Newsletter Fitoterapia nr. 60 – Settembre 2021

Withania somnifera: un versatile tonico immunitario nel periodo invernale.

 

Journal of clinical medicine, 10(16), 3644. (agosto 2021). PubMed.

Immunomodulatory Effect of Withania somnifera (Ashwagandha) Extract—A Randomized, Double-Blind, Placebo Controlled Trial with an Open Label Extension on Healthy Participants. 

Ajit Tharakan, Himanshu Shukla, Irin Rosanna Benny, Matthan Tharakan, Lekha George and Santhosh Koshy

 

Contesto e premesse

L’imminente cambio di stagione ripropone nella pratica clinica e ormai nelle abitudini della popolazione la preparazione al rinforzamento del sistema immunitario per affrontare al meglio le aggressioni stagionali di freddo, virus e batteri. Questo approccio clinico, che viene ritenuto molto opportuno in pazienti “delicati” o a maggior rischio per costituzione cagionevole oppure perché affetti da patologie croniche respiratorie (Asma – BPCO), oggi viene sempre più spesso gestito, insieme alle strategie vaccinali, anche nei comuni periodi di epidemia influenzale, con il ricorso all’impiego e alla prescrizione di integratori naturali a base di bioattivi ad azione comunemente definita “immunostimolante” spesso derivanti da estratti di piante medicinali, funghi, vitaminici, etc.

Durante la pandemia da Covid-19 questa necessità di “protezione immunitaria“ è stata percepita in modo amplificato tanto che il ricorso a prodotti integratori vitaminici o “immunostimolanti” naturali è aumentato esponenzialmente seguendo anche una crescente necessità, a livello mondiale, di combattere infezioni di origine virale e batterica. La pandemia di COVID-19 ha quindi portato nuove sfide alle scienze biomediche, in particolare per lo sviluppo di terapie efficaci per la prevenzione e il trattamento delle malattie virali acute e indotte dallo stress. Il contesto epidemico da Covid-19 ha inoltre offerto un contesto rilevante per disponibilità di dati relativi ad epidemiologia e patogenesi che hanno consentito, più che in altri periodi, di ottenere prove rilevanti, anche su preparati erboristici dando impulso a studi preclinici e clinici. [1]

Tradizionalmente le piante medicinali più sfruttate per finalità immunostimolanti sono quelle a cui si riconosce una generale capacità di stimolare la risposta immunitaria aspecifica, prevalentemente per attivazione macrofagica, e tra queste si possono ricordare l’Echinacea, l’Uncaria tomentosa, l’Aloe vera, l’Allium sativum etc. oppure alcuni funghi ampiamente sfruttati nella medicina popolare asiatica; molti di questi bioattivi medicinali ricorrono anche nella classica fitoterapia occidentale.

Più recentemente la ricerca scientifica si è particolarmente concentrata con nuovi studi su un gruppo di piante medicinali, tradizionalmente considerate adattogene, che offrono un’azione farmacologica anche molto utile per favorire la generale efficienza immunitaria ed agire come significativi protettori naturali nei confronti di diverse patologie ed in particolare di quelle respiratorie. Queste piante medicinali si distinguono per la loro azione sul sistema immunitario in modo complesso e profondo. Le prove da studi preclinici e clinici su Andrographis paniculata, Eleutherococcus senticosus, Glycyrrhiza spp., Panax spp., Rhodiola rosea, Schisandra chinensis, Withania somnifera, e sulle loro combinazioni (anche con melatonina), suggeriscono che gli adattogeni possono essere utili nella profilassi e nel trattamento delle infezioni virali in tutte le fasi del progressione dell’infiammazione nonché nell’aiutare il recupero dell’organismo (a) modulando l’immunità innata e adattativa, (b) per attività antinfiammatoria, (c) per disintossicazione e riparazione del danno dell’ossidazione indotto dallo stress nelle cellule compromesse, (d) per effetti antivirali diretti di inibizione del docking virale o di replicazione, (e) per miglioramento della qualità della vita durante la convalescenza. [1]

Come noto la patogenesi e la progressione di un’infezione virale è un processo a più fasi [1], che richiede una strategia terapeutica appropriata a partire dall’iniziale risposta di difesa globale dell’organismo all’agente patogeno. [1] In questo processo sono implicate numerose interazioni extra e intracellulari tra i componenti di difesa dell’ospite e i sistemi di regolazione del ciclo di vita cellulare a tutti i livelli: genomico, trascrittomico, proteomico, metabolomico e macrobiotico. [1] Di conseguenza, una prevenzione o un trattamento efficace rispetto ad una infezione virale e ad altre infezioni virali rispondono in modo ottimale ad un intervento farmacologico che agisca a livello della risposta innata e adattiva, degli enzimi metabolizzanti di fase I-III dei sistemi disintossicanti e riparatori, del ciclo di vita e della proliferazione del virus. Questa complessa azione può essere ottenuta con specifici preparati a base di piante medicinali perché queste esercitano azioni polivalenti e pleiotropiche sui sistemi di difesa dell’ospite. È stato ad esempio osservato che più della metà dei soggetti con infezione da SARS-CoV-2 era asintomatica al momento del test [1], il che indica la capacità del sistema immunitario innato di frenare precocemente la progressione dello stadio di invasione del patogeno del COVID-19. Molte pubblicazioni documentano la capacità di numerosi composti naturali del regno vegetale sia di attivare sia di inibire vari componenti del sistema immunitario innato. [1] Nello specifico, miscele complesse di composti naturali (o estratti di piante medicinali) che sinergicamente prendono di mira più elementi delle reti molecolari coinvolte nella risposta di difesa infiammatoria, vengono ritenuti più attivi dei mono-componenti che prendono di mira un solo recettore. [1]

