Newsletter Fitoterapia nr. 42 – Febbraio 2019

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Il Cumino: una importante pianta medicinale

Nat Prod Bioprospect. 2019 Jan;9(1):1-11. Epub 2018 Oct 29. PubMed

Caraway as Important Medicinal Plants in Management of Diseases.

Mahboubi M.

La conoscenza dell’uso delle piante per scopi medicinali è da sempre stata considerata uno dei più grandi tesori di ogni civiltà. Un compito molto importante per gli scienziati che studiano oggi le piante medicinali è quello di preservarne la conoscenza botanica-medicamentosa primaria, tramandata nelle medicine popolari, per evitare che, come spesso avvenuto nel corso della storia, venga sepolta insieme alle culture che l’hanno creata (Schultes, 1978).

Per questo motivo la comunità scientifica, in molti paesi del mondo, lavora per la raccolta e l’organizzazione di informazioni, ampiamente diffuse in letteratura, relative agli effetti di varie piante sulla salute umana; una di queste piante è il Carum carvi noto anche come Cumino.

La storia dell’uso del cumino come rimedio risale ai tempi degli antichi greci, che probabilmente conoscevano e usavano abitualmente l’erba per scopi medicamentosi. Il carvi è menzionato da Plinio (Libro XX,LVII,159) e da Dioscoride (III,68).

Nel medioevo il Carvi era ben conosciuto e comunemente usato come spezia e come rimedio medicamentoso e rappresentava uno dei maggiori beni di scambio commerciale in Europa e la Polonia, attraverso il porto di Danzica, fu tra i paesi maggiormente al centro delle esportazioni del cumino come evidenziato anche da un antico listino prezzi del 1410.

A differenza di oggi nell’antichità si riteneva che alcune piante medicinali possedessero proprietà straordinarie o addirittura magiche e per tale motivo queste piante venivano impiegate frequentemente per usi molto comuni, con una approfondita conoscenza dei diversi effetti delle varie specie.

Il Carvi è una delle piante, della famiglia delle Umbelliferae, che si credeva in generale proteggesse contro il male. Ad esempio nell’uso tradizionale tedesco il cumino veniva aggiunto alla preparazione del pane per scacciare i demoni e per proteggere la casa in situazioni di rovina economica o quando colpita da disgrazie; i frutti cosparsi di sale venivano spesso messi nelle bare dei defunti come protezione contro magia nera, stregoneria e demoni; sempre i frutti venivano ritenuti efficaci nel trattare l’irrequietezza dei bambini e si credeva che un vaso di essi posto sotto la culla dei bambini avesse potenti poteri sedativi (Mathias, 1994).

Inoltre il Carvi era uno dei componenti presenti nelle pozioni amorose che facevano innamorare le persone a cui venivano servite.

Nella culture cristiane veniva ritenuto che i poteri di guarigione del cumino fossero massimi in occasione della festa di San Giovanni (24 giugno) o comunque in coincidenza con il solstizio d‘estate. Come oggi indicato anche dalla moderna farmacognosia applicata [1] nei secoli la pianta è stata impiegata in medicina per trattare ad ampio spettro le malattie digestive e la flatulenza ma anche, con diversità geografica, per trattare disturbi degli occhi, tosse e persino l’isteria [2].

1.Heinrich, Barnes, Gibbons, Williamson, ” Fondamenti di farmacognosia e fitoterapia”, 2015
2.Schultes, R. E. “11.1. HISTORY OF USING CARAWAY AS A REMEDY.” Caraway: the genus Carum (1998): 186.

La crescita del Carvi spazia dal Nord Europa fino alle regioni mediterranee, Alla Russia, all’Iran, all’Indonesia e al Nord America.

In numerosi paesi è una specie botanica molto diffusa e risulta parte integrante dei relativi sistemi di medicina popolare. Ad esempio in Polonia il Carvi è comunemente raccomandato come rimedio contro l‘indigestione, la flatulenza, la mancanza di appetito, e come galattogeno naturale. In Russia è anche utilizzato per il trattamento della polmonite mentre in gran Bretagna e negli Usa viene prevalentemente consigliato come stomachico e carminativo. Nella penisola Malese il cumino è associato a nove erbe macinate insieme e trasformate in decotto per essere bevuto a intervalli dopo il parto, e in Indonesia le sue foglie mescolate con aglio e applicate sulla pelle vengono impiegate per ridurre le forme infiammatorie eczematose (Perry,1980).

Alcune proprietà medicinali del cumino, ampiamente sperimentate nell’uso tradizionale, sono oggi ben supportate da ricerca e osservazioni scientifiche e rappresentano le ragioni di ampio utilizzo nella medicina contemporanea.

Il cumino, prevalentemente nella forma estrattiva di olio essenziale, viene oggi largamente impiegato in moderne formulazioni nutraceutiche ed in preparati di matrice fitoterapica specifici per contrastare la sintomatologia tipica della Sindrome dell’Intestino Irritabile.

Dell’officinale vengono prevalentemente sfruttate le capacità antifermentative di contrasto alla formazione dell’eccesso di bio gas intestinali e per favorirne l’eliminazione ed, in generale, antispasmodiche. Le linee guida ministeriali internazionali ed anche in Italia [3], sono concordi nel riconoscere queste generali proprietà medicinali dell’officinale coerentemente con quanto indicato sin dalle origini della moderna farmacognosia [4].

3. Ministero della salute,”Allegato 1 al DM 9 luglio 2012 sulle “Sostanze e preparati vegetali ammessi”,2012
4. Victor Merat, “Dictionnaire universel de matière médicale, et de thérapeutique generale”, 1831

Dall’articolo

Il genere Carum è rappresentato da 25 specie e tra queste Carum carvi o cumino è l’unica annuale e biennale e per questo motivo rappresenta una variante anche economicamente interessante come spezia, agente pro-appetito e come carminativo sia nell’industria alimentare sia nell’industria farmaceutica.

Nell’industria alimentare il cumino viene ampiamente utilizzato (molto nel Nord Europa) nei prodotti alimentari grazie al suo gradevolissimo sapore e per le sue proprietà conservanti.

Come anticipato i frutti del cumino sono stati ampiamente impiegati come rimedio per curare l’indigestione, come galattogeno e come rimedio contro la polmonite, in diversi sistemi di medicina tradizionale [5,6].

Le monografie delle piante medicinali dell’Unione Europea indicano il cumino come tradizionale sintomatico dei disturbi digestivi (gonfiore e flatulenza); i frutti masticati vengono tradizionalmente impiegati per mascherare l’alitosi alcolica, contro l’anemia e come antidoto contro i veleni e, sempre i frutti, vengono impiegati per aromatizzare il pane di segale ed in infusione come rimedio contro le coliche addominali e come vermifughi [7].

