Newsletter Fitoterapia nr. 61 – Novembre 2021

Gli oli essenziali come “immunostimolanti naturali”

 

Biomulecules.2020 Aug; 10(8): 1139. PubMed.

Immunomodulatory Activities of Selected Essential Oils. 

Georg Sandner,Mara Heckmann,and Julian Weghuber

 

Nella storia della medicina gli oli essenziali hanno da sempre rappresentato una classe di sostanze ad azione medicamentosa distinta da altre forme estrattive di origine vegetale. Gli oli essenziali infatti sono riconosciuti da sempre come preparati molto attivi che, grazie alla loro elevatissima concentrazione di chemiotipi bioattivi ed alla relativa struttura chimica, sono in grado di distribuirsi velocemente nell’organismo attraverso più vie di somministrazione. Per questi motivi sono da sempre considerati degli ottimi sintomatici e curativi in diversi disturbi sia quando comunemente somministrati localmente sia quando somministrati per via orale o inalatoria. Agli oli essenziali sono sempre state attribuite potenti azioni medicamentose al punto che in Europa, nel Medioevo, caddero in disuso poiché ad essi venivano attribuite azioni demoniache. Gli oli essenziali tornarono progressivamente in uso in epoca rinascimentale, per arrivare al loro massimo sviluppo nel XVIII secolo soprattutto in Francia, dove è nata la più importante scuola di aromaterapia Europea. Gli oli essenziali si distinguono come preparati estrattivi vegetali di elevata potenza medicamentosa che devono essere somministrati, per qualunque via, con perizia ed accortezza tecnico farmaceutica per evitare possibili effetti tossici in particolar modo se somministrati per via orale. Al contrario gli oli essenziali opportunamente diluiti, e inseriti in moderni integratori fitoterapici attraverso specifiche tecnologie farmaceutiche (es. atomizzazione spray drying), rappresentano una eccellente fonte di bioattivi naturali e si dimostrano sicuri e ben tollerati. Negli ultimi anni l’impiego degli oli essenziali, un tempo prescritti in modo “specialistico” da medici fitoterapeuti e aromaterapeuti, è diventato sempre più popolare e diffuso anche in moderni integratori naturali per la gestione di diversi disturbi, compresa la profilassi dei ricorrenti disturbi delle alte vie aeree.

La newsletter si focalizza sui razionali d’azione immunomodulatoria e immunostimolante di alcuni oli essenziali, basandosi sulle conclusioni di alcuni degli articoli scientifici attualmente disponibili sull’argomento e ne propone la lettura di uno [28] di essi, disponibile in PubMed, tra i più recenti.

 

