Newsletter Ayurveda nr. 51 – Marzo 2019

Newsletter ayurveda

Newsletter n° «51»

Marzo 2019

FOCUS TAILAM

Ksheerabala, un Taila versatile

 

INTERNATIONAL JOURNAL OF RESEARCH IN AYUSH AND PHARMACEUTICAL SCIENCES IJRAPS | JULY 2017 | VOL 1 | ISSUE 1 89

KSHEERBALA TAIL AND ITS DIFFERENT ROUTES OF ADMINISTRATION

Kanika Dhiman, Usha Sharma

A luglio 2017 Kanika Dhiman e Usha Sharma hanno pubblicato su “International Journal of Research in AYUSH and Pharmaceutical Sciences (IJRAPS)“ questo breve ma interessante articolo, che rappresenta un sintetico profilo di Ksheerabala taila e delle sue possibilità di somministrazione, riproponendone rispetto a queste, i possibili suoi meccanismi di azione.

Pur nella sua essenzialità l’articolo rappresenta uno dei pochissimi approfondimenti scientifici condotti specificatamente su Ksheerabala taila e potrebbe esserne utile anche l’archiviazione a supporto dei razionali d’impiego nella pratica professionale. Ne segnaliamo i contenuti oltre ad ulteriori informazioni sulle particolarità di formulazione del Taila.

Notoriamente Ksheerabala viene ritenuto il Taila per gli “80 disturbi di Vata” e la sua antichissima formula si distingue per la presenza di un unico e potente componente erbale (Sida cordifolia L.) miscelato e complessato con olio di sesamo (Tila Taila) e latte vaccino; per la particolarità della sua formulazione Ksheerabala taila è uno dei più popolari oli medicati Ayurvedici e dalla Medicina Ayurvedica, e secondo l’articolo, è riconosciuto anche come rimedio utile in disturbi neurologici come la paralisi facciale, la sciatica, l’emiplegia, la paraplegia, la poliomielite oltre che in altre condizioni. [1]

Il nome “Ksheerabala taila” è stato menzionato per la prima volta in Sahasrayogam, l’antico formulario ayurvedico del Kerala, tuttavia preparazioni molto simili sono riportate in quasi tutti gli antichi testi ayurvedici ma con nomi diversi; in Charaka è menzionato come “Shatasahasra Pakabala Taila ” [2], in Sushruta è menzionato come “Shata pakabala taila” [3] e in Ashtanga Hridaya è menzionato come “Shatapaka- sahasrapakabala Taila” [4]

Gli ingredienti di Ksheerabala taila sono Ksheera (latte di mucca), Bala (Sida cordifolia Linn) e Tila taila (olio di sesamo).

Secondo i razionali di formulazione il latte vaccino contiene tutti gli elementi necessari per la crescita e la nutrizione di ossa, nervi, muscoli e di altri tessuti del corpo umano; Sida cordifolia contiene sostanze alcaloidee (efedrina) farmacologicamente molto attive (antinfiammatorie, stimolanti, pro nervine) anche a livello del Sistema Nervoso Centrale e l’olio di sesamo, utilizzato come olio base della preparazione, contiene sostanze utili cristalline (sesamina) e fenoliche (sesamolo) con qualità nutrienti, antiossidanti e altamente veicolanti di altre sostanze.

In generale a Ksheerbala Taila vengono attribuite proprietà Shaman (palliative), Rasayana (ringiovanenti) e Brimhana (nutrienti e pro-immunitarie) normalizzando Vata e Pitta con evidente azione anti-infiammatoria.

L’antica ricetta prevedeva la macinazione (per ottenertene una pasta) delle radici fresche della pianta di Bala (Sida cordifolia L) e che il composto ottenuto venisse mescolato con Goksheer (latte vaccino) e Tila taila (Olio di sesamo); la miscela ottenuta doveva poi essere sobbollita a fuoco basso (70-80 °C) e lasciata quindi raffreddare; una volta raffreddata la miscela doveva essere successivamente filtrata ed eventualmente riprocessata.