Ai frutti del cumino si attribuiscono proprietà stimolanti, espettoranti ed antispasmodiche e vengono utilizzati come rimedio, in varie forme di preparazione, contro i dolori di stomaco, la stitichezza e la nausea.

Globalmente le sostanze fitochimiche contenute nei frutti del Carvi aumentano la secrezione di succo gastrico ed hanno effetto colagoghi; stimolano l’appetito e facilitano i processi digestivi [8].

Il cumino è tradizionalmente raccomandato nella medicina tradizionale persiana, anche attualmente, per alleviare la flatulenza poiché agisce migliorando i sistemi digestivi facilitando l’eliminazione dei gas accumulati nel tratto gastrointestinale che contribuiscono a provocare il dolore addominale.

In Persia un pluricomposto contenente Trachyspermum ammi (Ajwain), Pimpinella anisum (Anice verde) e Carum carvi (Cumino) viene consigliato tre volte al giorno per contrastare il meteorismo [9] e Ibn Sina, celebre medico dell’antica Persia, lo prescriveva per la perdita di peso [10], per il mal di stomaco, per le eruttazioni, la flatulenza e gli spasmi intestinali [11]. Il carvi è il costituente principale del Safoof-e-Mohazzil che è un pluri composto tradizionalmente consigliato per la perdita di peso [12]. Sempre la medicina tradizionale persiana ci tramanda l’uso del Carvi come anti epilettico [13] mentre, in Indonesia le foglie del Cumino associate all’aglio vengono utilizzate nelle forme infiammatorie cutanee eczematose.

Alcuni composti del cumino, assunto come tè, si ritrovano nel latte materno e facilitano, con effetto anticolico, i processi digestivi del lattante [14] mentre un unguento a base di frutti di cumino e vaselina viene utilizzato come anti-scabbia.

Dai frutti del Cumino si estrae un olio essenziale (3-7%,) dal prezioso valore terapeutico, utilizzato in molte formulazioni dai tempi antichi.

Miscele di olio di Cumino, olio di Oliva e olio di Timo, oppure di olio di Cumino estratto in etanolo ed olio di Ricino, vengono impiegate per il trattamento della scabbia ed in generale delle micosi [15,16].

Alcune gocce di olio oppure di olio essenziale di Cumino, mescolate con olio di Oliva, possono essere applicate e massaggiate topicamente in regione addominale, per facilitare la funzione digestiva e alleviare coliche e flatulenza [17].

5. I. Rasooli, A. Allameh, Chapter 32—caraway (Carum carvi L.) essential oils, in Essential oils in food preservation, flavor and safety, ed. by V.R. Preedy (Academic Press, San Diego, 2016), pp. 287–293
6. Malhotra (ed.), Caraway. Handbook of Herbs and Spices, vol.3 (Elsevier, Amsterdam, 2006), pp. 270–298
7. M. Attokaran, Natural food flavors and colorants (Wiley, New Jersey, 2017, pp. 107–109
8. K. Peter, Handbook of herbs and spices (Woodhead Publishing, Cambridge, 2006)
9. Larijani, Bagher, et al. “Prevention and Treatment of Flatulence From a Traditional Persian Medicine Perspective.” Iranian Red Crescent Medical Journal 18.4 (2016).
10. Nasser, Mona, Aida Tibi, and Emilie Savage-Smith. “Ibn Sina’s Canon of Medicine: 11th century rules for assessing the effects of drugs.” Journal of the Royal society of Medicine 102.2 (2009): 78-80.
11. Johri, R. K. “Cuminum cyminum and Carum carvi: An update.” Pharmacognosy reviews 5.9 (2011): 63.
12. Agrahari, Pooja, and Dinesh Kumar Singh. “A review on the pharmacological aspects of Carum carvi.” Journal of Biology and earth sciences 4.1 (2014): 1-13.
13. Gorji, A., and M. Khaleghi Ghadiri. “History of epilepsy in Medieval Iranian medicine.” Neuroscience & Biobehavioral Reviews 25.5 (2001): 455-461.
14. E ´. Ne´meth, Caraway: the genus Carum (CRC Press, Boca Raton, 2003)
15. J.S. Pruthi, Minor spices and condiments: crop management and post-harvest technology (Indian Council of Agricultural Research, New Delhi, 2001)
16. J.A. Duke, Handbook of medicinal herbs (CRC Press, Boca Raton, 2002)
17. A. O_zarowski, W. Jaroniewski, J. Muszyn´ski, Ros´liny lecznicze i ich praktyczne zastosowanie, edn. (Instytut Wydawniczy Zwia˛zko ´w Zawodowych, 1987)

La composizione chimica del cumino in breve

Dai frutti del cumino si ottengono diversi composti tra cui un olio essenziale (3-7%), acidi grassi (10-18%), proteine (20%), carboidrati (15%) [18], acidi fenolici (acido caffeico), flavonoidi (quercetina, kempferolo) [19, 20]; nell’estratto acquoso dei frutti si ritrovano analogamente tannini, alcaloidi e terpenoidi [21]. L’olio di cumino è presente in tutte le parti di pianta, ma la sua concentrazione è più alta nei suoi frutti e la forma estrattiva generalmente impiegata è l’ idro-distillazione.

Il Carvone ed il limonene sono due dei componenti principali dell’olio essenziale di Cumino, che ne rappresentano circa il 95%.

Il carvone è un terpenoide solubile in alcol e cloroformio. I suoi enantiomeri sono entrambi reperibili in natura, soprattutto nell’olio dei semi di cumino dei prati (Carum carvi), del mentastro verde (Mentha spicata) e dell’aneto.

Secondo la Farmacopea Europea i frutti del Cumino dovrebbero contenere minimo il 3% di olio essenziale contenente D-carvone (min. 50-65%) e limonene (fino al 45%) come componenti principali e contenere meno dell’1,5% di carveolo e diidrocarveolo.

Il D-carvone, che deve risultare il principale componente del Carvi, è il responsabile del suo profumo caratteristico [22].

Nello studio viene riportata un’approfondita analisi dei fattori diversi che hanno effetti cruciali sul rendimento e sulla composizione chimica dell’olio olio essenziale di carvi.

18. Olennikov, D. N., and N. I. Kashchenko. “Polysaccharides. Current state of knowledge: an experimental scientometric investigation.” Khimija Rastitel’nogo Syr’ja 1 (2014): 5-26.
19. Escop, E.S.C.o. Phytotherapy, ESCOP Monographs: the scientific foundation for herbal medicinal products (Thieme, Stuttgart, 2003)
20. Sachan, A. K., D. R. Das, and M. Kumar. “Carum carvi-An important medicinal plant.” Journal of Chemical and Pharmaceutical Research 8.3 (2016): 529-533.
21. Showraki, Alireza, Masoumeh Emamghoreishi, and Somayeh Oftadegan. “Anticonvulsant effect of the aqueous extract and essential oil of Carum carvi L. Seeds in a Pentylenetetrazol model of seizure in mice.” Iranian journal of medical sciences 41.3 (2016): 200.
22. De Carvalho, Carla CCR, and M. Manuela R. Da Fonseca. “Carvone: Why and how should one bother to produce this terpene.” Food Chemistry 95.3 (2006): 413-422.