Gli adattogeni sono composti naturali o estratti vegetali antistress che aumentano l’adattabilità, resilienza e sopravvivenza degli organismi. [1] Gli adattogeni aumentano “lo stato di resistenza aspecifica” di organismi [1] rispetto a agenti dannosi [1], inclusi patogeni batterici e virali. Risposte di difesa non specifiche agli agenti patogeni dipendono dalla capacità dell’organismo di riconoscere le caratteristiche degli agenti patogeni conservate dall’evoluzionismo dell’antico sistema immunitario innato, attraverso l’attivazione di un gruppo di proteine e cellule fagocitarie, che si attivano durante le prime ore nei giorni critici dell’infezione per distruggere gli invasori. [1] I meccanismi di base delle risposte immunitarie innate che regolano la difesa innata, ad esempio il riconoscimento di pattern da parte di recettori toll-like (TLR), le defensine, ecc., sono conservate e apparentemente coinvolte nell’immunità innata in tutti gli organismi multicellulari. La loro conservazione durante l’evoluzione mostra l’importanza delle risposte innate nella difesa contro patogeni microbici e virali. [1] Queste piante medicinali offrono meccanismi d’azione multipli [1] in grado di agire a più livelli della risposta immunitaria stimolandola in modo profondo. Withania somnifera Dunal è una pianta medicinale appartenente alla famiglia delle Solanaceae molto nota in India per i suoi effetti adattogeni e tonici nei confronti della stanchezza fisica ed anche mentale poiché offre una generale azione rivitalizzante su più sistemi dell’organismo. Di questa pianta medicinale si impiegano prevalentemente e le radici e le foglie. Gli estratti medicinali delle radici presentano un profilo fitochimico qualitativamente simile a quelli delle foglie ma quantitativamente diverso. Il fitocomplesso di Withania somnifera Dunal si caratterizza per alcune famiglie molecolari rappresentate da lattoni steroidali (withanolidi) e dalle loro forme glicosilate (withanolidi glicosilati) oltre che da alcuni alcaloidi. Withania somnifera è una tra le piante medicinali adattogene più studiate negli ultimi anni non solo per il suo largo impiego per contrastare stanchezza fisica e mentale ma anche per promettenti azioni antitumorali, anti infiammatorie, pro tiroidee.

Alla base dello studio di queste piante medicinali come preventive dei malanni di stagione vi è il postulato che la salute immunitaria sia influenzata da stress, sonno, fattori ambientali. I fattori di stress ambientale possono portare a fluttuazioni della funzione immunitaria tra gli individui. [2][3][4] La percezione dei fattori di stress stagionali ha il potenziale di compromettere la funzione del sistema immunitario, se non contrastata. Il pattern nell’attività corticosurrenale suggerisce un ritmo circannuale dell’immunità cellulare, caratterizzato da depressione invernale e picco estivo nella funzione dei linfociti T. Prove recenti suggeriscono che la funzione immunitaria varia sostanzialmente su base stagionale [2][5] e questa variazione avviene indipendentemente dalle fluttuazioni in prevalenza del patogeno. La fisiologica depressione invernale della funzione immunitaria cellulare porta ipoteticamente a una corrispondente risposta fisiologica dell’organismo che tende ad adattarsi con potenziamento della funzione dei linfociti B. Il sonno è senza dubbio uno stato comportamentale prominente degli esseri viventi e un probabile modulatore della funzione immunitaria. Sia la deprivazione acuta che quella cronica del sonno sono associate a cambiamenti immunitari. [6] Uno studio condotto da MacMurray et al. [7] mostra: (1) una relazione inversa tra temperatura ambiente e livelli sierici di IgG; (2) un livello elevato di IgG sieriche in inverno rispetto all’estate; (3) livelli generalmente più elevati di IgA e IgM sieriche in inverno; (4) una relazione inversa tra l’attività delle cellule B e delle cellule T; e (5) una depressa attività delle cellule T in inverno che è accompagnata da un’attività delle cellule B significativamente elevata. Secondo quanto concluso da diversi studi, le cellule T risultano più basse durante i mesi invernali. [8] In effetti, il deficit energetico diminuirà la conta delle cellule immunitarie e quindi aumenterà la suscettibilità alle infezioni. La bassa concentrazione di DHEA circolante è stata postulata come concomitante di malattie croniche, infezioni e stress. [9] [10] Molte variabili sono in grado di modulare gli effetti dei fattori di stress sul sistema immunitario dell’essere umano e né una predisposizione genetica, né l’esposizione a un agente patogeno, né la l’esperienza di un evento stressante sono in grado, di per sé, di innescare una prevedibile progressione della malattia. Ognuno di questi fattori, invece, contribuisce alle risposte psicologiche e fisiologiche dell’organismo determinando infine il punto di equilibrio tra buona salute e malattia. Diversi linfociti T helper (Th) producono due gruppi di citochine che favoriscono l’immunità cellulo-mediata e infiammatoria (Th1) o l’immunità umorale anticorpo-mediata (Th2). Le citochine Th2, che includono IL-4, generalmente promuovono la funzione dei linfociti B. Questi due gruppi di citochine sono anche antagonisti in quanto l’IFN-γ inibisce la produzione di citochine Th2, mentre IL-4 inibisce la produzione di citochine Th1. In generale, l’equilibrio tra le citochine Th1 e Th2 dipende da molti fattori [11], tra cui la natura dell’antigene, il background genetico dell’ospite e le citochine coinvolte nella interazione primaria delle cellule T con le cellule presentanti l’antigene.

