Tribulus terrestris L. (Tribulus)

NOME COMUNE

Tribulus, Tribolo  (Indi: “Gokshur”)

NOME SCIENTIFICO

Tribulus terrestris Linn.

FAMIGLIA

Zygophyllaceae genere Tribulus

ETIMOLOGIA DEL NOME TRADIZIONALE

Secondo tradizione il nome di origine sanscrita “Gokshur” oppure “Gokshura” significherebbe “zoccolo di mucca” o per il fatto che la forma del frutto della pianta assomigli allo zoccolo di una mucca da cui go-ksura (zoccolo di mucca) oppure perché i frutti, di fatto come delle piccole spine, tenderebbero a rimanere bloccate negli zoccoli degli animali al pascolo, da cui go-ksura (zoccolo di mucca) identificando la pianta con il problema che comunemente provoca [70].
Il nome “ gokshura” in India tuttavia indica anche un’altra pianta di diversa specie cioè il Pedalium (Pedalium murex L.) che è simile al Tribulus terrestris ma appartenente ad altra famiglia, pertanto il nome preciso del Pedalium è ”bada gokshura” (“zoccolo di una grande mucca”), mentre il nome preciso del Tribulus è “chhota gokshura” (“zoccolo di una piccola mucca”). Le due erbe si trovano spesso mescolate in miscele di polveri [66].

Il nome botanico latino Tribulus deriverebbe dalla parola greca τρίβολος, che identificava la “castagna d’acqua” (Trapa natans L.) una pianta dai frutti morfologicamente simili a quelli del Tribulus terrestris [64], e che è stata tradotta in latino come “tribulos” e successivamente in “tribulus” che in origine indicava “il piede di corvo”, o tribolo (un’arma tri appuntita), e la similitudine dei frutti della pianta con quest’arma, portò già in tempi classici ad identificare anche la pianta medicinale stessa [65].

HABITAT

Il Tribulus terrestris L. è una pianta appartenente alla famiglia delle Zygophyllaceae, al genere Tribulus, che cresce in zone subtropicali in tutto il mondo, compresa la Cina, ed è ampiamente distribuito in tutta l’India [61], ma cresce anche nelle Americhe e nel sud dell’Australia [62]; in Africa meridionale i semi di queste pianta vengono trattati con succo di Acokanthera venenata e impiegati nella costruzione di armi velenose [63]; il Tribulus terrestris è un arbusto che si trova anche in regioni mediterranee o desertiche (India, Cina, Stati Uniti meridionali, Messico, Spagna e Bulgaria) [3,4].
Il genere Tribulus comprende circa 20 specie nel mondo e, tra queste, tre sono molto diffuse in India e cioè il Tribulus cistoides, il Tribulus terrestris e il Tribulus alatus [1]; di queste tre specie il Tribulus terrestris è molto impiegato nella medicina ayurvedica così come nella moderna erboristeria e fitoterapia [2]; cresce in tutta l’India fino a 3000 metri di altezza nel Kashmir, Ceylon e in tutte le regioni calde; è un’erba comune nei pascoli, ai lati delle strade ed in altri luoghi periferici, in habitat caldi, secchi e sabbiosi come nel Rajasthan occidentale e nel Gujarat [5].

BREVE DESCRIZIONE BOTANICA

Botanicamente il Tribulus terrestris L. si presenta come un piccolo arbusto prostrato, di altezza tra i 10 e i 60 cm, irsuto o setoso e peloso. Le foglie sono opposte, spesso disuguali, paripennate; le pinne variano da cinque a otto paia, sono lanceolate ellittiche o oblunghe.

I fiori sono di colore giallo a colori e i suoi frutti sono carpelli (foglie modificate con funzione riproduttiva), sono di caratteristica forma stellata, un po’ tondi, compressi, con fino a cinque punte. In ogni croco vi sono diversi semi contenenti una elevata componente oleosa. I frutti e le radici sono le parti principalmente utilizzate per gli scopi medicinali e sono aromaticamente odorosi; posseggono un sapore leggermente acre (astringente) e dolciastro [70].

PARTE USATA

i frutti e le radici

PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE

  • polvere dei semi dei frutti (come tale o in decotto)
  • polvere delle radici (come tale o in decotto)
  • estratto secco dei semi dei frutti titolato in saponine steroliche (furanosteroli) attualmente disponibile al 20-40% il nel dosaggio 85 o da 250 mg, per tre volte al giorno [77].