Sintesi degli effetti biologici del Cumino

Secondo recente letteratura scientifica al Cumino si attribuiscono le seguenti attività biologiche:

attività antimicrobica: Complessivamente gli studi scientifici esistenti sono concordi nell’indicare il ruolo antibatterico, anti fungino, anti-candida ed anti aflatossinico dell’olio di Cumino, ed indicano inoltre che i componenti principali dell’olio essenziale di Cumino svolgono un ruolo importante nel determinare i suoi effetti antimicrobici, infatti un alto contenuto di limonene risulta positivamente correlato con una maggiore attività antimicrobica [31]; gli effetti antibatterici ed antimicotici vengono sfruttati sia per l’uso medicamentoso sistemico (intestinale) e topico (dermatologico) sia per scopi conservanti (oltre a quello anti aflatossinico) per l’uso alimentare (per brevità vengono citati per questa voce solo i riferimenti alle generali attività antimicrobiche del Cumino che nello studio vengono riportate con i dettagliati valori microbiologici antinfettivi) [23:34] ;

23. Tarek, Nashwa, et al. “Comparative chemical and antimicrobial study of nine essential oils obtained from medicinal plants growing in Egypt.” Beni-Suef University Journal of Basic and Applied Sciences 3.2 (2014): 149-156.
24. Kwiatkowski, Paweł, et al. “Experimental Paper. Activity of essential oils against Staphylococcus aureus strains isolated from skin lesions in the course of staphylococcal skin infections.” Herba Polonica 63.1 (2017): 43-52.
25. Gniewosz, Małgorzata, et al. “Antimicrobial activity of a pullulan–caraway essential oil coating on reduction of food microorganisms and quality in fresh baby carrot.” Journal of food science 78.8 (2013): M1242-M1248.
26. Skrobonja, Jelica M., et al. “Antifungal properties of Foeniculum vulgare, Carum carvi and Eucalyptus sp. essential oils against Candida albicans strains.” Zbornik Matice srpske za prirodne nauke 124 (2013): 195-202.
27. Kwiatkowski, Paweł, et al. “Antibacterial activity of rosemary, caraway and fennel essential oils.” Herba Polonica 61.4 (2015): 31-39.
28. Razzaghi-Abyaneh, Mehdi, et al. “Chemical composition and antiaflatoxigenic activity of Carum carvi L., Thymus vulgaris and Citrus aurantifolia essential oils.” Food Control 20.11 (2009): 1018-1024.
29. Mardani, Maryam, et al. “Hydroalcoholic extract of Carum carvi L. in oral mucositis: a clinical trial in male golden hamsters.” Oral diseases 22.1 (2016): 39-45.47.
30. Thippeswamy, N. B., K. Akhilender Naidu, and Rajeshwara N. Achur. “Antioxidant and antibacterial properties of phenolic extract from Carum carvi L.” Journal of Pharmacy Research 7.4 (2013): 352-357.
31. Seidler-Łożykowska, Katarzyna, et al. “Microbiological activity of caraway (Carum carvi L.) essential oil obtained from different origin.” Acta Scientiarum. Agronomy 35.4 (2013): 495-500.
32. Meher, Bibekananda. “IMPORTANCE OF SOME HERBAL BIOENHANCERS IN MODERN MEDICINE.” (2016).
33. Fatemi, F., et al. “Biochemical properties of γ‐irradiated caraway essential oils.” Journal of Food biochemistry 35.2 (2011): 650-662.
34. Kwiatkowski, Paweł, et al. “Antibacterial activity of rosemary, caraway and fennel essential oils.” Herba Polonica 61.4 (2015): 31-39.

attività antiossidante: il ruolo antiossidante dell’olio essenziale di Cumino risulta molto interessante verso l’attività dei radicali liberi che determina il deterioramento di diversi composti in più ambiti (es. alimentare) e che nell’organismo è la ragione di disturbi di diversa natura [35].

Nel modello sperimentale l’olio essenziale di Cumino irradiato con carbonio ridotto si è dimostrato in grado di ridurre il radicali DPPH in modo superiore al trolox [36] e nel ratto l’olio di Cumino, somministrato per via orale (10 mg / kg), ha esercitato effetti protettivi nei confronti della nefrotossicità indotta da gentamicina contrastando l’aumento della malondialdeide plasmatica (MDA ed inducendo un aumento di superossido dismutasi (SOD), catalasi (CAT) e glutatione perossidasi (GSHPx) [38]; sempre in un modello di diabete indotto da streptozotocina nel ratto, l’olio essenziale di Cumino, somministrato oralmente (5, 10, 20 mg / kg), ha dimostrato di migliorare i livelli serici di GSH-Px, CAT e SOD e di ridurre i livelli sierici di MDA suggerendo il potenziale ruolo dell’olio essenziale di Cumino nel ridurre lo stress ossidativo nel diabete mellito [39]. Un interessante studio nel modello murino ha concluso che l’olio essenziale di Cumino ha avuto effetti preventivi nei confronti del danno ossidativo settico epatico indotto da legatura cecale e puntura (CLP) dimostrando attività di mieloperossidasi (MPO) e di riduzione della Barriera Antiossidante (T-BAR). L’olio essenziale di Cumino ha dimostrato di poter invertire in modo significativo l’impoverimento del glutatione cellulare epatico (GSH) in modo paragonabile a 10 mg di indometacina e ha dimostrato di avere effetti soppressivi significativi sull’aspartato transaminasi (AST) e sull’alanina-transaminasi (ALT). Nello studio l’olio essenziale di Cumino ha dimostrato di ridurre l’infiltrazione ed il sequestro di leucociti polimorfonucleati (PMN), l’edema interstiziale, la congestione, la necrosi e la gravità dell’indice di danno epatico in modo paragonabile all’indometacina [40]. L’olio essenziale di Cumino somministrato oralmente, nel ratto reso diabetico con streptozotocina, ha dimostrato effetti di normalizzazione dei livelli di GSH-Px rispetto al gruppo di controllo con miglioramenti di lievi alterazioni patologiche dovute alla nefropatia diabetica (danni glomerulari, lieve infiltrazione cellulare nel tessuto interstiziale) [41].

Dosaggi orali di Cumino hanno dimostrato interessanti effetti di riduzione dei livelli dei lipidi intestinali e dei prodotti di perossidazione nel colon parallelamente ad un effetto di incremento di enzimi antiossidanti (SOD, CAT, GSH) e di glutatione reduttasi in ratti con carcinogenesi del colon.