 

Azione immunomodulatoria di Withania somnifera Dunal

Per migliaia di anni, i principali sistemi di medicina tradizionale hanno fatto affidamento su un gruppo di piante medicinali ritenute “ringiovanenti” o “ferma tempo” (Rasayana in Ayurveda) sulla base di una loro primaria conoscenza come piante medicinali adattogene e antistress. In questo gruppo di piante una delle più studiate è la Withania somnifera Dunal (Ashwagandha) e la moderna ricerca scientifica ha concluso che i generali effetti tonici di Withania somnifera dipendono anche da una sua potente capacità di agire in modo complesso sul sistema immunitario potenziandone la fisiologica capacità protettiva nei confronti di agenti esterni ed i fisiologici processi dell’invecchiamento. Questo effetto dipenderebbe tra l’altro da azioni antiossidanti, antinfiammatorie, da modulazione neuro trasmettitoriale, per riduzione dei livelli di cortisolo dipendente da regolazione dell’attività dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, e da altri complessi meccanismi. Evidenze emergenti suggeriscono che queste proprietà di Withania somnifera possano essere correlate ai suoi effetti immunomodulatori grazie all’azione dei withanolidi che sono particolarmente concentrati nelle radici e nelle foglie. Ad esempio nello studio segnalato nella newsletter è stato osservato, nel gruppo di trattamento, un aumento significativo dei linfociti e del conteggio delle immunoglobuline. Withania somnifera è nota per stimolare l’immunità cellulo-mediata, IgM e IgG e per promuovere un notevole miglioramento nella proliferazione e differenziazione dei linfociti come indicato dai marcatori di superficie dei linfociti T (CD3+, CD4+ e CD8+) e linfociti B (CD19+). [12] [13] Sempre nello studio segnalato, si osserva un aumento significativo delle cellule T, delle cellule B e delle cellule NK nel gruppo di trattamento ed analogamente nel gruppo placebo quando è passato al trattamento. È stato clinicamente dimostrato che Withania somnifera migliora la qualità generale e l’efficienza del sonno in soggetti con insonnia e sonno non ristoratore. [6] I risultati dello studio segnalato risultano rilevanti in questo contesto poiché l’estratto di Ashwagandha standardizzato in withanolidi glicosilati è associabile ad aumenti di DHEA-S e abbassamento dei livelli di cortisolo (ormone dello stress). [14] Tandon e Yadav [15] hanno esaminato 30 studi clinici sull’uomo condotti con Withania somnifera, stabilendo una ragionevole sicurezza e efficacia nell’ipotiroidismo subclinico, nello stress cronico, nell’insonnia e ansia, nel miglioramento cognitivo, nell’infertilità e come coadiuvante della chemioterapia. Gli effetti adattogeni fisici sono stati studiati in tre studi clinici, uno dei quali [16] ha riportato un consumo di ossigeno significativamente aumentato, V-max e potenza media assoluta e relativa in condizioni di esercizio con integrazione di Withania somnifera, un esito che può essere rilevante nella convalescenza da malattie respiratorie. Diversi studi in vivo su Withania somnifera suggeriscono la sua capacità di influenzare più livelli della funzione immunitaria che comprendono sia l’immunità innata che adattativa. Diversi studi sugli animali hanno dimostrato che gli estratti alcolici di Withania somnifera aumentano la produzione di globuli bianchi. [17] [18] Molti studi sono stati condotti sulla radice e sulle foglie di Ashwagandha in cui si trova in abbondanza la withaferina A che è un composto associato a una potente attività immunomodulante e antinfiammatoria ed anche estratti di pianta intera dimostrano di favorire l’aumento dell’attività delle cellule immunitarie (macrofagi), di enzimi lisosomiali che agiscono come “disintossicanti” eliminando anche sottoprodotti delle cellule immunitarie. È stato dimostrato che anche gli estratti alcolici della pianta intera di Withania somnifera aumentano l’attività fagocitaria dei macrofagi, riducono le reazioni di ipersensibilità immunitaria, e stimolano la generazione di cellule immunitarie (linfociti T). [19] L’impatto di Withania somnifera sull’immunità adattativa può essere particolarmente utile dopo l’esposizione a patogeni, inclusi batteri e virus. Nei topi a cui è stato somministrato un estratto di foglie di Withania somnifera standardizzato, per 2 settimane è stata osservata una promozione della risposta Th1 attraverso coinvolgimento dell’espressione di interferone-gamma e di linfociti B e miglioramento dell’espressione dei linfociti T (CD3+, CD4+ e CD8+), insieme alla co-stimolazione di CD80 e integrine. [12] Malik et al. nel 2007 hanno dimostrato che l’estratto di radice di Withania somnifera migliora l’immunità cellulo-mediata prevalentemente attraverso il potenziamento dell’immunità Th1. [20] Diversi studi condotti con Withania somnifera hanno mostrato un aumento significativo dei livelli di espressione di cellule CD3+, CD4+, CD8+, CD19+, CD45+ e NK in 30 giorni di trattamento. Nello studio segnalato è stato osservato un ulteriore aumento significativo (rimanendo nel range della normalità) del livello di queste cellule anche nel periodo di estensione di ulteriori di 30 giorni, indicando una immunomodulazione positiva con l’uso continuato di Withania somnifera (60 gg). [44]

Razionali di attività immunomodulatoria. Una prima evidenza è relativa alla capacità degli estratti di Ashwagandha di incrementare la proliferazione cellulare LPS indotta e quella del withanolide A isolato di incrementare la risposta dei linfociti e la proliferazione cellulare nella milza. [35] [21] La proliferazione dei linfociti esercitata da Ashwagandha può verificarsi in situazioni normali, ed anche in casi di elevato livello di infiammazione come dimostrato in un modello di artrite indotta nei ratti nel quale 1.000 mg/kg di estratto al giorno, per una settimana, hanno ridotto la sintomatologia artritica. [23]