COMPOSIZIONE CHIMICA

Le diverse parti della pianta contengono una varietà di componenti chimici con attività medicamentosa come flavonoidi, flavonol glicosidi, alcaloidi e una elevata quantità di saponine steroidee di cui la principale è la protodioscina. Saponine steroidali e sapogenine: terrestrosine, dioscina, gracillina, kikubasaponina, protodioscina, neoecogenina glicoside, tribulosina; alcaloidi: armina, armalina, armano e tetraidroarmina; aminoacidi: accido aspartico e acido glutammico; Sostanze inorganiche: potassio, nitrati e calcio [6,7,8,9,10,11,12,13,14,15,16,17,18,70,72].

La protodioscina è la saponina steroidea che costituisce circa il 45% dell’estratto ottenuto dalle parti aeree del Tribulus terrestris. La sostanza è in grado di incrementare la produzione endogena di testosterone, diidrotestosterone, ormone luteinizzante (LH), deidroepiandrosterone (DHEA) e deidroepiandrosterone solfato (DHEA-S) [22].

PRINCIPALI USI TRADIZIONALI

“Gokshur” (oppure “Gokshura” o “Gokharu”) [67] è il nome di origine sanscrita del Tribulus terrestris L. che è un pianta usata fin dall’antichità in diverse medicine tradizionali come ad esempio quella ayurvedica e cinese; in particolare in Ayurveda il Tribulus terrestris ricorre in numerose formule medicinali e nella composizione di alcuni noti oli medicati come Mahanarayana Taila, Dhanwantharam Taila, Dashmoola Taila, Mahachandanadi Taila, Sahacharadi Taila.

La pianta viene usata come singolo agente terapeutico oppure come componente principale o secondario in molte formulazioni complesse in moderni integratori naturali e nei Taila ayurvedici.

In Ayurveda il Tribulus terrestris viene principalmente usato in forma di polvere delle parti aeree, in particolare i frutti [70]. In Ayurveda si ritiene che Gokshura contribuisca alla forza fisica, oltre che a quella sessuale, rigenerando tutti i tessuti, specialmente shukra dhatu (tessuto riproduttivo), ma non verrebbe considerato un’erba specifica di vajikarana (funzioni sessuali) [67].
Si ritiene che sia utile nelle malattie renali, per la vescica, per il tratto urinario ed in generale le problematiche uro-genitali ritenendo che agisca come un diuretico [68].

In generale in Ayurveda il Tribulus terrestris viene ritenuto tonico, afrodisiaco, palliativo, astringente, stomachico, antiipertensivo, disinfettante diuretico, anti litiasico e pro urinario infatti i frutti essiccati della pianta risultano molto efficaci nella maggior parte dei disturbi del tratto genitourinario come confermato dal fatto anche che il Tribulus sia un componente fondamentale di Gokshuradi Guggul, una potente medicina ayurvedica utilizzata per supportare il corretto funzionamento del tratto genitourinario e per rimuovere i calcoli urinari; sempre in Ayurveda il Tribulus terrestris è stato usato per secoli per curare l’impotenza, le malattie veneree e la debolezza sessuale [70].
Oltre a tutte queste applicazioni ayurvediche la Farmacopea Indiana attribuisce alla radice e ai frutti della pianta proprietà cardiotoniche [70].

Nella medicina Siddha il Tribulus terrestris, in lingua Tamil, viene chiamato Nerunjil, yanai vanangi, thirikandam, siru nerunjil e la pianta intera è usata sotto forma di decotto per trattare infezioni del tratto urinario, l’urolitiasi, la dismenorrea, e l’edema [70].

Nella medicina Unani il Tribulus terrestris è chiamato in urdu Khar-e-Khasak Khurd e il Pedalium è chiamato Khar-e-Khasak Kalan; la loro somministrazione e le indicazioni sono essenzialmente simili a quelle dell’Ayurveda. Nella medicina Unani il Tribulus terrestris è usato come diuretico, blando lassativo e tonico generale [19].

Nelle etnie di lingua Kashmiri il Tribulus è usato come diuretico; il tè viene somministrato per trattare le febbri di tutti i tipi [70].

