Reis ST(3), Srougi M(2), Evazian D(1), Nahas WC(2)

Author information:

(1) Divisão de Nutrição e Dietética, Instituto Central, Hospital das Clínicas, Universidade de São Paulo, Faculdade de Medicina. São Paulo, Brasil.
(2)Divisão de Urologia, Hospital das Clínicas, Universidade de São Paulo, Faculdade de Medicina, São Paulo, Brasil.
(3)Laboratório de Investigação Médica, Universidade de São Paulo, Faculdade de Medicina, São Paulo, Brasil.

 

Abstract

Phyllanthus niruri (P.niruri) or stone breaker is a plant commonly used to reduce stone risk, however, clinical studies on this issue are lacking.

OBJECTIVE: To prospectively evaluate the effect of P. niruri on the urinary metabolic parameters of patients with urinary lithiasis.

MATERIALS AND METHODS: We studied 56 patients with kidney stones <10mm. Clinical, metabolic, and ultrasonography assessment was conducted before (baseline) the use of P. niruri infusion for 12-weeks (P. niruri) and after a 12-week (wash out). Statistical analysis included ANOVA for repeated measures and Tukey’s/McNemar´s test for categorical variables. Significance was set at 5%.

RESULTS: Mean age was 44±9.2 and BMI was 27.2±4.4kg/m2. Thirty-six patients (64%) were women. There were no significant changes in all periods for anthropometric and several serum measurements, including total blood count, creatinine, uric acid, sodium, potassium, calcium, urine volume and pH; a significant increase in urinary potassium from 50.5±20.4 to 56.2±21.8 mg/24-hour (p=0.017); magnesium/creatinine ratio 58±22.5 to 69.1±28.6mg/ gCr24-hour (p=0.013) and potassium/creatinine ratio 39.3±15.1 to 51.3±34.7mg/gCr24- hour (p=0.008) from baseline to wash out. The kidney stones decreased from 3.2±2 to 2.0±2per patient (p<0.001). In hyperoxaluria patients, urinary oxalate reduced from 59.0±11.7 to 28.8±16.0mg/24-hour (p=0.0002), and in hyperuricosuria there was a decrease in urinary uric acid from 0.77±0.22 to 0.54±0.07mg/24-hour (p=0.0057).

CONCLUSIONS: P.niruri intake is safe and does not cause significant adverse effects on serum metabolic parameters. It increases urinary excretion of magnesium and potassium caused a significant decrease in urinary oxalate and uric acid in patients with hyperoxaluria and hyperuricosuria. The consumption of P.niruri contributed to the elimination of urinary calculi.

 

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DOI: 10.1590/S1677-5538.IBJU.2017.0521
PMCID: PMC6092661
PMID: 29617079 [Indexed for MEDLINE]

 

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