Razionali di attività sull’immunosoppressione. È stato inoltre dimostrato che la soppressione dell’attività delle cellule Th1 indotta da desametasone viene contrastata in vitro dai withanolidi mentre solo il withanolide A si dimostra in grado di sopprimere l’espressione di IL-4. [25] In ratti con elevati livelli di corticosteroidi nel siero, l’estratto acquoso della radice di Ashwagandha, è stato in grado di contrastare significativamente la riduzione della conta delle cellule T associandosi ad una riduzione del cortisolo circolante. [26] Il withanolide A isolato è stato in grado di ridurre le concentrazioni di corticosterone (a dosaggi di 0.25-1 mg/kg per via orale), in ratti sottoposti a stress; questo effetto si è associato alla conservazione della funzione dei linfociti T. [21] La witaferina A dimostra di sopprimere la secrezione di IL-10 da parte di cellule mieloidi e di ridurre la formazione di ROS, correlandosi con un meccanismo STAT3 [27], dipendente (Signal transducer and activator of transcription 3); in relazione al coinvolgimento delle MDSCs (Myeloid-derived suppressor cell) la witaferina A ha conservato positivamente l’equilibrio di CD4 +, CD8 + e linfociti T e ridotto peso del tumore nei topi. [27] La secrezione di IL-10 da MDSCs (myeloid derived suppressor cells) è STAT3 dipendente [28] e l’assunzione orale di 100-400 mg/kg di estratto etanolico al 50 %, ha dimostrato di sopprimere l’attività in vivo di STAT3 in nove giorni. [28] La witaferina A e il withanolide A sembrano ridurre la soppressione, indotta da corticosteroidi, dell’attività delle cellule Th1. Questo effetto è in parte dovuto alle capacità antistress di Ashwagandha (per riduzione del cortisolo) ma può anche essere correlato alla inibizione STAT3 che comporta una riduzione della soppressione (non cortisolo dipendente) dei linfociti T. L’espressione di recettori CD4 + e CD8 + recettori su linfociti T, dopo immunosoppressione indotta con ciclosporina, viene in parte preservata da Ashwagandha che tuttavia dimostra (per assunzione orale di 100-200 mg/kg di estratto metanolico al 50%, per 14 giorni) di incrementare intrinsecamente i livelli di questi recettori. [30] L’assunzione orale di 200 mg / kg di estratto di Ashwagandha al giorno, per quattro giorni prima di un’iniezione paclitaxel dimostra di ridurre significativamente la neutropenia indotta dal paclitaxel (Taxolo), sembra essere significativamente ridotta dall’assunzione orale di 200 mg/kg di estratto di Ashwagandha al giorno, per quattro giorni prima dell’iniezione paclitaxel e negli otto giorni successivi [31] è stata osservata una riduzione degli effetti soppressivi sui neutrofili con un aumento della conta degli stessi rispetto al controllo. Nel gruppo trattato con Ashwagandha, nonostante le iniezioni di paclitaxel, gli effetti su granulociti e monociti sono stati paragonabili a iniezioni di 25μg/kg di Colony Stimulating Factor (GM, CSF). [31] Ashwagandha dimostra azioni a supporto del sistema immunitario nei confronti degli effetti immunosoppressori della ciclosporina o del paclitaxel, e gli effetti di contrasto della neutropenia sembrano essere molto efficaci.

Razionali di attività su interferoni e immunoglobuline. In un modello sperimentale, 30 mg/kg di un estratto etanolico al 50% di Ashwagandha somministrati per 15 giorni, dopo la somministrazione dell’antigene specifico SRBC il nono giorno, hanno determinato un titolo anticorpale di immunoglobuline M (IgM) del 128%, mentre il profilo globale dell’immunoglobulina G (IgG) ha evidenziato un miglioramento correlato con un forte aumento, di circa quattro volte, di IgG2a. Ashwagandha dimostra la capacità di incrementare le IgM e IFNy associato anche con la stimolazione di linfociti T. [25]

Razionali di attività sui macrofagi. Nel modello sperimentale nel ratto sottoposto a stress da freddo, Ashwagandha al dosaggio di 512.5 mcg/die, è stato in grado di incrementare la fagocitosi da parte dei macrofagi rispetto al controllo. [33] L’assunzione orale di Ashwagandha, a dosi relativamente basse, sembra contrastare significativamente la riduzione dell’attività dei macrofagi in situazioni di stress. L’ aumento dell’attività di fagocitosi, fino al 142%, è stato osservato in vivo anche in altri studi, somministrando l’estratto metanolico al 70% di Ashwagandha a 20mg/kg, tramite iniezioni intraperitoneali. [34] Un estratto etanolico al 50% di Ashwagandha (30 mg / kg a topi per 15 giorni) ha determinato un aumento della produzione delle IL,12 e del TNF, α ma non della IL-10, in un modello di riduzione dell’attività dei macrofagi indotta con desametasone. [25] Ashwagandha può stimolare l’attività dei macrofagi (produzione nitriti) quando inibita da corticosteroidi esogeni, ma anche in situazioni di normalità.

Razionali di attività sulle Cellule Natural Killer. Ashwagandha da solo o associato ad altre piante medicinali è in grado di stimolare le cellule NK in ratti portatori di tumori. [35] Ciò si verifica in topi portatori di tumore anche con la sola somministrazione orale di 100-400 mg/kg di un estratto etanolico al 50% di radice di Ashwagandha con un aumento della popolazione di cellule NK del 20-40% in nove giorni. [29] Nel modello sperimentale, Ashwagandha si è dimostrato in grado di in grado di aumentare l’attività delle cellule NK e la loro popolazione sia in animali sani sia in quelli portatori di tumori. Nell’uomo, un infuso medicinale contenente Ashwagandha (0,5%), con altre erbe medicinali (per un totale del 4,0%), somministrato a pazienti adulti, che dimostravano una bassa attività delle cellule NK, al dosaggio di 2.06 g per due mesi, ha aumentato l’attività delle cellule NK del 60% in più rispetto all’infuso placebo; [24] questo effetto è stato confermato anche in uno studio più ampio in cui, in due mesi, si è osservato l’aumento dell’attività delle cellule NK che è cessato, in tutti i soggetti della sperimentazione, alla sospensione della somministrazione dell’infuso. [24] In un altro studio, un estratto di radice di Ashwagandha, somministrato due volte al giorno, per quattro giorni insieme a latte intero, ha determinato un aumento delle cellule NK (CD56) e della relativa attività recettoriale anche se con differenze interindividuali. [45] Gli studi sulla matrice umana suggeriscono per Ashwagandha che l’attivazione delle cellule NK osservata nel modello sperimentale sembra valere anche sull’uomo.