Nella medicina tradizionale cinese il Tribulus terrestris è conosciuto con il nome di ”bai ji li” ma il suo nome più preciso è “ci ji li”; la confusione nella denominazione verrebbe dalla notevole somiglianza del Tribulus terrestris con Astragali complanati Semen (sha yuan zi) il cui nome corretto è appunto “bai ji li” [69].

I frutti di Tribulus terrestris L. sono stati utilizzati nella medicina tradizionale cinese per il trattamento di problemi agli occhi, edema, distensione addominale, flatulenza, leucorrea, disfunzione sessuale e velatura degli occhi, cardiopatie. Le radici e i frutti sono stati utilizzati per reumatismi, catarro, calcoli renali e vescicali, menorragia, impotenza, eiaculazione precoce, debolezza generale [61].

Nella medicina tradizionale cinese Tribulus terrestris è descritto come un farmaco di grande valore nella farmacopea Shern-Nong (la più antica opera farmacologica conosciuta in Cina) per ripristinare l’affaticamento epatico, per la mastite, le disfunzioni ormonali del seno, la flatulenza, la congiuntivite acuta, il mal di testa e la vitiligine [70].

In Bulgaria ancora oggi la pianta è usata come medicina tradizionale per il trattamento dell’impotenza [70].
Nei principali sistemi di medicina tradizionale alla pianta vengono attribuite generali capacità diuretiche, afrodisiache, anti urolitiasiche, immunomodulatorie, antidiabetiche, ipolipemizzanti, cardiotoniche, favorenti la funzionalità del sistema nervoso centrale, epatoprotettive, antinfiammatorie, analgesiche, antispasmodiche, antitumorali, antibatteriche, antielmintiche, larvicide e anticariogene [70].

Gokshur in Ayurveda

In Ayurveda Tribulus terrestris L. è come di seguito inquadrato:
Rasa: Madhura (dolce); Guna : Guru (pesante da digerire), Snigdha (untuoso); Veerya : Sheeta (rinfrescante); Vipaka : Madhura (dolce); Karma: Brumhana (nutriente), Vatanut (pacifica Vata-dsha), Vrusya (afrodisiaco), Ashmarihara (antilitiasico), Vastishodhana (cura i disturbi della vescica) [70].

Dosaggi raccomandati in Ayurveda

Frutto: 3-6 g della polvere; 20-30 g di polvere in decotto;
Radici : 20-30 g della polvere in decotto [60].

Formulazioni importanti in Ayurveda

Gokshuradi Guggulu, Trikantak Ghruta, Drakshadi Choorna, Rasayana Choorna, Gokshuradi Kwatha, Dashamoola Kwatha;, Mahanarayana Taila, Dhanwantharam Taila, Dashmoola Taila, Mahachandanadi Taila, Sahacharadi Taila. [60]

SINTESI DELLE PRINCIPALI ATTIVITA’ FARMACOLGICHE

I frutti, i fiori e le foglie del Tribulus terrestris sono ritenuti un diuretico molto potente e con proprietà toniche (Selvam, 2008). Le saponine steroidali ottenute da Tribulus terrestris mostrano effetti antimicrobici e citotossici (Bedir et al., 2002; Protich et al., 1983; Chu et al., 2003; Li et al., 2002).
Uno studio fitochimico condotto sulle parti aeree di Tribulus terrestris ha portato all’isolamento del “tribol” (saponina del furostanolo) e di saponine dello spirostanolo oltre sitosterolo glucoside (Conrad et al., 2004; De Combarieu et al., 2003). Il Tribulus terrestris esercita un significativo effetto anti-iperlipidemico (Jiji et al., 2009) e l’assunzione cronica di un integratore alimentare contenente DHEA (Jameel et al., 2004) ha dimostrato di aumentare l’androstenedione e gli estratti della pianta hanno dimostrato di aumentare i livelli sierici di androgeni con un effetto minimo sulle funzioni del sistema immunitario in uomini di mezza età (Kohut et al., 2003; Protich et al., 1983).
L’attività ormonale della pianta sarebbe stata confermata anche dall’uso cronico ad alti dosaggi per via orale che in un culturista ha creato un caso di ginecomastia (Jameel et al., 2004) [74] ed in generale è confermato che il Tribulus terrestris sia uno stimolante naturale dell’ormone luteinizzante (LH) con fisiologico incremento della produzione di testosterone endogeno (Neychev et al., 2005; Antonio, 2000).
Gli studi clinici hanno dimostrato che il Tribulus terrestris migliora la funzione riproduttiva, inducendo una maggiore concentrazione di ormoni come l’estradiolo, influenzando il testosterone con conseguente miglioramento della funzione riproduttiva, di libido e di ovulazione (Gauthaman, 2002; Tomova, 1978) [61].
Il Tribulus terrestris bulgaro può essere usato internamente e esternamente per curare l’herpes e infezioni da virus come influenza e il raffreddore comune [77]