In Ashtanga Hridaya il processo di elaborazione veniva consigliato da 100 fino a 1000 volte per ottenere composti diversi; il preparato elaborato 100 volte è chiamato Shata Taila di paka bala e quello elaborato 1000 volte è chiamato Sahastra Taila di paka bala.

In Ayurveda la via più adatta di somministrazione di farmaci viene identificata principalmente sulla base della diffusione locale nel sito di patologia.

Ksheerabala Taila si rivela una delle migliori formulazioni per l’artrite gottosa ed i disordini neurologici, risultando vantaggioso per il recupero della salute in 80 tipi di “Vatavyadhi”.

Secondo le fonti tradizionali il numero di elaborazioni al quale viene sottoposto Ksheerabala taila, ne determina potenze diverse (3,7,14,21,41,100); attualmente i prodotti disponibili sul mercato corrispondono alla versione elaborata circa 100 volte.

Ksheerabala taila viene attualmente preparato ancora secondo l’antica formula citata in Sahasrayogam, (Taila Adhikara) attraverso un processo in più fasi e cioè: Ama paka, Mridu paka, Madhya paka, Khara paka, Dagdha paka; le opportune fasi produttive sono fondamentali per garantire che i vari costituenti chimici degli ingredienti (Bala, Tila, Ksheera) si complessino in un “totum attivo” (l’olio finito); le caratteristiche dell’olio “finito” dipendono strettamente dalla tipologia delle metodiche di preparazione e dal numero di elaborazioni progressive adottate per ottenerlo. La qualità di Ksheerabala taila, garantita in standard elevati da poche aziende produttrici, dipende da quanto i costituenti chimici dei tre componenti si integrino tra loro rispetto ad ambientazioni altamente controllate di temperatura e alla quantità di rielaborazioni (numero di filtrazioni) progressivamente successive.

La qualità del prodotto finito dipende altamente dall’abilità di preparazione, la quale deve garantire che la miscelazione di ingredienti diversi tra loro non alteri le singole attività degli stessi ma che invece le potenzi in un concetto di sinergia.

Recenti approfondimenti scientifici, attraverso metodiche analitiche avanzate, hanno infatti chiarito che la metodica estrattiva, utilizzata da millenni, caratterizza questo prezioso Taila in modo specifico variabilmente, in termini qualitativi, a seconda delle varie metodiche produttive che devono rispettare i criteri GMP (Good Manufacturing Practice) raccomandati.

L’originale metodica estrattiva, antica di millenni, si fonda infatti su specifiche reazioni chimico – fisiche dipendenti dalla natura dei componenti chimici degli ingredienti (e dallo loro qualità) e dalle reazioni tra essi dipendenti all’esposizione alla temperatura.

Nella produzione di Ksheerabala taila la temperatura controllata di preparazione è fondamentale poiché è prevalentemente responsabile dei processi di disidratazione della materia prima ed interviene ad esempio nell’attenuare gli effetti diluitivi dell’acqua contenuta nel latte (come rilevabile da diversi gradienti di acqua contenuti in campioni di taila esaminati nelle diverse fasi successive della preparazione); sempre nella preparazione, la temperatura di produzione, risulta cruciale nel determinare i valori di acidità del prodotto finito poiché le reazioni termiche modificano i componenti acidi derivanti dal latte e/o dalla droga impiegata (parte della pianta medicinale utilizzata): questi processi risultano ad esempio fondamentali nella rimozione di acidi grassi volatili incorporati dal latte o nella decomposizione di altre componenti acide. [1]

Analogamente, il valore di saponificazione dell’olio medicato dipende anche dall’incorporazione del grasso del latte nel medesimo, il quale è strettamente condizionato dai tempi di riscaldamento che determinano la rimozione della frazione acquosa (umidità) e di altri componenti volatili non grassi. Valori di saponificazione diversi dipendono inoltre dalla progressione dei processi di riscaldamento che guastano o intervengano con processi di ossidazione sui doppi legami di grassi insaturi. [1]

L’insieme dei processi sopracitati interviene anche sulla quantità di materia insaponificabile nell’olio finito, determinando un’ampia variabilità di questi valori.