I frutti del Cumino potrebbero contribuire alla riduzione della dimensione del tumore e la relativa l’incidenza. Secondo le conclusioni dello studio il Cumino renderebbe le cellule resistenti all’attacco dei radicali liberi che risultano determinanti nel processo della proliferazione delle cellule cancerose; l’attivazione di enzimi antiossidanti contribuirebbe a ridurre i radicali liberi nei ratti con cancro del colon [42].

Nel modello animale un estratto acquoso di semi di Cumino, somministrato per via orale, ha dimostrato di esercitare effetti protettivi dalla tossicità del Cadmio su fegato, rene e apparato riproduttivo; l’estratto sperimentato nello studio ha ridotto significativamente i livelli degli enzimi AST e ALT inoltre è stato osservato che nel gruppo trattato il livello di creatinina aveva gli stessi valori del gruppo di controllo. Sempre nello studio è stata osservato un aumento della capacità antiossidante totale con una riduzione significativa dei livelli serici di malondialdeide (MDA); i campioni istologici del fegato dei ratti del gruppo trattati mostravano strutture normali con forte reattività degli epatociti alla colorazione con fucsina. Nei ratti esposti alla tossicità del Cadmio il pre-trattamento con estratto di semi di Cumino ha migliorato la struttura istopatologica tubulare del rene con un miglioramento delle funzioni epatiche dedotto dalla normalizzazione degli enzimi epatici; complessivamente il Cumino ha determinato effetti di contrasto dei cambiamenti istologici indotti dal cadmio sul fegato [43].

In un modello animale di mucosite orale indotta con 5-fluorouracile, un estratto idroalcolico applicato topicamente, ha migliorato i paramenti istologici indicando la capacità del Cumino di ridurre lo stress ossidativo sulla mucosa orale [37].

L’olio di Cumino estratto a freddo offre un alto contenuto fenolico totale che dimostra una elevata attività scavenging in diversi sistemi ossidativi inibendo anche i fenomeni ossidativi sulle LDL umane [44] ; in generale l’olio di Cumino ad alto contenuto fenolico totale dimostra un buon potere riducente in diversi modelli di ossidazione in vitro [45] ; sempre in generale è stato osservato che un alto contenuto in flavonoidi ed alcuni composti simil steroidali contenuti nel Cumino sono in grado di inibire l’espressione del gene CYP1A1, a livello del mRNA, che genera metaboliti reattivi tossici o cancerogeni con alta affinità di legame al DNA [47].

35. Suhaj, Milan. “Spice antioxidants isolation and their antiradical activity: a review.” Journal of food composition and analysis 19.6-7 (2006): 531-537.
36. Fatemi, F., et al. “Biochemical properties of γ‐irradiated caraway essential oils.” Journal of Food biochemistry 35.2 (2011): 650-662.
37. M. Mardani, S.M. Afra, N. Tanideh, A.A. Tadbir, F. Modarresi, O. Koohi-Hosseinabadi, A. Iraji, M. Sepehrimanesh, Oral Dis. 22, 39–45 (2016)
38. Erjaee, Hoda, Fatemeh Azma, and Saeed Nazifi. “Effect of caraway on gentamicin-induced oxidative stress, inflammation and nephrotoxicity in rats.” Veterinary Science Development 5.2 (2015).
39. Erjaee, Hoda, et al. “The effect of caraway (Carum carvi L.) on the blood antioxidant enzymes and lipid peroxidation in streptozotocin-induced diabetic rats.” Comparative Clinical Pathology 24.5 (2015): 1197-1203.
40. Fatemi, F., et al. “Hepatoprotective effects of γ-irradiated caraway essential oils in experimental sepsis.” Applied Radiation and Isotopes 68.2 (2010): 280-285.
41. El-Soud, Neveen H. Abou, et al. “Renoprotective effects of caraway (Carum carvi L.) essential oil in streptozotocin induced diabetic rats.” Journal of Applied Pharmaceutical Science 4.2 (2014): 27.
42. Kamaleeswari, Muthaiyan, and Namasivayam Nalini. “Dose‐response efficacy of caraway (Carum carvi L.) on tissue lipid peroxidation and antioxidant profile in rat colon carcinogenesis.” Journal of pharmacy and pharmacology 58.8 (2006): 1121-1130.
43. Abdel-Wahab, Ahmed, Abdel-Razik Hashem Abdel-Razik, and Rabie Lotfy Abdel Aziz. “Rescue effects of aqueous seed extracts of Foeniculum vulgare and Carum carvi against cadmium-induced hepatic, renal and gonadal damage in female albino rats.” Asian Pacific journal of tropical medicine 10.12 (2017): 1123-1133.
44. Yu, Liangli Lucy, Kequan Kevin Zhou, and John Parry. “Antioxidant properties of cold-pressed black caraway, carrot, cranberry, and hemp seed oils.” Food chemistry 91.4 (2005): 723-729.
45. Bamdad, Fatemeh, Mahdi Kadivar, and Javad Keramat. “Evaluation of phenolic content and antioxidant activity of Iranian caraway in comparison with clove and BHT using model systems and vegetable oil.” International journal of food science & technology 41 (2006): 20-27.
46. Škrovánková, Soňa, Ladislava Mišurcová, and Ludmila Machů. “Antioxidant activity and protecting health effects of common medicinal plants.” Advances in food and nutrition research. Vol. 67. Academic Press, 2012. 75-139.
47. Naderi-Kalali, B., et al. “Suppressive effects of caraway (Carum carvi) extracts on 2, 3, 7, 8-tetrachloro-dibenzo-p-dioxin-dependent gene expression of cytochrome P450 1A1 in the rat H4IIE cells.” Toxicology in vitro 19.3 (2005): 373-377.

attività ipoglicemizzante: in uno studio l’olio essenziale di carvi, somministrato per via orale, ha ridotto significativamente la glicemia a digiuno nel sangue di ratti resi diabetici con streptozotocina [48], mentre in un altro studio sempre condotto su ratti resi diabetici con streptozotocina, dosaggi orali di olio di Cumino hanno ridotto la glicemia in modo statisticamente significativo, con effetto dose-dipendente in assenza di variazioni dei livelli plasmatici di insulina [49] ; pertanto la capacità dell’olio di Cumino di ridurre la glicemia sarebbe regolato da un meccanismo indipendente dal meccanismo di secrezione dell’insulina [50]. L’attività antiossidante dell’olio di Cumino potrebbero essere coinvolta negli effetti antidiabetici dell’olio di Cumino;