Attivita’ Diuretica

Le proprietà diuretiche del Tribulus terrestris sono dovute alle grandi quantità di nitrati e di olio essenziale presenti nei suoi frutti e nei semi oltre che alla presenza di sali di potassio in alta concentrazione. Ali et al. hanno dimostrato che un estratto acquoso di Tribulus terrestris preparato dal suo frutto e dalle foglie, nel ratto, ha indotto una diuresi positiva, che era leggermente superiore a quella della furosemide con aumento delle concentrazioni di sodio e cloruri nell’urina. Nello studio è stato inoltre osservato che l’estratto testato aveva indotto una maggiore tonicità dei muscoli lisci che insieme alla sua attività diuretica ha contribuito alla propulsione di calcoli lungo il tratto urinario [20]. Saurabh et al. hanno valutato diversi estratti (acquosi o alcolici) a di frutti di Tribulus terrestris; gli estratti si distinguevano per concentrazioni estrattive basse oppure elevate; nel ratto gli estratti a concentrazioni elevate hanno dimostrato un effetto diuretico paragonabile a quello della furosemide usata come farmaco di confronto con un miglior effetto nel modulare i livelli di potassio [21]. L’azione diuretica del Tribulus terrestris lo rende utile come agente antipertensivo.

Attivita’ Afrodisiaca E Pro Anabolizzante

Il Tribulus terrestris è un potenziatore del testosterone grazie alle saponine in esso contenute che nell’ipotalamo sembrano legarsi con i recettori che rilevano gli ormoni sessuali; in particolare sembrerebbe che le saponine nell’ipotalamo siano in grado di migliorare la capacità dei recettori di interpretazione dei livelli degli ormoni sessuali inducendo una stimolazione di LH con conseguente naturale produzione di testosterone (Sun et al., 2003); LH è un ormone che è coinvolto anche nel determinare il desiderio sessuale (Milanov et al., 1985) [77].
La protodioscina e la protogracillina, che sono le due componenti principali della frazione di saponine nel Tribulus terrestris, sono ritenute le principali responsabili dell’attività biologica afrodisiaca [26]; in particolare risulterebbe che la protodioscina agirebbe aumentando la conversione del testosterone nel potente deidrotestosterone, che stimola non solo l’aumento del desiderio sessuale, ma anche la produzione di globuli rossi dal midollo osseo stimolando lo sviluppo muscolare, contribuendo al miglioramento della circolazione sanguigna e dei sistemi di trasporto dell’ossigeno, che nell’insieme mantengono un ottimale stato di salute [70].
Adaikan et al. hanno concluso che un estratto di Tribulus terrestris somministrato per via orale, in otto settimane, esibiva un effetto pro-erettile sul corpo cavernoso del coniglio agendo sulla muscolatura liscia; lo studio ha stabilito che l’effetto rilassante derivava dell’aumento del rilascio di ossido nitrico dalle terminazioni nervose dell’endotelio confermando i razionali dell’uso della pianta come afrodisiaco [22].
Singh et al. hanno invece valutato la somministrazione di dosi acute e croniche di un estratto acquoso liofilizzato dei frutti essiccati di Tribulus terrestris (LAET) come potenziatore sessuale nella gestione della disfunzione sessuale nel ratto maschio; lo studio ha concluso che l’estratto in questione (LAET) ha determinato un miglioramento dose dipendente del comportamento sessuale; il miglioramento è risultato maggiore per la somministrazione cronica dell’estratto che ha determinato anche un aumento significativo dei livelli di testosterone sierico. Questi risultati confermano l’uso tradizionale di Tribulus terrestris come potenziatore sessuale nella gestione della disfunzione sessuale nei maschi [23].
L’estratto etanolico di Tribulus terrestris ha mostrato un effetto protettivo contro il danno testicolare indotto dal cadmio e questo effetto protettivo sembra essere mediato direttamente dall’inibizione della perossidazione del tessuto testicolare attraverso attività antiossidante e chelante del metallo o attraverso l’incremento della produzione di testosterone da parte dalle cellule di Leydig [24].
Il trattamento con estratto di Tribulus terrestris in una colonia di pesci si è dimostrato efficace nell’aumentare la percentuale di maschi nella popolazione, inoltre è stato osservato che nei testicoli di pesci trattati con estratto di Tribulus terrestris, si ha avuto un miglioramento di tutte le fasi della spermatogenesi [25].
In uno studio condotto contro placebo su un gruppo di giovani volontari, sono stati rilevati i livelli serici di testosterone, androstenedione ed ormone luteinizzante dopo somministrazione di Tribulus terrestris alle dosi di 10 e 20 mg/kg. Dopo 4 settimane di trattamento, tali valori sono risultati simili a quelli dei non trattati [75]. Un ulteriore studio condotto contro placebo su 15 atleti ha dimostrato che l’assunzione per otto settimane di un prodotto a base di Tribulus terrestris (3,21 mg/kg/die) non ha determinato differenze significative tra gli assuntori ed i controlli (che assumevano placebo) sia per quanto riguarda la massa muscolare che la resistenza alla fatica [76].
Un recente studio (2015) ha concluso che l’assunzione di capsule da 1.250 mg contenenti estratti di Tribulus terrestris non ha modificato la massa muscolare e i livelli plasmatici di testosterone, DHT e IGF-1, ma ha significativamente alleviato il danno muscolare e ha promosso le prestazioni anaerobiche in pugili maschi professionisti, per probabile correlazione con la diminuzione di IGFBP-3 nel plasma piuttosto che di androgeno nel plasma [78].