Razionali di attività sui linfociti B. Un estratto etanolico al 50% di Ashwagandha, somministrato oralmente nel ratto per 15 giorni (somministrando l’antigene specifico SRBC al giorno 9), a dosaggi di 30 mg/kg, è stato in grado di promuovere la proliferazione di cellule B più di un dosaggio di 10 mg/kg e più del dosaggio maggiore di 100 mg/kg dello stesso estratto, accompagnandosi ad un aumento delle cellule CD19 +. [25] In un modello sperimentale in cui i ratti sono stai esposti all’antigene specifico SRBC, sia in uno stato di normalità sia in uno stato di immunosoppressione indotta con ciclofosfamide, la somministrazione orale di 100-200 mg/kg di estratto metanolico di radice al 50%, sembra aumentare il titolo anticorpale complessivo del 11,16% in condizioni normali e del 14, 30% in condizioni di immunosoppressione, tuttavia con potenza inferiore rispetto al levamisolo utilizzato come farmaco di riferimento di (2,5 mg/kg). [30] Analogamente un aumento del titolo anticorpale è stato osservato in ratti trattati con 20 mg/kg di estratto metanolico al 70% attraverso iniezioni intraperitoneali, tuttavia si è ipotizzato che questo effetto sia stato dovuto al proliferare di cellule che producono anticorpi nella milza. Ashwagandha sembra avere un effetto stimolante indiretto sui linfociti B. [34]

Razionali di attività sui linfociti T. Un estratto etanolico al 50% di Ashwagandha, somministrato oralmente a ratti, per 15 giorni (con somministrazione di antigene specifico SRBC al giorno 9), ha determinato, a dosaggi medi di 30 mg/kg, la promozione della proliferazione delle cellule T, dei CD3 + e del rapporto CD4 + / CD8 + [25]; si è ipotizzato che questo effetto sia dovuto al withanolide A che è in grado di sopprimere l’IL-4 e che è in grado di aumentare l’IFNy e l’IL-1. [25] Questi effetti sono stati osservati in ratti portatori di tumori dove il dosaggio orale di maggior potenza dell’estratto etanolico al 50% è stato di 200 mg/kg. [29] In un altro studio 25-200mg / kg di un estratto metanolico al 50% di Ashwagandha, sono stati in grado di aumentare la secrezione cellulare di IFN-gamma (interferone gamma) con minor potenza di 400 mg/kg dello stesso estratto, e la potenza dell’estratto di Ashwagandha ha superato quella di 2,5 mg/kg di Levamisolo usato come riferimento [30]; l’effetto stimolante su iL-2 a 100-200 mg/kg dell’estratto di Ashwagandha era paragonabile a quello del Levamisolo, ed in entrambi i casi si è osservato un aumento dei recettori CD4 + e CD8 + correlati [30]; questi effetti sono stati anche osservati, con potenza simile, con la sperimentazione di un estratto base acquoso di radice a 100-200 mg/kg [26] ed in vitro, questi effetti, sono risultati significativi con a bassi dosaggi di estratto etanolico al 50%. [29] Ashwagandha sembra avere un effetto stimolante dose-dipendente sulle cellule Th1, e sia in grado di aumentarne il numero di recettori e le citochine che secernono (IFNy e IL-2). Questi effetti si evidenziano dose-dipendenti fino a dosaggi di 200 mg / kg (equivalenti nell’uomo a 32 mg/kg) dell’estratto di radice, e sembrano riferibili anche alla somministrazione orale di dosaggi standard di Ashwagandha. Sempre con l’estratto etanolico al 50% è stata osservata una diminuzione costante, nel range del 15,30% dell’IL-4 così come avviene per dosaggi di 0.1-100 ng ml di withanolide A isolato. [25] [30]29] Viene inoltre osservato, per gli estratti di Ashwagandha, un lieve effetto soppressivo sulle cellule Th2 tuttavia senza alcuna influenza significativa sulla loro funzione, solitamente valutata attraverso la citochina IL-4.

Razionali di attività antibatterica. Ashwagandha sembra essere moderatamente attivo nell’inibire Trichophyton mentagrophytes (valore MIC di 3.125 mg/ml), Staphylococcus aureus (valore MIC di 6,25 mg/ml) e il suo ceppo resistente alla Meticillina noto come MRSA (valore MIC di 12.5 mg/ml). [38] Nella tubercolosi polmonare, si sono ottenute risposte positive somministrando 500 mg di Ashwagandha due volte al giorno per 28 giorni insieme ai farmaci anti-tubercolosi standard (rifampicina, pirazinamide, ethambutol, isoniazide) [39]; nello studio si è notato un aumento significativo delle IgG e delle IgM nonché della conta totale dei globuli bianchi (monociti e eosinofili) senza influenzare neutrofili e linfociti, con una significativa riduzione della carica batterica rispetto al gruppo di controllo. [40]

 