48. El-Soud, Neveen H. Abou, et al. “Renoprotective effects of caraway (Carum carvi L.) essential oil in streptozotocin induced diabetic rats.” Journal of Applied Pharmaceutical Science 4.2 (2014): 27.
49. Erjaee, Hoda, et al. “The effect of caraway (Carum carvi L.) on the blood antioxidant enzymes and lipid peroxidation in streptozotocin-induced diabetic rats.” Comparative Clinical Pathology 24.5 (2015): 1197-1203.
50. Ene, A. C., E. A. Nwankwo, and L. M. Samdi. “Alloxan-induced diabetes in rats and the effects of Black caraway (Carum carvi L.) oil on their body weights.” Journal of Pharmacology and Toxicology 3.2 (2008): 141-146.

attività antinfiammatoria: l’olio essenziale di Carvi somministrato per via orale ha dimostrato di ridurre le citochine pro infiammatorie (IFN-c, IL-6 e TNF-a) in ratti esposti a gentamicina [51] e le somministrazioni orale e intraperitoneali di un estratto idroalcolico di Cumino e del suo olio essenziale, in un modello immunologico di colite indotta da acido trinitrobenzenico solfonico (TNBS), nei ratti ha ridotto le lesioni del tessuto del colon e l’indice di colite in modo paragonabile al prednisolone e all’Asacol; nello stesso studio è stato osservato che l’estratto di Cumino ed il suo olio essenziale hanno ridotto il processo infiammatorio e l’infiltrazione dei globuli bianchi nel muco e negli strati sub-mucosi [52]. Gli effetti generali immunologici del Carvi sono ben stati confermati [53]. Pertanto il Cumino può essere ritenuto un buon candidato nella gestione di disturbi con componente infiammatoria come la Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS) o come coadiuvante nelle malattie infiammatorie intestinali (IBD);

51. Erjaee, Hoda, Fatemeh Azma, and Saeed Nazifi. “Effect of caraway on gentamicin-induced oxidative stress, inflammation and nephrotoxicity in rats.” Veterinary Science Development 5.2 (2015).
52. Keshavarz, A., et al. “Effects of Carum carvi L.(Caraway) extract and essential oil on TNBS-induced colitis in rats.” Research in pharmaceutical sciences 8.1 (2013): 1.
53. E Al-Snafi, Ali. “Immunological effects of medicinal plants: a review (Part 2).” Immunology, Endocrine & Metabolic Agents in Medicinal Chemistry (Formerly Current Medicinal Chemistry-Immunology, Endocrine and Metabolic Agents) 16.2 (2016): 100-121.

attività anticonvulsivante: Sulla base delle credenze popolari gli effetti antiepilettici del Cumino [54] sono stati oggetto di uno studio nel quale un estratto acquoso di Cumino ed il suo olio essenziale sono stati somministrati in un modello animale, a diversi dosaggi, per iva intra peritoneale, confrontando gli effetti con quelli di diazepam; nello studio le convulsioni sono state indotte con pentilentetrazolo (PTZ); nello studio è stato osservato che le due forme estrattive del Cumino hanno ridotto, in modo dose dipendente, il tempo di latenza dell’insorgenza di mioclonica e convulsioni cloniche; i risultati dello studio hanno evidenziato che le due forme estrattive di Cumino hanno esercitato effetti preventivi nei confronti dell’insorgenza di convulsioni e della morte indotte con pentilentetrazolo. Gli effetti anticonvulsivanti sono risultati maggiori per l’olio essenziale rispetto all’estratto acquoso ed entrambe le due forme estrattive non hanno dimostrato effetti diretti sulla coordinazione muscolare [55] ;

54. Gorji, A., and M. Khaleghi Ghadiri. “History of epilepsy in Medieval Iranian medicine.” Neuroscience & Biobehavioral Reviews 25.5 (2001): 455-461.
55. Showraki, Alireza, Masoumeh Emamghoreishi, and Somayeh Oftadegan. “Anticonvulsant effect of the aqueous extract and essential oil of Carum carvi L. Seeds in a Pentylenetetrazol model of seizure in mice.” Iranian journal of medical sciences 41.3 (2016): 200.

attività diuretica: nella medicina tradizionale in Marocco i frutti maturi del Cumino sono usati come diuretici. Per confermare gli effetti biologici diuretici del Cumino uno studio sul ratto Wistar ha valutato la somministrazione acuta e subcronica di 100 mg/kg di un estratto acquoso di semi di Cumino, in confronto a 10 mg/kg di furosemide. I risultati dello studio hanno evidenziato che l’estratto di semi di Cumino ha stimolato la diuresi incrementando il volume totale di urina escreta in modo paragonabile alla furosemide tuttavia senza modificare l’escrezione di K e Na urinario ed analogamente l’estratto in questione non ha indotto modificazioni dei livelli plasmatici di K e Na. Nello studio l’estratto acquoso di Cumino, somministrato per 8 giorni, ha dimostrato potenti effetti diuretici senza modificare l’escrezione di K urinario e senza indurre tossicità renale [56] ;

56. Lahlou, Sanaa, et al. “Diuretic activity of the aqueous extracts of Carum carvi and Tanacetum vulgare in normal rats.” Journal of Ethnopharmacology 110.3 (2007): 458-463.

attività anti-colesterolemica: l’estratto acquoso di semi di Cumino ha dimostrato di ridurre il colesterolo ed i trigliceridi in ratti sani e resi diabetici con streptozotocina. In uno studio, una singola somministrazione (20 mg/kg) di un estratto acquoso di semi di Cumino, nei ratti sani, ha ridotto, in 6 ore, il livello plasmatico dei trigliceridi e del colesterolo totale mentre la singola somministrazione dello stesso dosaggio, nei ratti resi diabetici con streptozotocina, ha determinato solo una riduzione del colesterolo plasmatico e non dei trigliceridi. La somministrazione invece continuativa del preparato per 15 giorni, ha ridotto in modo statisticamente significativo i trigliceridi plasmatici sia nei ratti sani sia in quelli resi diabetici con streptozotocina [57] ;
57. Lemhadri, A., et al. “Cholesterol and triglycerides lowering activities of caraway fruits in normal and streptozotocin diabetic rats.” Journal of ethnopharmacology 106.3 (2006): 321-326.

attività sugli organi riproduttivi: la cultura medica in Egitto ha sfruttato il Cumino come modulatore della funzione sessuale e della fertilità femminile [58-59] ;

58. Abdel-Wahab, Ahmed, Abdel-Razik Hashem Abdel-Razik, and Rabie Lotfy Abdel Aziz. “Rescue effects of aqueous seed extracts of Foeniculum vulgare and Carum carvi against cadmium-induced hepatic, renal and gonadal damage in female albino rats.” Asian Pacific journal of tropical medicine 10.12 (2017): 1123-1133.
59. Thakur, Shweta, et al. “Effect of Carum carvi and Curcuma longa on hormonal and reproductive parameter of female rats.” International Journal of Phytomedicine 1.1 (2009).