Attivita’ Antiurolitiasica

Anand et al. hanno testato un estratto etanolico ottenuto da frutti di Tribulus terrestris in un modello di urolitiasi indotta con impianto di perle di vetro in ratti albini; lo studio ha dimostrato che l’estratto di Tribulus terrestris ha esercitato una significativa protezione dose-dipendente nei confronti della deposizione di materiale calculogenico sulle perle di vetro e ha determinato un aumento dei livelli di urea sierica [27]. In altri modelli di studio Tribulus terrestris ha dimostrato di migliorare, in modo dose-dipendente, diversi parametri biochimici nelle urine, nel siero, e l’istopatologia della vescica urinaria; in particolare è stata isolata nella pianta una particolare proteina anti litiasica e citoprotettiva [28]; nello stesso studio condotto da Aggarwal è stato dimostrato che Tribulus terrestris riduce la nucleazione e la crescita dei cristalli di ossalato di calcio e riduce la lesione cellulare indotta da ossalato sulle cellule epiteliali renali NRK 52E dimostrando che l’estratto di Tribulus terrestris possiede potenziale di inibizione della nucleazione e della crescita dei cristalli di ossalato di calcio ed anche un effetto citoprotettivo [28]. Il Tribulus terrestris dimostra generalmente di inibire la formazione di calcoli in vari modelli di urolitiasi indotta utilizzando glicolato di sodio e glicole etilenico [29]. La glicolato ossidasi (GOX) è uno dei principali enzimi coinvolti nel percorso della sintesi di ossalato; l’attività anti urolitiasica di Tribulus terrestris è attribuita alla sua capacità di inibizione delle GOX; in particolare la quercetina e il kemferolo, due componenti attivi del Tribulus terrestris, sono risultati essere inibitori delle GOX [30].

Attivita’ Immunomodulatoria

Le saponine isolate dai frutti di Tribulus terrestris hanno dimostrato di incrementare in modo dose-dipendente la fagocitosi, indicando una stimolazione della risposta immunitaria non specifica; un estratto alcolico della pianta intera di Tribulus terrestris ha dimostrato un aumento significativo dose dipendente del titolo anticorpale umorale suggerendo un aumento anche della risposta immunitaria specifica [31].