Oli essenziali e funzionalità respiratoria

Gli oli essenziali offrono tradizionalmente numerose azioni medicamentose legate al loro potenziale antimicrobico (comune a tutti i loro costituenti), con proprietà antivirali, antibatteriche e antimicotiche generalmente significative; alla loro capacità di migliorare le funzioni digestive; alle loro azioni sedative/calmanti, analgesiche, antinfiammatorie o antipruriginose (uso locale); alla loro azione a favore della funzionalità respiratoria ben nota per “rallentare” le più comuni sintomatologie invernali. Questi effetti sono generalmente comprovati dall’esperienza tradizionale o da dati scientifici mentre sembrerebbero meno evidenti le funzioni epatoprotettive o modulatrici ormonali. [4]
Alcuni oli essenziali estratti da piante medicinali sono tradizionalmente ritenuti molto utili nella gestione sintomatica dei disturbi da raffreddamento e nel sostenere la funzionalità dell’apparato respiratorio. Questa loro indicazione specifica viene ricondotta alla loro capacità, ben dimostrata anche nella recente letteratura scientifica, di agire con valenza antivirale, antibatterica, antinfiammatoria, antitussiva, decongestionante e broncodilatatrice (Zenzero). Gli oli essenziali occupano da sempre un ruolo importante nella fitoterapia delle infezioni otorinolaringoiatriche e bronchiali, a scopo antisettico, decongestionante o espettorante. Numerosi oli essenziali sono inclusi in numerose Farmacopee Ufficiali ed alcuni di essi sono stati impiegati come uniche sostanze antibiotiche fino all’introduzione degli antibiotici di sintesi. [36]
La lunghissima tradizione d’uso e recente letteratura scientifica confermano la positiva azione prevalentemente “sintomatica” degli oli essenziali nella gestione delle comuni sintomatologie a carico delle vie aeree tuttavia negli ultimi anni si è assistito ad una riscoperta del loro uso profilattico/protettivo che è sempre maggiore anche nell’automedicazione; un certo numero di oli essenziali infatti viene oggi proposto, anche in integratori fitoterapici, per supportare la vigoria del sistema immunitario in inverno, in forma unitaria o in combinazione. Questa moderna proposta d’uso pro immunitaria di alcuni oli essenziali tuttavia non fonderebbe su nuove conoscenze su di essi bensì rappresenterebbe una riscoperta del loro uso, per secoli di pratica medica, come protettori naturali delle vie aeree. Basti pensare, al riguardo, allo storico impiego popolare, comune fino a pochi decenni or sono, di preparati contenenti oli essenziali (es. Canfora), nella gestione e prevenzione delle malattie respiratorie. Il semplice studio delle pratiche cliniche di gestione delle malattie respiratorie nel tardo 1800 [26-8-32-5-35-34] indicano chiaramente il ricorrente uso degli oli essenziali che poi sono stati impiegati come antibiotici naturali fino alla seconda Guerra Mondiale. [36]
Riferimenti storici all’azione protettiva di alcuni oli essenziali sono molto comuni tuttavia una risulta curiosamente interessante: tra il 1628 e il 1631 un’epidemia di peste decimò la città di Tolosa. Morirono tutti, tranne quattro ladri che furono colti nell’atto di derubare i cadaveri. Gli ufficiali del regno chiesero loro il segreto della loro resistenza alla malattia e i ladri confessarono di avere trovato un rimedio a base di oli essenziali di cui si spalmavano quotidianamente il corpo per proteggersi. Questa miscela conteneva principalmente un forte aceto di vino bianco e una dozzina di piante tra cui assenzio, rosmarino, salvia, menta piperita, lavanda, cannella di Ceylon, chiodi di garofano, aglio e canfora. Tutte queste piante sono tradizionalmente note come protettori poiché dotate di un forte potere antimicrobico che si aggiunge al pH sfavorevole (derivante dall’aceto) allo sviluppo di infezioni. Questa composizione è rimasta elencata nella Farmacopea francese come antisettico fino ai primi del Novecento. [17]
L’uso tradizionalmente diffuso degli oli essenziali nella prevenzione delle infezioni invernali fonda sulla loro azione come antisettici anche per inalazione o diffusione. [1] [22] Recente letteratura scientifica suggerisce tuttavia che l’azione preventiva/protettiva degli oli essenziali a favore delle alte vie aeree possa essere motivata anche da una azione sul sistema immunitario, tuttavia questo varrebbe solo per alcuni oli essenziali. [4]
Questi oli essenziali dimostrerebbero infatti una specifica azione immunomodulatoria che ne indicherebbe non solo l’impiego come coadiuvanti sintomatici ma anche come immuno-protettori utili nella profilassi dei comuni malanni di stagione.
Tra gli oli essenziali utili per la funzionalità delle vie respiratorie, a cui si attribuisce anche una azione immunomodulatoria, secondo evidenze scientifiche, vi sono: Boswellia carterii, Canfora (borneolo), Tea tree (Melaleuca alternifolia Cheel.), Ravintsara (Cinnamomum camphora – CT cineolo), Citronella, Zenzero (Zingiber officinale Rosc.), Garofano (Syzygium aromaticum), Lavanda, Timo; ne esistono tuttavia molti altri impiegati in diverse culture etnomedicinali. [4]

 