Lo studio in breve 

Un recentissimo (agosto 2021) studio clinico disponibile in PubMed ha valutato gli effetti immunomodulatori di Withania somnifera Dunal sull’uomo. In questo studio randomizzato in doppio cieco, crossover, controllato con placebo, i soggetti sono stati assegnati a ricevere 60 mg di estratto di Withania somnifera o placebo per un periodo di 30 giorni in cieco e per altri 30 giorni successivi in aperto. Lo studio ha concluso che, dopo il periodo di trattamento di 30 giorni in cieco il gruppo di soggetti trattati ha riportato un aumento significativo (p < 0,05) delle Ig (IgA, IgM, IgG, IgG2, IgG3 e IgG4), delle citochine (IFN-γ, IL-4), di TBNK (cellule CD45+, CD3+, CD4+, CD8+, CD19+, NK) mentre le cellule TBNK del gruppo placebo hanno mostrato una diminuzione significativa (p <0,05) mentre le Ig e le citochine non hanno mostrato nessuna variazione (p > 0,05). Nel periodo di estensione dal giorno 30 al giorno 60, i soggetti che erano stati trattati con placebo hanno mostrato un aumento significativo (p <0,05) di Ig, citochine e cellule TBNK e i soggetti che erano stati trattati con Withania somnifera nei primi 30 giorni, hanno mostrato un ulteriore significativo miglioramento (p <0.05) nelle Ig, nelle citochine e nelle cellule TBNK. Non sono stati riportati eventi avversi nello studio. Lo studio ha concluso che l’estratto di Withania somnifera ha migliorato significativamente il profilo immunitario dei soggetti sani modulando le risposte immunitarie innata e adattativa sistemi immunitari. I risultati dello studio suggeriscono che gli estratti di Withania somnifera possono aiutare a rafforzare il sistema immunitario in soggetti a rischio di infezione e durante la diffusione le infezioni.

Premessa dello studio è la conoscenza che il sistema immunitario dei mammiferi (che agisce a tre livelli di difesa attraverso la barriera fisica, il sistema immunitario innato e il sistema immunitario adattativo) [41] risponda agli immunomodulatori che possono essere macroscopicamente classificati in immunostimolanti e immunosoppressori. Gli immunostimolanti migliorano i meccanismi di difesa dell’organismo e sono usati per prevenire infezioni comuni e oggi anche del cancro, mentre gli immunosoppressori sopprimono l’attività del sistema immunitario e prevengono ad esempio la risposta autoimmune e i rigetti nel trapianto d’organo. Gli immunomodulatori di origine vegetale, che sono numericamente rilevanti, rappresentano un promettente campo di ricerca. Tra questi, Ashwagandha (Withania somnifera o WS) è menzionato, sin dall’antichità, nel gruppo di farmaci Rasayana nella medicina tradizione dell’India ed è stato ampiamente studiato come agente immunomodulatore. Withania somnifera Dunal contiene principalmente withanolidi glicosilati che esercitano la loro azione immunomodulante mobilizzando e attivando i macrofagi e inducendo ad esempio la proliferazione negli splenociti murini. [42] È stato ipotizzato che quest’azione immuno-regolatoria cellulare fosse alla base dell’utilizzo come Rasayana in Ayurveda, e che WS potrebbe essere un promettente candidato tra i fito-farmaci per affrontare infezioni virali o microbiche agendo sull’immunità indotta per prevenire o controllare le infezioni. Il coinvolgimento delle cellule immuno-regolatrici da parte di estratti di WS potrebbe avere diverse funzioni, come la regolazione della presentazione dell’antigene e il controllo del microambiente immunosoppressivo insieme a un miglioramento del fisiologico ambiente delle citochine per una fisiologica funzione delle cellule T effettrici. [43]

Questo studio nello specifico è stato condotto per valutare gli effetti immunomodulatori di un estratto di WS, a confronto con placebo, in una popolazione sana di mezza età esposta a influenze ambientali e nel cambiamento stagionale. Questo studio che risulta essere uno dei pochissimi disponibili sugli effetti di WS sull’immunità nell’uomo ha una rilevanza significativa considerando la recente prevalenza di infezioni virali e microbiche in tutto il mondo. [44] Lo studio pilota monocentrico a braccio parallelo, controllato con placebo, in doppio cieco è stato condotto al PGH Hospital di Delhi. Lo studio è stato condotto con un periodo di trattamento di 30 giorni in cieco e con un periodo di estensione in aperto di altri 30 giorni. Nel periodo di estensione è avvenuto il cross-over tra i gruppi trattamento e placebo; in questa fase, nel gruppo originariamente trattato con WS non è stato somministrato placebo ipotizzando effetti di trascinamento degli effetti di WS. L’obiettivo primario dello studio è stato quello di determinare l’effetto immunomodulatore di WS alla fine del periodo di studio dei primi 30 giorni. [44] Per lo studio sono stati arruolati 24 soggetti sani, adulti, di sesso maschile e femminile, e di età compresa tra 45 e 72 anni secondo criteri di inclusione ed esclusione previsti dallo studio. I partecipanti non dovevano aver assunto integratori vitaminici/minerali/dietetici o erboristici 1 mese prima di essere arruolati nello studio e si sono impegnati a non utilizzare altri prodotti come vitamine, minerali, dietetici o erboristici fino al termine dello studio. Nel gruppo di intervento è stato somministrato un estratto etanolico in polvere di radici e foglie essiccate di Withania somnifera. I soggetti sono stati randomizzati a ricevere una dose giornaliera con una capsula da 180 mg che rendeva disponibile 60 mg di WS titolati per 21 mg di withanolidi glicosilati (trattamento) o un placebo (polvere di riso tostato) per 30 giorni in doppio cieco. Dopo la fine del periodo di studio dei primi 30 giorni in doppio cieco, lo studio è stato esteso per altri 30 giorni di trattamento (in aperto) in cui i pazienti trattati con placebo nei primi 30 giorni sono passati al gruppo di trattamento ed i pazienti del gruppo di trattamento hanno continuato l’assunzione del prodotto fino al termine dello studio. [44] Per la valutazione dei risultati sono stati raccolti i campioni di sangue per TBNK, citochine e immunoglobuline (campioni mattutini a digiuno) il giorno della randomizzazione, il 30° giorno (±2 giorni) di studio e al giorno 30 del periodo di estensione dello studio. I campioni di sangue per analisi biochimiche e di sicurezza sono stati raccolti allo screening, il 30° giorno (±2 giorni) di completamento dello studio e il 30° giorno di completamento dell’estensione. [44] Nello studio, tutti i 24 partecipanti selezionati sono stati randomizzati e arruolati nello studio. I partecipanti sono stati iscritti da metà agosto a metà dicembre con variazioni della temperatura nella regione da 34-27 °C a 22-9 °C.