Attivita’ Antidiabetica

Alle saponine di Tribulus terrestris vengono attribuite proprietà ipoglicemizzanti [32]. In alcuni studi è stato dimostrato che il Tribulus terrestris è stato in grado di ridurre significativamente i livello sierici di glucosio, di trigliceridi e di colesterolo, e di incrementare l’attività delle superossido dismutasi (SOD) in un modello di diabete indotto con alloxan nel ratto; in particolare il decotto della pianta ha dimostrato la capacità di inibire la gluconeogenesi nei topi [33,34]; l’estratto etanolico di Tribulus terrestris ha prodotto un effetto protettivo in ratti resi diabetici con streptozotocina inibendo lo stress ossidativo [35]. Le saponine del Tribulus terrestris nel ratto hanno dimostrato di indurre una diminuzione significativa dei livelli glicemici postprandiali; il Tribulus terrestris dimostra di indurre dilatazione dell’arteria coronaria e un miglioramento della circolazione coronarica; per questi motivi in Ayurveda è raccomandato per il trattamento dell’angina pectoris e di altre complicanze cardiache correlate con il diabete; il Tribulus terrestris quindi potrebbe essere utile nel trattamento del diabete poiché riduce la glicemia, i livelli dei lipidi ed anche per il suo meccanismo antiossidante.

Enhancer Di Assorbimento

L’estratto etanolico di Tribulus terrestris dimostra interesse biofarmaceutico poiché migliora l’assorbimento della metformina cloridrato [36].

Attivita’ Ipolipidemica

L’estratto acquoso dei frutti di Tribulus terrestris dimostra attività ipolipidemica nei ratti albini nei quali è stata osservata una riduzione dell’iperlipidemia, con una diminuzione di colesterolo, trigliceridi, lipoproteine a bassa densità (LDL), lipoproteine a densità molto bassa (VLDL), e indice aterogenico (AI) con un parallelo aumento dei livelli di lipoproteina ad alta densità (HDL) nel sangue; l’attività ipolipidemica può essere dovuta alla presenza di composti fenolici che portano ad un aumento delle lipasi delle lipoproteine anche nei muscoli [37].
In uno studio su conigli neozelandesi alimentati con una dieta ricca di colesterolo, l’aggiunta di un estratto di Tribulus terrestris ha determinato un effetto pleiotropico sull’endotelio dell’aorta addominale modificando il profilo lipidico e vascolare con riduzione del profilo lipidico sierico e del danno cellulare alla superficie endoteliale; nello studio è stato inoltre osservato che l’estratto in questione era stato in grado di riparare parzialmente il danno endoteliale derivante dall’iperlipidemia [38].
Nel ratto le saponine del Tribulus terrestris, in un modello di iperlipidemia indotta con la dieta, hanno dimostrato effetti preventivi e terapeutici attraverso la diminuzione dei livelli di colesterolo totale sierico (TC) e colesterolo LDL; analogamente è stata osservata una riduzione del colesterolo totale e dei trigliceridi anche nel fegato con un aumento dell’attività delle SOD epatiche [39].

Attivita’ Cardiotonica

Il Tribulus terrestris ha mostrato un effetto significativo nel trattamento di varie malattie cardiache inclusa la malattia coronarica, l’infarto miocardico, l’arteriosclerosi cerebrale e le sequele di trombosi cerebrali.
Zhang et al. hanno studiato nel ratto l’effetto protettivo della tribulosina contenuta nel Tribulus terrestris contro l’ischemia cardiaca e il danno da riperfusione dimostrando che la Tribulosina ha protetto il miocardio dall’ischemia e dal danno da riperfusione attraverso l’attivazione della proteina chinasi C. Il trattamento con la tribulosina ha comportato una significativa riduzione di numerosi enzimi coinvolti nel danno cardio vascolare riducendo il tasso di apoptosi miocardica incrementando l’attività delle SOD [40].
La frazione delle saponine totali della pianta si è dimostrata significativamente attiva nel trattamento di varie malattie cardiache tra cui l’ipertensione, la malattia coronarica, l’infarto miocardico, l’arteriosclerosi cerebrale e la trombosi; in particolare l’estratto acquoso dei frutti del Tribulus terrestris dimostra effetti inibitori significativi dell’acetilcolinesterasi (ACE) in vitro; nel ratto gli estratti acquosi e quelli metanolici, somministrati per via intra arteriosa, dimostrano di possedere un’attività antipertensiva significativa attraverso rilassamento muscolare e iper polarizzazione della membrana [41]; il Tribulus terrestris sembra proteggere le cellule del cuore e anche migliorare la funzione cardiaca a seguito di un attacco di cuore [42].