altre attività biologiche: Le proprietà farmacocinetiche del paracetamolo (somministrazione orale e intraperitoneale) sono influenzate dall’assunzione cronica di olio di Cumino [60]. La somministrazione di estratto non oleoso di Cumino (100 mg/kg/die) unitamente a rifampicina, isoniazide e pirazinamide in 20 volontari sani, ha dimostrato di aumentare i livelli plasmatici degli antibiotici aumentandone gli indici di biodisponibilità Cmax e AUC [61]. In altri studi il Cumino ha potenziato l’azione di rifampicina, isoniazide e pirazinamide nei ratti [62, 63]. L’olio essenziale di Cumino ha dimostrato di inibire, in modo dose-dipendente, la contrazione tonica correlata a KCl (80 mM) e la contrazione fasica all’acetilcolina (320 nM) nell’utero del ratto implicando la potenziale utilità dell’olio essenziale di Cumino nel controllo dello spasmo uterino [64] Nella mucca in allattamento, l’aggiunta di 0,2 e 1 g di olio di Carvi per ogni chilo di sostanza secca alimentare, per 24 giorni, non ha avuto alcun effetto sul consumo di cibo, sull’emissione di metano e sulla produzione di latte, tuttavia il latte aveva un aroma migliore e più fresco [65]. L’olio di Cumino, aggiunto al mangime del maialino in fase di svezzamento, non ha dimostrato effetti di promozione della crescita [66]. L’olio di Cumino, e particolarmente il carvone, si dimostrano buoni inibitori della germinazione della patata [67]. La polvere di semi di Cumino dimostra attività molluschicida e l’estratto etanolico (140,58 mg / L in 96 ore e 130,61 mg / L in 24 ore) dimostra una evidente attività contro la lumaca Lymnaea acuminata probabilmente per il contenuto di limonene degli estratti [68].

60. I. Samojlik, Isidora, et al. “Herb-drug interactions: the influence of essential oil of caraway (Carum carvi L.) on the pharmacokinetics of paracetamol.” BMC Pharmacology and Toxicology. Vol. 13. No. 1. BioMed Central, 2012.
61. Choudhary, Naiyma, et al. “Effect of Carum carvi, a herbal bioenhancer on pharmacokinetics of antitubercular drugs: A study in healthy human volunteers.” Perspectives in clinical research 5.2 (2014): 80.
62. Sachin, B. S., et al. “Herbal modulation of drug bioavailability: enhancement of rifampicin levels in plasma by herbal products and a flavonoid glycoside derived from Cuminum cyminum.” Phytotherapy Research: An International Journal Devoted to Pharmacological and Toxicological Evaluation of Natural Product Derivatives 21.2 (2007): 157-163.
63. Sachin, B. S., et al. “Pharmacokinetic interaction of some antitubercular drugs with caraway: implications in the enhancement of drug bioavailability.” Human & experimental toxicology 28.4 (2009): 175-184.
64. Sadraei, Hassan, Alireza Ghannadi, and Maryam Takei-bavani. “Effects of Zataria multiflora and Carum carvi essential oils and hydroalcoholic extracts of Passiflora incarnata, Berberis integerrima and Crocus sativus on rat isolated uterus contractions.” International Journal of Aromatherapy 13.2-3 (2003): 121-127.
65. Lejonklev, Johan, et al. “Effect of oregano and caraway essential oils on the production and flavor of cow milk.” Journal of dairy science 99.10 (2016): 7898-7903.
66. Schöne, F., et al. “Effects of essential oils from fennel (Foeniculi aetheroleum) and caraway (Carvi aetheroleum) in pigs.” Journal of animal physiology and animal nutrition 90.11‐12 (2006): 500-510.
67. Hartmans, Klaasje J., et al. “The use of carvone in agriculture: sprout suppression of potatoes and antifungal activity against potato tuber and other plant diseases.” Industrial Crops and Products 4.1 (1995): 3-13.
68. Kumar, Pradeep, and D. K. Singh. “Molluscicidal activity of Ferula asafoetida, Syzygium aromaticum and Carum carvi and their active components against the snail Lymnaea acuminata.” Chemosphere 63.9 (2006): 1568-1574.

L’efficacia del Cumino nei test clinici sull’uomo

Cumino nel trattamento della funzione tiroidea
Il Cumino ha aumentato il livello di TSH in pazienti con carcinoma papillare della tiroide in trattamento con dose fissa di levotiroxina. Una capsula di Cumino (40 mg/ kg) al giorno aggiunta a Levotiroxina, in pazienti con ipotiroidismo, ha determinato l’aumento del livello di TSH in due settimane. Cinque mesi dopo la sospensione del Cumino, il livello di TSH è ritornato al livello normale. I livelli di T4 e T3 sono diminuiti con il consumo di Cumino [69]. Gli effetti migliorativi del Cumino su T3 e T4, l’effetto decrescente sul TSH [70] ed i suoi effetti anti-ipotiroidismo, stimolano il metabolismo aiutando a ridurre il grasso corporeo e il peso corporeo [71].

69. Naghibi, Seyede Maryam, et al. “Carum induced hypothyroidism: an interesting observation and an experiment.” DARU Journal of Pharmaceutical Sciences 23.1 (2015): 5.
70. Dehghani, F., M. R. Panjehshahin, and Z. Vojdani. “Effect of hydroalcoholic extract of caraway on thyroid gland structure and hormones in female rat.” iranian Journal of Veterinary research 11.4 (2010): 337-341.
71. Kazemipoor, Mahnaz, et al. “Preliminary Safety Evaluation and Biochemical Efficacy of a Carum carvi Extract: Results from a Randomized, Triple‐Blind, and Placebo‐Controlled Clinical Trial.” Phytotherapy research 28.10 (2014): 1456-1460.