L’analisi intragruppo delle immunoglobuline (Ig) indica che solo il gruppo che ha ricevuto l’estratto di Withania somnifera al posto del placebo ha mostrato un aumento significativo del livello di IgA, IgG2, IgG3, IgG4, IgG e IgM al giorno 30 dello studio. I livelli di tutte le Ig di tutti i partecipanti del gruppo placebo quando sono passati al gruppo di trattamento nel periodo di estensione hanno analogamente mostrato un aumento significativo. I partecipanti che hanno continuato a assumere Withania somnifera per il periodo totale di 60 giorni hanno avuto ulteriormente miglioramenti significativi di tutte le immunoglobuline. L’analisi di Bland-Altman ha indicato una differenza media (bias) tra i due periodi di trattamento (giorno 0-30 e giorno 30-60) in entrambi i gruppi; il dato è risultato statisticamente significativo (p <0.05) e clinicamente rilevante per l’aumento del livello di immunoglobuline nel gruppo trattato per entrambi i periodi. Il gruppo placebo non ha avuto un aumento statisticamente significativo alla fine dei primi 30 giorni, ma quando il gruppo placebo è passato al gruppo di intervento ha dimostrato variazioni statisticamente significative (p <0.05) e clinicamente rilevanti. [44]

L’analisi intragruppo delle citochine indica che il gruppo di trattamento ha mostrato un aumento significativo del livello di IFN (p < 0,001) e IL-4 (p = 0,047) alla fine dei primi 30 giorni di trattamento. I livelli di IFN e i livelli di IL-4 nei partecipanti che sono passati dal gruppo placebo al gruppo di trattamento nel periodo di estensione dello studio hanno mostrato un aumento significativo solo per IFN. I partecipanti che hanno continuato ad assumere il prodotto di trattamento per gli ulteriori 30 giorni non hanno dimostrato ulteriori aumenti significativi dei livelli di IL-4 e nessun ulteriore cambiamento significativo nei livelli di IFN. IFN e IL-4 erano simili tra i gruppi al basale e significativamente aumentati nel gruppo di trattamento solo alla fine dei primi 30 giorni. L’analisi di Bland Altman ha indicato una differenza media (bias) tra i due periodi di tempo (giorno 0-30 e giorno 30-60) in entrambi i gruppi. Questo dato era statisticamente significativo (p < 0,05) e clinicamente rilevante per l’aumento di IL-4 e IFN nel gruppo di trattamento per il primo periodo e non significativo per il secondo periodo. Il placebo non ha avuto un aumento statisticamente significativo per IL-4 e IFN nei primi 30 giorni ma quando il gruppo placebo è passato al gruppo di intervento ha mostrato un aumento statisticamente significativo (p < 0,05) e clinicamente rilevante per IFN ma non per IL-4. [44]

L’analisi intragruppo dei conteggi assoluti dei linfociti nel gruppo di trattamento indicava un aumento significativo del numero di CD45+, CD3+, CD4+, CD8+, CD19+ e cellule CD16+/CD56+ alla fine dei primi 30 giorni dello studio. Il gruppo placebo ha mostrato una significativa diminuzione di CD45+, CD3+, CD4+ e CD8+ e nessun cambiamento significativo di CD19+ e cellule CD16+/CD56+. I livelli di CD45+, CD3+, CD4+, CD8+, CD19+ e CD16+/CD56+ dei partecipanti passati dal gruppo placebo al gruppo di intervento nel periodo di estensione dello studio hanno mostrato un aumento significativo. I partecipanti che hanno continuato il trattamento per il totale periodo di 60 giorni hanno avuto un ulteriore aumento significativo dei loro valori di CD45+, CD3+, CD4+, CD8+, CD19+ e conta CD16+/CD56+. Il rapporto CD4+:CD8+ si è conservato durante lo studio nel gruppo di trattamento nel gruppo placebo alla fine del periodo di proroga. Un’analisi tra i gruppi ha rivelato che CD45+, CD3+, CD4+ e CD8+, CD19+ e CD16+/CD56+ erano simili tra i gruppi al basale e significativamente aumentati nel gruppo di trattamento alla fine dei primi 30 giorni dello studio. L’analisi di Bland-Altman ha indicato una differenza media (bias) tra i due periodi (giorno 0-30 e giorno 30-60) in entrambi i gruppi. Questo dato era statisticamente significativo (p < 0,05) e clinicamente rilevante per l’aumento del livello dei linfociti nel gruppo di trattamento in entrambi i periodi. Il placebo ha mostrato un effetto di diminuzione statisticamente significativo e clinicamente rilevante ad eccezione delle cellule CD19+ e NK, ma il gruppo placebo quando è passato al gruppo di trattamento ha avuto un aumento statisticamente significativo (p <0,05) ed è stato clinicamente rilevante. [44]