Attivita’ Sul Sistema Nervoso Centrale (Snc)

In topi albini svizzeri la somministrazione di Rasayana Ghana (Tinospora cordifolia, Emblica officinalis e Tribulus terrestris in parti uguali) ha dimostrato attività antidepressiva e ansiolitica; sembrerebbe che l’armina, un alcaloide presente nel Tribulus terrestris, sarebbe uno dei principali componenti attivi che contribuiscono alle attività sopra menzionate; l’armina è un inibitore della monoammina ossidasi, che aiuta ad aumentare il livello di dopamina nel cervello [43].

Attivita’ Epatoprotettiva

Un estratto di Tribulus terrestris ha dimostrato nei pesci (Oreochromis mossambicus) una notevole attività epatoprotettiva contro l’epatotossicità indotta con acetaminofene ed ha normalizzato i parametri biochimici in un modello di tossicità indotta con paracetamolo in pesci d’acqua dolce [44].

Attivita’ Antinfiammatoria

L’estratto etanolico di Tribulus terrestris ha inibito l’espressione della cicloossigenasi-2 (COX-2) e la sintetasi inducibile dell’ossido nitrico (iNOS) in macrofagi di ratto stimolati con lipopolisaccaridi; analogamente è stata osservata una soppressione dell’espressione di citochine pro infiammatorie come il fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-α) e l’interleuchina (IL) -4. Pertanto l’estratto etanolico di Tribulus terrestris inibisce l’espressione dei mediatori correlati all’ infiammazione e all’espressione di citochine infiammatorie, risultando utile in varie condizioni infiammatorie [45]. L’estratto metanolico di Tribulus terrestris mostra una inibizione dose-dipendente dell’infiammazione indotta da carragenina nella zampa di ratto [46].

Attivita’ Analgesica

L’estratto di Tribulus terrestris nel ratto produce effetto analgesico che può essere mediato centralmente e/o perifericamente; l’effetto dell’estratto si dimostra inferiore a morfina e superiore all’acido acetilsalicilico (aspirina); il pretrattamento degli animali con antagonisti dei recettori oppioidi (naloxone), non ha modificato l’effetto analgesico dell’estratto pertanto è escluso il coinvolgimento dei recettori oppioidi nell’effetto analgesico del Tribulus terrestris anche se gli altri meccanismi responsabili dell’effetto analgesico della pianta rimangono da indagare. I risultati degli studi ulcerogeni, nello stomaco del ratto, indicano che l’ulcerogenicità gastrica del Tribulus terrestris è inferiore all’indometacina [47].

Attivita’ Antispasmodica

La miscela di saponine liofilizzate della pianta ha mostrato una significativa diminuzione dei movimenti peristaltici nel digiuno del coniglio in modo dose-dipendente; questi risultati suggeriscono che la miscela di saponina può essere utile per gli spasmi dei muscoli lisci o per i dolori colici [48].

Attivita’ Antitumorale

Nei topi albini gli estratti acquosi della radice e dei frutti del Tribulus terrestris dimostrano un potenziale chemiopreventivo sulla papillomagenesi indotta con olio di Croton tiglium, con una significativa riduzione, rispetto ai gruppi non trattati, dell’incidenza del tumore, del carico tumorale e del numero cumulativo di papillomi; i ratti pretrattai con gli estratti di Tribulus terrestris mostravano anche un aumento significativo del periodo medio di latenza prima che si verificasse la papillomagenesi [49]. L’estratto acquoso di Tribulus terrestris si dimostra in grado di bloccare la proliferazione nelle cellule HepG2 (cellule cancerogene epatiche umane) e di indurne l’apoptosi, pertanto la pianta potrebbe avere effetti terapeutici clinici nel cancro del fegato [50]; l’estratto di acquoso di radice acquosa di Tribulus terrestris dimostra una significativa capacità radioprotettiva quando somministrato per via orale (800 mg / kg) per sette giorni consecutivi prima dell’irradiazione gamma pertanto il pretrattamento con l’estratto di Tribulus terrestris dimostra capacità protettive nel fegato dei topi contro i danni da radiazioni per esaurimento del glutatione indotto dalle radiazioni e riduzione del livello di lipoperossidazione [51].