Il Cumino nel trattamento dell’obesità
Secondo gli antichi testi della medicina Unani, l’obesità (Saman-e-Mufrat) è definita come un eccessivo accumulo di grasso nel corpo, cioè una malattia “flegmatica” (secondo la teoria umorale “flegma” è uno dei quattro umori fondamentali del corpo considerato causa della debolezza e della pigrizia) in cui appunto prevale “balgham”. “Flegma” determina l’eccessiva viscosità del sangue e la costrizione dei vasi sanguigni; la conseguente deposizione di grasso impedisce l’ossigenazione degli organi, causando anche la morte. In questi sistemi di medicina tradizionale viene raccomandato di assumere due volte al giorno 5 g di “Safoof-e-Muhazzil” insieme a 20 ml di “Arq-e-Zeera” (acqua di Cumino o distillato di Cumino contenente gli oli essenziali).
Uno studio clinico in triplo cieco, controllato verso placebo, ha valutato, l’efficacia di un estratto acquoso e di un estratto oleoso di Cumino sulla perdita di peso in donne in sovrappeso con BMI 25-39,9 kg / m2.
Ai pazienti di ciascun gruppo è stato raccomandato di assumere 30 ml di uno dei due estratti di Cumino oppure placebo, 20 minuti prima di pranzo, per 3 mesi. I pazienti sono stati visitati ogni settimana per tutto il trattamento monitorando eventuali effetti collaterali, parametri clinici, parametri ematici e biochimici.
Al termine dello studio il peso medio, l’indice BMI, la circonferenza della vita, il rapporto vita-fianchi e la percentuale di grasso corporeo sono risultati significativamente diminuiti nei gruppi trattati con entrambi gli estratti di Cumino. Nel gruppo trattato con estratto acquoso di Cumino si è osservato anche un aumento della massa muscolare. I parametri clinici vitali, inclusa la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa sistolica e diastolica, il peso delle urine e il profilo lipidico non hanno avuto alcuna differenza significativa rispetto al gruppo placebo [72].
In un altro studio condotto su pazienti in sovrappeso, dopo 90 giorni di trattamento con un estratto oleoso di Carvi, è stata osservata una significativa riduzione del livello di appetito e dell’assunzione di carboidrati rispetto al placebo, senza nessun effetto significativo sull’assunzione di grassi e proteine. Nello studio tutti gli indici antropometrici (circonferenza della vita, rapporto vita-fianchi, circonferenza della coscia, e la circonferenza del braccio medio-superiore) hanno mostrato un riduzione significativa nel gruppo trattato con l’olio di Cumino, rispetto al placebo gruppo; nello studio l’estratto di Cumino ha ridotto il livello medio di appetito in modo significativo rispetto al placebo [73].

72. Kazemipoor, Mahnaz, et al. “Antiobesity effect of caraway extract on overweight and obese women: a randomized, triple-blind, placebo-controlled clinical trial.” Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine 2013 (2013).
73. Kazemipoor, Mahnaz, et al. “Slimming and Appetite‐Suppressing Effects of Caraway Aqueous Extract as a Natural Therapy in Physically Active Women.” Phytotherapy Research 30.6 (2016): 981-987.

Il Cumino nel trattamento della dispepsia funzionale
L’uso più importante e tradizionale del Cumino è quello come rimedio per i problemi digestivi. Per la gestione della dispepsia funzionale, l’olio di Cumino è oggi usato anche in combinazione con mentolo o l’olio di menta piperita o con altri officinali tradizionali.

In una sperimentazione clinica, l’efficacia e tollerabilità di una formulazione a base di olio di Cumino e di mentolo è stata confrontata verso placebo in pazienti con dispepsia funzionale (criteri di Roma III) che assumevano anche una terapia farmacologica (PPI, H2RA, anticonvulsivanti, beta-bloccanti, antistaminici, antidepressivi / TCA, modulatori del dolore e antiacidi). Il preparato è stato somministrato due volte al giorno, per 28 giorni, 30-60 minuti prima di un pasto nella prima parte della giornata e prima della cena. Nello studio sono stati valuti i cambiamenti globali della sintomatologia, le impressioni cliniche globali, sicurezza e tollerabilità del preparato. Al termine dello studio nel gruppo trattato è stata osservata una riduzione dei sintomi maggiore rispetto al gruppo placebo. Nel gruppo trattato il 61 % dei pazienti ha definito “buone” ed il 49 % “molto buone” le impressioni sui miglioramenti della sintomatologia clinica globale (p = 0,23) in assenza di eventi avversi gravi [74-75]. Gli effetti sulla dispepsia funzionale dell’olio essenziale di menta piperita sono ben accertati [76]. Un altro studio ha valutato gli effetti di due diverse capsule, una gastroresistente ed una non gastroresistente, contenenti una miscela di olio essenziale di menta piperita ed olio essenziale di Cumino, sul Complesso Motorio Migrante (CMM) in volontari sani; lo studio ha concluso che il preparato in questione ha diminuito il numero e l’ampiezza delle contrazioni in più fasi dell’attività del Complesso Motorio Migrante (CMM). Entrambe le capsule contenenti oli essenziali si sono dimostrate sicure e avevano effetto rilassante sulla muscolatura liscia locale [77].

Un’ulteriore studio clinico ha poi valutato sempre la miscela di oli essenziali di menta piperita e Cumino, in capsula gastroresistente, in 118 pazienti affetti da dispepsia funzionale in confronto agli 30 mg al giorno di cisapride; lo studio ha concluso che dopo 28 giorni di trattamento, valutando il punteggio della scala del dolore (VAS) ed il punteggio della scala della sintomatologia dispeptica (DSS), nei pazienti trattati con la miscela dei due oli essenziali, si è osservata una diminuzione significativa della frequenza del dolore e della sua intensità con effetti paragonabili a quelli ottenuti nel gruppo trattato con cisapride [78].

Uno studio multicentrico prospettico, randomizzato, controllato verso placebo, ha ulteriormente valutato gli effetti di una miscela di olio essenziale di Cumino e menta piperita, in capsula gastroresistente, concludendo che dopo 4 settimane di trattamento il preparato si è dimostrato significativamente superiore al placebo nel migliorare il punteggio del dolore, il punteggio del disagio, l’indice Nepean di dispepsia ed il relativo indice di dispnea; il trattamento è stato ben tollerato e ha migliorato la qualità della vita in pazienti [79].

74. Chey, William D., et al. “Randomized Controlled Trial to Assess the Efficacy & Safety of Caraway Oil/L-Menthol Plus Usual Care Polypharmacy vs. Placebo Plus Usual Care Polypharmacy for Functional Dyspepsia.” Gastroenterology 152.5 (2017): S306.
75. Chey, William D., et al. “Efficacy of caraway oil/l-menthol plus usual care vs placebo plus usual care, in functional dyspepsia patients with post-prandial distress (PDS) or epigastric pain (EPS) syndromes: results from a US RCT.” Gastroenterology 152.5 (2017): S307.
76. Rich, G., et al. “A randomized placebo‐controlled trial on the effects of Menthacarin, a proprietary peppermint‐and caraway‐oil‐preparation, on symptoms and quality of life in patients with functional dyspepsia.” Neurogastroenterology & Motility 29.11 (2017): e13132.
77. Micklefield, G. H., I. Greving, and B. May. “Effects of peppermint oil and caraway oil on gastroduodenal motility.” Phytotherapy Research: An International Journal Devoted to Pharmacological and Toxicological Evaluation of Natural Product Derivatives 14.1 (2000): 20-23.
78. Lin, Xuemei, William C. Orr, and Jiande Chen. “Abt-229 improves gastrointestinal symptoms but has minimal effect on gastric myoelectrical activity in patients with functional dyspepsia.” Gastroenterology 118.4 (2000): A471.
79. Holtmann, Gerald, et al. “Effects of a fixed peppermint oil caraway oil combination (PCC) on symptoms and quality of life in functional dyspepsia.” Gastroenterology 120.5 (2001): A237.