Razionali generali del meccanismo d’azione pro-immunitario degli oli essenziali

Le attività immunostimolanti ed immunomodulanti degli oli essenziali (EO) sono mediate da molteplici meccanismi: sono stati individuati EO che stimolano il sistema immunitario aumentando la quantità di linfociti circolanti e potenziando la loro attività fagocitaria, migliorando così la clearance batterica. [31] [23] È stato anche dimostrato che gli EO sono in grado di sopprimere le risposte coinvolte nell’infiammazione e diminuire la produzione di citochine interferendo con mediatori chiave delle vie infiammatorie. [12] [11] [20]
Vengono ritenuti oli essenziali “immunomodulanti” quelli che influenzano il sistema immunitario sia migliorando (immunostimolazione) o sopprimendone alcune funzioni attraverso immunosoppressione di alcune vie delle risposte immunitarie (utile quando aiuta a diminuire le risposte infiammatorie e autoimmuni). [7] Vengono ritenuti “immunostimolanti” gli oli essenziali che favoriscono l’attivazione di componenti inattivi del sistema immunitario o per aumento della loro attività. [7] Diverse piante e i loro estratti dimostrano di influenzare le cellule T e la produzione di citochine e anticorpi a livello cellulare e molecolare. [13]
In aromaterapia, in una generale ma non rigida distinzione, gli oli essenziali contenenti fenoli vengono ritenuti prevalentemente “immunostimolanti” mentre gli oli essenziali contenenti monoterpenoli vengono ritenuti prevalentemente “immunomodulanti” anche se offrono anch’essi azioni immunostimolanti; buoni esempi di questa seconda tipologia sono ad esempio quelli di Melaleuca alternifolia (ricca di terpinen-4-olo), quello di Timo satureioides (ricco di borneolo), quello di Thymus vulgaris (ricco di 4- tuianolo). [4] Oli essenziali ad azione immunostimolante sono ritenuti quelli di Ravintsara, Timo e Saro (Cinnamosma fragrans); [4] Faucon (2009) nel “Traité d’aromathérapie scientifique et médicale” ne cita otto ma indica l’esistenza di un numero di oli essenziali pro-immunitari più ampio. [4]
L’azione pro-immunitaria degli oli essenziali è stata osservata attraverso somministrazione locale ed orale ma anche la via inalatoria e di diffusione aerea non dovrebbero essere trascurate a causa delle interazioni tra il sistema immunitario e il sistema neuroendocrino che ne suggerirebbero anche un’azione psicosomatica. [4]
Un esempio dell’azione pro-immunitaria degli oli essenziali è quello dell’olio essenziale di Tea tree (Melaluca alternifolia Cheel.), concentrato in terpinen-4-olo, che ha potenti effetti immunomodulatori in vitro (proliferazione e produzione di mediatori di infiammazione dei macrofagi), ed in vivo anche per diffusione atmosferica. [4] L’olio essenziale di Tea tree in maialini svezzati ha migliorato l’immunità intestinale (mucosa) aumentando i livelli di interleuchina IL-2 e IL-10, così come l’interferone-γ (IFNγ), nel digiuno e nell’ileo. Inoltre, la lunghezza dei villi è stata migliorata da questo trattamento. I dati hanno mostrato che l’olio dell’albero del tè era più efficace degli antibiotici standard. È stato dimostrato che l’olio dell’albero del tè riduce diarrea e migliorare le prestazioni di crescita nei suinetti. [28] Analogamente l’eucaliptolo (1,8-cineolo), concentrato in alcune piante medicinali ed in particolare nell’olio essenziale di Ravintsara (Cinnamomum camphora – CT cineolo), inibisce la produzione di interleuchine pro-infiammatorie nelle popolazioni di linfociti e cellule monocitiche umane in vitro. [4] L’olio essenziale di Zenzero dimostra un’azione immunostimolante (incremento del numero di linfociti) verificata anche in uno studio clinico in pazienti oncologici. [16] Analogamente l’olio essenziale di Niaouli (Melaleuca quinquenervia) induce un aumento del numero di cellule T attivate e di linfociti B circolanti nei topi, a dosi elevate; in vitro, l’olio essenziale di citronella (Cymbopogon) e l’olio essenziale di Boswellia (Boswellia serrata) posseggono effetti immunomodulatori o immunostimolanti; un lavoro condotto su olio essenziale di chiodi di garofano (ed eugenolo) suggeriscono un’azione immunostimolante, in topi immunocompromessi; l’olio essenziale di salvia officinale sembra invece essere privo di azione pro immunitaria così come l’olio essenziale origano che non mostra alcun effetto sui marcatori dell’immunità innata o acquisita. [4] Ad esempio, è stato dimostrato che l’olio essenziale di corteccia di cannella e l’olio essenziale di germogli di chiodi di garofano aumentano l’altezza dei villi nel duodeno, digiuno e ileo dei polli da carne. Anche i titoli anticorpali contro il virus della malattia di Newcastle (pseudopeste aviaria) sono stati aumentati rispetto a quelli dei gruppi di controllo. Pertanto, gli EO sono stati identificati come alternative all’antibiotico negli allevamenti di polli da carne. [28] Inoltre, gli estratti di ginseng e il suo olio essenziale hanno dimostrato di indurre effetti immunostimolanti, ad esempio aumentando il fattore di necrosi tumorale (TNFα) e livelli di IFNγ o per aumento dell’attività fagocitaria. [28]