Attivita’ Antibatterica

Tutte le parti di Tribulus terrestris (frutti, steli, foglie e radici) di origine turca e iraniana hanno mostrato attività antibatterica contro Enterococcus faecalis, Staphylococcus aureus, Escherichia coli e Pseudomonas aeruginosa, al contrario delle parti aeree del Tribulus dello Yemen che non avevano attività antibatterica rilevabile contro questi batteri mentre i frutti e le foglie del Tribulus terrestris indiano risultano molto attivi contro E. coli e S. aureus. Queste diverse attività antibatteriche del Tribulus terrestris possono essere dovute alle diverse aree geografiche di provenienza della pianta, o ai diversi tipi di ceppi batterici, o a diverse metodiche di analisi.

L’estratto metanolico dei frutti del Tribulus terrestris è risultato più attivo contro i batteri gram-positivi e gram-negativi, mentre questo effetto è risultato moderato per gli estratti in etere di petrolio e in cloroformio [53,54].

Attivita’ Antielmintica

L’estratto metanolico di Tribulus terrestris è risultato efficace per attività antielmintica in vitro sul nematode Caenorhabditis elegans e questi effetti bioattivi dipenderebbero principalmente dalla tribulosina e dal p-sitosterolo-d-glucoside [55,56].

Attivita’ Larvicida

L’estratto in etere di petrolio delle foglie di Tribulus terrestris mostra attività larvicida contro il terzo stadio larvale e quello adulto della zanzara Aedes aegypti che è il vettore della febbre Dengue [57,58].

Attivita’ Anticariogena

L’estratto etanolico di frutti di Tribulus terrestris possiede una notevole attività anti cariogena contro Streptococcus mutans, l’agente patogeno responsabile della carie dentale. La crescita, la produzione di acido, l’adesione, e la sintesi di glucano insolubile in acqua di S. mutans vengono significativamente inibiti in presenza di estratto etanolico di Tribulus terrestris [59].

AZIONE PREVALENTE

ormone modulatrice (afrodisiaca), diuretica, antiurolitiasica, cardiotonica

Altre azioni

antinfiammatoria, analgesica, ipolipidemica, antidiabetica, immunomodulatoria, tonica, rinfrescante.

INDICAZIONI PRINCIAPALI

Tonico ed energetico muscolare, stimolante l’attività sessuale, infertilità maschile e femminile, impotenza, diuretico, anti urolitiasico, antinfiammatorio.

EFFETTI COLLATERALI

Per via topica il Tribulus si dimostra ben tollerato. Per via orale ai dosaggi raccomandati. e per brevi periodi il Tribulus terrestris assunto risulta sicuro è ben tollerato. L’assunzione orale per un lungo periodo a dosaggi molto elevati ha causato un caso di ginecomastia in un atleta [74]. Sono stati descritti alcuni casi di disturbi del sonno, mal di stomaco e irregolarità mestruale [73].

CONTROINDICAZIONI

Il Tribulus terrestris non deve essere assunto in allattamento ed in gravidanza; razionalmente il Tribulus andrebbe assunto con cautela in presenza di patologie prostatiche [73].

INTERAZIONI CON FARMACI

Non sembrano esserci interazioni tra Tribulus e cibi o altre erbe e integratori tuttavia il Tribulus è noto per interagire con determinati farmaci. Non assumere se si stanno assumendo farmaci per il cuore e la pressione sanguigna come ad esempio: beta-bloccanti, digossina, calcio antagonisti, diuretici, ACE inibitori, nitrati.
In caso di assunzione di farmaci ipoglicemizzanti il Tribulus potrebbe ridurre significativamente i livelli di zuccheri nel sangue e modifica l’assorbimento della metformina. Può aumentare l’effetto degli steroidi [73].

DATI TOSSICOLOGICI

I test di laboratorio sugli animali collegano il Tribulus ai problemi dello sviluppo fetale [73].

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