Le analisi biochimiche e di sicurezza indicano che nel gruppo di trattamento, c’è stato un aumento statisticamente significativo della conta piastrinica (p = 0,017), della conta assoluta dei neutrofili (p = 0,001), dei linfociti (p < 0,001) e dei leucociti (p < 0,001) alla fine del periodo dei primi 30 giorni dello studio mentre emoglobina, globuli rossi, ematocrito, eosinofili, basofili e monociti non presentavano differenze significative. Nel gruppo placebo le piastrine erano significativamente aumentate (p = 0,006) ma i linfociti significativamente diminuiti (p <0,001) e altri parametri CBC non hanno avuto alcun cambiamento significativo. Nei partecipanti che dal gruppo placebo sono passati al gruppo di trattamento c’è stato un significativo aumento medio di linfociti (p = 0.008) al termine del periodo di estensione di 30 giorni. Nei soggetti che hanno continuato con il trattamento si è verificato un aumento significativo dell’ematocrito (p= 0,021), dei conteggi di piastrine (p = 0,009), neutrofili (p < 0,001), monociti (p = 0,033), linfociti (p = 0,002), e leucociti (p <0,001) mentre il resto dei parametri CBC non ha avuto alcun significativo cambiamento. La creatinina sierica nel gruppo di trattamento è diminuita significativamente dopo 30 giorni (p = 0,020) e 60 giorni (0,007). Nessun evento avverso è stato riportato in entrambi i gruppi durante i periodi di studio. [44]

 

Considerazioni conclusive

Questo studio clinico pilota, randomizzato e controllato dimostra per la prima volta che un estratto di Withania somnifera standardizzato per withanolidi glicosilati possiede potenti proprietà immunostimolanti. Lo studio dimostra per l’estratto in questione l’attività di up-regolazione di Th2 come evidenziato dalla maggiore secrezione di IL-4 insieme all’espressione potenziata di Th1 (IFN-γ) suggerendo fortemente il ruolo positivo di WS in condizioni in cui è richiesta la modulazione Th1/Th2. Withania somnifera ha potenziato la proliferazione di CD4+/CD8+ senza alterarne il rapporto e le cellule NK insieme ad un’aumentata espressione di CD3+/CD19+/CD45+ e ad un aumento della circolazione di anticorpi e cellule che formano anticorpi. I risultati di questo studio dimostrano che WS grazie alla sua attività immunostimolante è una preziosa aggiunta in integratori a base di piante medicinali per il potenziamento dell’immunità. Questi effetti coinvolgono sia l’immunità innata che adattiva. Questo studio clinico è uno dei pochi disponibili che ha mostrato che un estratto di WS standardizzato per withanolidi glicosilati può aumentare entrambe le immunoglobuline, come risposta dell’immunità innata, ed aumenta IFN-gamma e linfociti T CD3+ e CD4+ nell’uomo. I risultati del presente studio sono coerenti con quanto dimostrato in precedenza in vivo, incluso un aumento dei livelli di espressione delle citochine T-helper 1 (Th1), così come della conta delle cellule T CD4+ e CD8+. Allo stesso modo, è emerso con evidenza nello studio un aumento significativo delle cellule CD3+, CD4+, CD8+, CD19+ e NK con 30 giorni di trattamento. Nello studio il livello di IFN-γ risulta aumentato nel gruppo WS rispetto al basale al giorno 30 e dal giorno 30 al giorno 60, l’aumento non è stato elevato nei livelli di IL-4 (intervallo normale IFN-γ (70–200 pg/ml), IL-4 (4–10 pg/ml). Ciò indica che nel gruppo trattato con WS, c’era una polarizzazione iniziale della risposta di tipo Th2 (IL-4) seguita da risposta di tipo Th1 (IFN-γ). Questi risultati suggeriscono che il gruppo di trattamento con Withania somnifera aveva dimostrato un’efficace risposta immunitaria di tipo Th2 (IL-4). L’aumento dei livelli di citochine è stato concomitante anche con un aumento dei linfociti B (CD19+). [44]

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Journal of clinical medicine, 10(16), 3644. PubMed.

Immunomodulatory Effect of Withania somnifera (Ashwagandha) Extract—A Randomized, Double-Blind, Placebo Controlled Trial with an Open Label Extension on Healthy Participants. 

Ajit Tharakan 1, Himanshu Shukla 2, Irin Rosanna Benny 3, Matthan Tharakan 4, Lekha George 5 and Santhosh Koshy 5

Author information:

(1) Department of Cardiothoracic Surgery, Oklahoma Heart Institute, University of Oklahoma College of Medicine, Tulsa, OK 73104, USA;
(2) Department of General Medicine, PGH Hospital, Uttam Nagar, New Delhi 110059, India;
(3) Department of Pathology, Christian Medical College, Vellore 632004, India;
(4) College of Engineering and Natural Sciences, Tulsa University, Tulsa, OK 74107, USA;
(5) Department of Medicine, Texas Tech Health Science University, Lubbock, TX 79430, USA.

 

Abstract

The immunomodulatory effect of Withania somnifera (WS) extract was tested in healthy adults. In this randomized placebo-controlled double-blinded study, subjects were allocated either 60 mg WS extract or placebo. It consists of a blinded 30-day period and an open-label extension study of another 30 days with crossover of only placebo to test. After the 30-day blinded study period, the WS test group reported significant increase (p < 0.05) in Ig’s (IgA, IgM, IgG, IgG2, IgG3 and IgG4), Cytokines (IFN-gamma, IL4), TBNK (CD45+, CD3+, CD4+, CD8+, CD19+, NK cells) whereas in the placebo group TBNK cells showed significant decrease (p < 0.05) and Ig’s and cytokines showed no change (p > 0.05). In the extension period on day 60, the subjects on placebo who were crossed over to the WS test group showed significant increase (p < 0.05) in Ig’s, cytokines and TBNK cells and the subjects who continued on the WS group showed a further significant improvement (p < 0.05) in Ig’s, cytokines and TBNK cells. There were no adverse events reported in the study. WS extract significantly improved the immune profile of healthy subjects by modulating the innate and adaptive immune systems. Boosting the immune system of people at risk of infection and during widespread infections can be targeted with WS extract.

Keywords: Withania somnifera; withanolide glycosides; immunomodulation; immunity; Th1–Th2 pathway.

Copyright © 2021 by the authors. Licensee MDPI, Basel, Switzerland.
PMID: 34441940
DOI: PMC8397213

 

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