 

Azione pro-immunitaria degli oli essenziali contenenti 1,8 cineolo (Eucaliptolo)

L’olio essenziale di Ravintsara (Madagascar), similmente all’olio essenziale di Eucalipto concentra in sé un elevatissimo quantitativo (> 50 %) di 1, 8- cineolo (comunemente conosciuto come eucaliptolo), che ne rappresenta l’elemento distintivo dalle specie di canfora asiatiche che invece contengono quantitativi molto inferiori di eucaliptolo e altre sostanze ritenute potenzialmente tossiche. L’eucaliptolo è un monoterpene responsabile di numerose azioni terapeutiche tra cui quelle antinfiammatorie e analgesiche [38] [27] e si accompagna frequentemente al limonene e al terpineolo che sono componenti comuni negli oli essenziali.
Recentemente, sono stati molto studiati gli effetti immunomodulatori di oli essenziali contenenti eucaliptolo (EEO). Serafino et al. [29] hanno studiato l’impatto di questi oli essenziali sui macrofagi derivati da monociti umani (MDM) in vitro mediante microscopia confocale dopo la somministrazione di sfere fluorescenti. I risultati hanno mostrato un’attività fagocitaria drasticamente aumentata negli MDM umani trattati con EEO rispetto a quelli che sono stati trattati con LPS. Nei gruppi di controllo non trattati, il 13,7% delle cellule mostrava attività fagocitaria con una media di 11 sfere fagocitate per cellula. Il trattamento con LPS (per 6 h) ha leggermente aumentato la percentuale di cellule fagocitarie al 18,26% e non ha influito sul numero di sfere fagocitate, mentre il trattamento con EEO (0,008%) ha aumentato la percentuale fagocitaria al 27,1% con una media di 24 sfere fagocitate per cellula (dopo 24 h di trattamento). Analogamente il test “LPS challenge” ha dimostrato che il pre-trattamento per 24 ore di MDM umani con oli essenziali induce su di essi una maggiore attività fagocitaria rispetto a quella indotta dal trattamento con LPS solo. La motilità cellulare potrebbe contribuire all’aumentata capacità fagocitaria, poiché gli MDM trattati con EEO hanno dimostrato lamellipodi e filopodi allungati. Un effetto non specifico di questi oli essenziali sull’attività fagocitica degli MDM è stata esclusa testando altri oli essenziali, che non hanno avuto effetto sull’ attività fagocitaria MDM. Nonostante la stimolazione pro-infiammatoria indotta da LPS le citochine erano significativamente ridotte nelle cellule che erano state pretrattate con olio essenziale. Questo effetto è stato particolarmente evidente per le citochine IL-4, IL-6 e TNF. Quando è stato aggiunto nocodazolo, l’attività fagocitaria delle cellule pretrattate con EEO è stata inibita, mentre l’attività delle cellule stimolate con LPS non è stata influenzata, suggerendo che il potenziamento della fagocitosi mediato da EEO dipendesse dalla rete dei microtubuli ed è stata mediata attraverso meccanismi diversi dalla fagocitosi indotta da LPS, possibilmente coinvolgendo diversi recettori fagocitari. Inoltre, lo studio di Serafino et al. [29] ha dimostrato in vivo l’impatto degli EEO sulla capacità fagocitaria dei monociti e dei granulociti del sangue periferico nei ratti (immunocompetenti e immunodepressi). Nei ratti immunocompetenti, il trattamento con EEO ha aumentato significativamente la percentuale di monociti circolanti e contemporaneamente ha determinato un aumento dell’attività fagocitaria e l’espressione del recettore CD44, che media l’adesione all’endotelio, promuovendo così lo stravaso. [14] In ratti sperimentalmente immunosoppressi con 5-fluorouracile, la somministrazione di EEO ha determinato un recupero della percentuale di granulociti circolanti e ha ripristinato le capacità fagocitarie di granulociti e monociti. Poiché il 5-fluorouracile è comunemente usato nella chemioterapia, anche questi risultati