Gli approfondimenti scientifici sono oggi concordi nel indicare che il preciso controllo di effetti termici fisici e chimici è essenziale per garantire una riproducibilità, in Ksheerabala taila, di costanti come ad esempio il valore di acidità, il valore di saponificazione ed il valore di iodio, tutti aspetti che differiscono ampiamente rispetto alla qualità delle diverse metodiche di preparazione. [1]

Analisi specifiche cromatografiche su diversi campioni di olio raccolti nelle fasi successive di preparazione non rivelano altre variabili significative [1] resta tuttavia essenziale la certificazione del rispetto dei limiti di potenziali sostanze inquinanti o potenzialmente allergizzanti.

1. Rao, V. Nageswar, et al. “Standardisation of ksheerabala taila.” Ancient science of life 16.1 (1996): 21.
2. Charaka Samhita – by Agnivesh, Published by chaukhambha Bharati academy, Varanasi 14th edition, 1987, Chikitsa Sthan – 29/119-120.
3. Sushruta samhita- by sushruta, Published by chaukhambha Sanskrit sansthan, Varanasi, 8th edition, 1993, Chikitsa sthan – 15/40-43.
4. Ashtanga Hridaya – by Vagbhatta, Published by Chaukhambha Sanskrit Sansthan, Varanasi, 10th edition, 1992 Chikitsa sthan – 22/45-46.

Dall’articolo

Secondo le osservazioni dell’uso tradizionale “Ksheerabala taila” agisce come tonico nervino, rinforzante dei muscoli e rappresenterebbe anche una buona opzione all’impiego di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS); per questo motivo Ksheerbala Taila viene tradizionalmente impiegato in Ayurveda, come medicinale antinfiammatorio, per il trattamento di Vata Vyadhi (disordini neurologici) ed anche di Vatarakta (artrite gottosa); la ricerca scientifica ha ben confermato le potenzialità del preparato nel trattamento dei disordini neurologici e nel contrastare effetti neuro-tossici di varia natura oltre a confermare quelli neuro protettivi.

Una delle principali modalità d’impiego nei trattamenti di detossificazione è Abhyanga mentre nel trattamento di disordini neurologici (Vata Vyadhi) viene preferito l’impiego tramite Basti; Matra basti è un tipo di basti Sneha (untuoso) che fornisce nutrimento e pacifica dosha Vata il cui disequilibrio si pone all’origine della patologia.

A Ksheerabala Taila vengono attribuite inoltre proprietà Rasayana (ringiovanimenti) e può essere usato in terapia sia per via topica che sistemica. Come anticipato è indicato in tutti i disturbi Vata Vyadhi, in Vatarakta, e nelle condizioni infiammatorie.

Ksheerbala Taila può essere impiegato attraverso Basti (Anuvasana e Matra ) [5] e secondo i consigli di Charaka, Anuvasana Basti è indicato in Vata vyadhis [6] e Matra Basti è utilizzabile per il trattamento di paralisi cerebrale.

Come noto in Ayurveda la terapia (Chikitsa) Basti rappresenta uno dei principali trattamenti e Sneha o Anuvasana Basti (clistere oleoso) vengono raccomandati per promuove Bala (forza) nell’organismo emaciato e debilitato, infatti Dravya (sostanze) di Matra Basti raggiungono i canali più minuti del corpo e forniscono adeguato nutrimento ai tessuti con effetto Brumhana.

5. Lande Prashant Adinath “Effectiveness of Ksheerbala Taila matra basti in children with cerebral palsy” www.ujconline.net
6. Agnivesha, Charaka, Dridhabala Charaka Samhita, Siddhi Sthana, Kalpanasiddhir adhyaya 1/25. In: Tripathi B, Deshpande PJ, editors, reprint ed. Varanasi: Chaukambha Sanskrit Pratishtan; 2003.p.1165.