Il Cumino nella gestione della Sindrome dell’intestino Irritabile (IBS)
L’impiego del Cumino come rimedio nella sintomatologia dell’Intestino irritabile è ricorrente in moderni prodotti integratori fitoterapici; in questi prodotti, somministrati per via orale, si sfrutta prevalentemente l’attività carminativa del Carvi. Un singolare trial crossover controllato e randomizzato, ha valutato anche l’efficacia topica di un impiastro di Cumino nel trattamento dell’ IBS, per un periodo di 3 settimane seguite da 2 settimane di “wash-out”; l’impiastro di Cumino è stato confrontato con impacchi caldi o freddi di olio d’oliva; al termine dello studio due terzi dei 48 pazienti, con IBS prevalentemente diarroica (IBS-D), hanno definito il trattamento con l’impiastro di Cumino “buono” o “molto buono” attraverso l’evidenza di una significativa riduzione della gravità dei sintomi rispetto ai pazienti che sono stati trattati con l’impacco di olio di oliva caldo o freddo. Nello studio, nel gruppo trattato con l’impiastro di Cumino, è stato osservato un miglioramento significativo del punteggio totale dell’indice di globale qualità della vita (IBS-QoL) con miglioramenti nei punteggi di tutte le sotto scale come preoccupazione per lo stato di salute, disforia, alterazioni dell’alvo (Scala di Bristol), in assenza di effetti collaterali; nello studio il grado di sollievo determinato dall’impiastro con Cumino è stato definito come adeguato dal 51,8 % dei pazienti. [80]. Nelle formulazioni orali per il trattamento dei disturbi gastrointestinali il Cumino contribuisce al supporto della fisiologica motilità gastrointestinale, come antinfiammatorio, antiossidante ed antiacido [81].

80. Lauche, Romy, et al. “Efficacy of caraway oil poultices in treating irritable bowel syndrome-A randomized controlled cross-over trial.” Digestion 92.1 (2015): 22-31.
81. Wegener, T., and H. Wagner. “The active components and the pharmacological multi-target principle of STW 5.” Phytomedicine 13 (2006): 20-35.

Considerazioni dall’articolo

L’articolo in breve offre una attuale e approfondita revisione sugli effetti del Cumino (Carum carvi) molto nota come spezia alimentare ma che è anche una importante pianta medicinale presente in diversi prodotti farmaceutici, alimentari ed impiegato anche nell’ industria cosmetica. I frutti del Cumino sono usati tutt’ora in diversi sistemi medici tradizionali prevalentemente come curativi nei disordini digestivi ma anche per la gestione di diversi altri disturbi. Dalle osservazioni dei principali sistemi di Medicina Tradizionale per il Cumino prevalgono gli effetti galattogeni e carminativi che risultano superiori ad altri effetti biologici. Sebbene gli studiosi delle medicine tradizionali attribuiscano al Cumino importanti effetti digestivi e favorenti l’appetito, sempre la medicina tradizionale, in particolare quella Unani, attribuisce al Cumino anche effetti anti-obesità, valutati anche in due studi clinici verso placebo; il Cumino dimostra di ridurre i livelli plasmatici dei trigliceridi in condizioni normali e nel modello animale anche nella malattia diabetica indotta con streptozotocina; il Cumino dimostra di migliorare i livelli plasmatici di T3 e T4 ed interagire positivamente con i valori di TSH suggerendo la capacità del Cumino di attivare il metabolismo nell’organismo.

Il prevalente ruolo del Cumino nella gestione della dispepsia funzionale è stato confermato in diversi studi clinici soprattutto in combinazione con l’olio essenziale di menta piperita o con mentolo. Nell’uomo anche l’applicazione topica dell’olio di Cumino, intorno l’addome, dimostra di alleviare i sintomi dell’IBS: L’uso dell’ olio di Cumino non è raccomandato nei neonati per insufficienza di dati, tuttavia può essere usato topicamente come anticolico e agente carminativo nei bambini.

Malgrado i frutti del Cumino siano stati tradizionalmente impiegati nell’uomo per diversi disturbi, gli effetti antiepilettici, antinfiammatori e galattogeni sono stati confermati solo in studi pre-clinici.

Il Cumino offre un elevata resa di olio essenziale e per questo motivo viene largamente impiegato come antiossidante e come conservante anche nell’industria alimentare.

Il Cumino attualmente suscita molto interesse come promotore della biodisponibilità di altre fito molecole.

Le osservazioni dall’uso tradizionale sosterebbero interessanti obiettivi di ricerca sul Cumino come antidolorifico addominale nei bambini. Gli effetti contro le aflatossine, quelli antiossidanti ed antimicrobici, oltre all’impiego come spezia, incoraggiano oggi l’industria a considerarlo come conservante naturale ed antiossidante in alternativa a molecole sintetiche.


Nat Prod Bioprospect. 2019 Jan;9(1):1-11. Epub 2018 Oct 29. PubMed

Caraway as Important Medicinal Plants in Management of Diseases.

Mahboubi M(1)

Author information:

(1)Medicinal Plants Research Department, Research and Development, TabibDaru Pharmaceutical Company, Kashan, Iran.

Abstract

Carum carvi or caraway is traditionally used for treatment of indigestion, pneumonia, and as appetizer, galactagogue, and carminative. Essential oil, fixed oil and many other valuable extractive compounds with industrial applications are prepared from caraway. This review article has new deep research on caraway as medicinal plant. For preparing the manuscript, the information was extracted from accessible international databases (Google scholar, PubMed, Science direct, Springer, and Wiley), electronic resources and traditional books by key word of caraway or Carum carvi. The results of traditional studies exhibited that the galactagogue and carminative effects of caraway fruits are superior to other effects. Although, the traditional scholars used it as appetizer, while caraway was the main ingredient of anti-obesity drugs in traditional medicine, which has been confirmed in two modern clinical trials of human studies. Caraway oil in combination with peppermint oil or menthol is used for treatment of functional dyspepsia in clinical studies. Caraway oil topically on abdomen relieves the IBS symptoms in patient. Although, the use of caraway oil is not recommended in adults under 18 years due to insufficient data, but it can topically use as anti-colic and carminative agent in children or infants. The anti-aflatoxigenic, antioxidant and antimicrobial effects of caraway oil along with its reputation as spice help the industries to use it as natural preservatives and antioxidant agents.

DOI: 10.1007/s13659-018-0190-x

PMCID: PMC6328425
PMID: 30374904

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