Ksheerabala Taila, impiegato attraverso Abhyanga, trova utilità nella gestione del dolore, in Vata roga [7]; qualità di Abhyanga sono Snehan (untuosità), l’efficienza nutriente (Kledkarak), la capacità pacificante di Vata (shamak), l’effetto anti-aging o ringiovanente (Jarahar); la qualità Sneha consente alla formulazione di raggiungere i diversi dhatu Mamsa, Meda, Asthi e Majja, fornendo loro nutrimento; Abhyanga inoltre dà forza ai muscoli e ne riduce la rigidità.

Ksheerabala Taila, impiegato tramite Nasya, offre ottimi risultati in Ardita (paralisi facciale) agendo sui Dosha nella regione sopra-clavicolare (Uttamang); tramite Nasya le droghe, transitando per Sringatak Marma, raggiungono il cervello ed i centri nervosi che controllano la parola, la vista, l’olfatto, il gusto e l’udito; in queste sedi Ksheerabala Taila contribuisce a contrastare l’infiammazione dei nervi, grazie alle sue proprietà Sheeta e ne promuove la rigenerazione, inoltre rinforza i muscoli grazie alle proprietà Balya e Brumhana dei farmaci presenti in esso, inoltre Ksheerabala Taila migliora l’attività degli organi sensoriali (Indriya Prasada). [8]

Ksheerabala Taila, somministrato tramite Parisheka Sveda, può essere impiegato per alleviare Katigraha (la rigidità della regione lombare) che è tipicamente uno dei Vata Vyadhi; Parishek Sveda agisce infatti grazie all’effetto sia di Snehan che di Svedan; Snehan corregge il Shoshan Dhatu (principio della vitalità di Vata) e conferisce forza; Svedan allevia Ruk (dolore), Shoth (infiammazione), Stambh (rigidità) ecc., alleviando globalmente i sintomi di Vata ed ammorbidendo le parti del corpo.

La terapia termale, in generale, migliora la circolazione ed il metabolismo locale con rilassamento della muscolatura. [9]

Ksheerabala Taila, somministrato tramite Shirodhara, esercita effetti ansiolitici, anti ipertensivi, e migliora la capacità di prendere sonno; da un punto di vista meccanicistico alla pratica di Shirodhara vengono attribuite capacità di riduzione delle catecolamine ed antidepressive per capacità di induzione dell’aumento della ricaptazione della serotonina. [10]

In Ksheerabala si distinguono le potenti proprietà farmacologiche di Bala (Sida cordifolia) [11]; la radice di questa pianta medicinale possiede caratteristiche Madhura rasa (dolci), Guru (pesanti), Snigdha guna (untuose) e le foglie posseggono prevalentemente caratteristiche veerya (energizzanti) e Madhura (dolci); in Acharya Charak, Bala è citata in Balya Mahakashaya e in Madhur Skandh mentre in Acharya Sushrut è citata in Vatashamak Gana e quindi indicata per la promozione della forza e la pacificazione di Vata.

Ksheerabala Taila, Bala è miscelata con Tila taila (Sesame indicum) [11] che possiede caratteristiche Madhur rasa, Vipaka, Balya e Rasayan; l’olio di sesamo nutre e rafforza tutti i dhatu, controlla Dhatukshaya e quindi pacifica Vata; le qualità Snigdha e Guru riducono le manifestazioni dolorose (Rukshata) di Vata in sinergia con le qualità di Ushna e Veerya pacificando in generale Vata.

In Ksheerabala Taila Go-ksheera (latte di mucca) [12] possiede gusto Madhura e Snigdha con qualità Guru, Sheeta Veerya, Madhura vipaka ed in generale allevia Vata dosha.

7. The Ayurvedic Formulary of India, Part I, 2nd revised edition, Govt. Of India, 2003, page no132.
8. Mohita Bohra, “Role of Ksheerbala Taila Nasy And Ksheerdhooma in the management of Ardita: A review” Ayurpharm International Journal of Ayurvedic Allied Science. Vol4, No.3 (2015) Pages 54-59.
9. Jindal Dilbag, Pujar Muralidhar P, Jindal Radha, Chaturvedi Ashutosh. A clinical study to assess the efficacy of Parishek sveda in the management of Katigraha. J Biol Sci Opin2013; 1(2); 84-87.
10. Sanjeev Rastogi, “Effect of Shirodhara in generalized anxiety disorder” http;\\dx.doi. org\10.5667\tang.2016.0016.
11. Dravya Guna- Vijnana Vol II written by P.V.Sharma Published by Chaukhambha Bharati Academy, Varanasi reprinted year 2015.
12. Sharma Priyavat, editor, Ashtanga Hridaya of Vagbhata Sarvanga Sundari commentary of Arunadutta, Sutrasthana; dravadravyavijnana: 05, verse 21-22 Varanasi: Chaukhambha Praakashan, 2009; 68.

Globalmente Ksheerabala Taila contribuisce a ridurre l’infiammazione [13] ed il dolore articolare risultando quindi utile nella patologie degenerative come l’osteoartrite inoltre contribuisce a rinforzare i muscoli e le ossa preservando il danno muscolare; per le sue caratteristiche questo prezioso Taila, attraverso le diverse vie di somministrazione, risulta utile nel contenimento del danno muscolare, nell’atrofia muscolare e nella fibromialgia; Ksheerabala Taila offre versatilità di somministrazione come Basti, Nasya e Abhyanga.

13. Chithra G.Nair, R.R Geethesh P., Sudheendra Honward, Ravi Mundugaru. A comparative study on the anti-inflammatory effects of Trividha paka of ksheerbala taila. Int. J. Res. Ayurveda Pharm.2015;6(6):692-695.

A cura della direzione scientifica di Benefica

INTERNATIONAL JOURNAL OF RESEARCH IN AYUSH AND PHARMACEUTICAL SCIENCES IJRAPS | JULY 2017 | VOL 1 | ISSUE 1 89

KSHEERBALA TAIL AND ITS DIFFERENT ROUTES OF ADMINISTRATION

Kanika Dhiman1, Usha Sharma2

Author information:

1 M.D Scholar, P.G. Department of Ras Shastra & Bhaishajya Kalpana, Rishikul Campus, Uttarakhand Ayurved University, Haridwar.

2 Professor, P.G. Department of Ras Shastra & Bhaishajya Kalpana, Rishikul Campus, Uttarakhand Ayurved University, Haridwar.

ABSTRACT

Ksheerbala Tail having Shaman rasayana and Brimhana properties. The content of the tail adds to its effect. Ksheerbala tail having contents of Bala (Sida cordifolia), Goksheer (Cow’s milk), and Sesame oil (Sesamum indicum), it normalizes the Vata and Pitta in the body and shows anti-inflammatory action. It is also given in almost all Authentic books Charak Samhita, Ashtang Hridya and Sushrut, with different names. It acts as a nervine tonic and strengthens the muscles and to provide better options to Non-Steroidal Anti-inflammatory Drugs (NSAIDs). Non-steroidal anti- inflammatory drugs owing to its exceedingly speckled side effects and adversities are in the verge of a moribund reliance. Ksheerbala Tail, a sage old Ayurved remedy remarkably emphasised in the treatment of Vata Vyadhi and Vatarakta is well used since ages as an anti-inflammatory medicine. Developing researches have demonstrated its efficacy to counter neuro toxicity and subsequently validated its neuro protective effect. Though, the much acclaimed traditional wisdom regarding its anti-inflammatory action is neither scientifically appraised nor compared with any standards. It is also used for Abhyang in detoxication process. Vata Vyadhi is best treated by Basti chikitsa, Abhyang etc. Matra basti is a type of Sneha basti which provides nutrition as well as pacify the morbid Vata dosha. In this article mode of action of Ksheerbala Tail and its different routes of administration are compiled.

KEYWORDS: Ksheerbala Tail, Shaman, Brimhana, Matra basti, Vata vyadhi, Abhyang, NSAIDs.

ISSN 2456-9909

richiedi l’articolo completo