suggeriscono un possibile ruolo dell’EEO in nuove terapie combinate per migliorare il trattamento del cancro. [29] Yadav e Chandra [37] hanno esaminato l’effetto di EEO e del suo principale costituente 1,8-cineolo sull’attività fagocitaria dei macrofagi negli alveoli polmonari. Quando le cellule sono state pretrattate con lo 0,02% di EEO 3 h prima dell’infezione batterica, è stato osservato un aumento dell’attività fagocitaria dei macrofagi alveolari ed è stata osservata la clearance intracellulare dei patogeni. Questi risultati sono coerenti con quelli di Serafino et al. [29] Inoltre, il pretrattamento con EEO ha ridotto la produzione di mediatori pro-infiammatori LPS-indotti, come TNF, IL-1, IL-1 e NO nei macrofagi alveolari polmonari. Il composto 1,8-cineolo isolato ha dimostrato un simile effetto antinfiammatorio ma solo intracellulare (IL-1, IL-1 e IL-6). Tuttavia, l’1,8-cineolo sembra esercitare un forte effetto inibitorio sulla produzione di TNF nei monociti. In uno studio precedente [15], è stato dimostrato che il pretrattamento con 1,8-cineolo riduce il TNF e la produzione di IL-1 nei monociti umani rispettivamente del 99% e dell’84%. Livelli ridotti di IL-1 potrebbero derivare dalla ridotta espressione del recettore nod-like NLRP3. [37] A differenza dei recettori toll-like, i recettori “nod-like” sono attivati all’interno della cellula e fanno parte dell’inflammasoma, un complesso multiproteico immunitario innato responsabile delle risposte infiammatorie. Gli inflammasomi attivi possono portare a attivazione di IL-1 mediata dalla caspasi 1. [2] Questo effetto suggerisce un potenziale impatto terapeutico dell’EEO sulle malattie infiammatorie che coinvolgono l’inflammasoma, come il diabete di tipo 2 [6], malattie infiammatorie intestinali [19] e aterosclerosi. [21] Nello studio di Yadav e Chandra [37], il pretrattamento con EEO ha anche ridotto l’espressione di TREM-1 (recettore di attivazione espresso sulle cellule mieloidi) [29] che induce il rilascio di citochine, come IL-1 e TNF, amplificando la risposta infiammatoria. [24] Analogamente è stato osservato che il pretrattamento con EEO riduce la fosforilazione, indotta da LPS, di p38 MAPK (proteina chinasi attivata dal mitogeno p38) e potenzia la catena leggera kappa delle cellule B attivate (NF B). [29] L’espressione di p38 MAPK è associato a varie malattie infiammatorie croniche, come l’artrite reumatoide e malattia infiammatoria intestinale. L’inibizione selettiva di p38 MAPK potrebbe portare a un importante approccio nel trattamento antinfiammatorio delle malattie croniche. [9] La diminuzione della fosforilazione di NF B e p38 MAPK e la modulazione di TREM-1 si correlano con la riduzione dei livelli di TNF, IL-1, IL-6 e NO. Inoltre, 1,8-cineolo aumenta la fosforilazione di NF B nei macrofagi alveolari polmonari, suggerendo che diversi costituenti di EEO potrebbero essere responsabili della riduzione di attività di NF B. [37] Nei monociti umani, è stato dimostrato che il pretrattamento con alfa-pinene (molto presente in numerosi oli essenziali) inibisce l’attività di NF B [40] Questi dati suggeriscono che l’EEO mostra diversi effetti specifici del tipo cellulare sulle risposte infiammatorie mediate da LPS. Hotta et al. [12] hanno analizzato l’impatto degli EEO sull’espressione della cicloossigenasi (COX-2) utilizzando cellule endoteliali arteriose bovine e hanno dimostrato che lo 0,01% di EEO sopprime del 25% la promozione di COX-2 indotta da LPS. Mentre la COX-1 è costitutivamente espressa in molte cellule e tessuti, la COX-2 è solitamente assente ma è indotta attraverso numerosi stimoli intra ed extracellulari, inclusi LPS e citochine pro-infiammatorie, risultando un obiettivo chiave nell’agire sui percorsi infiammatori. [25] Gli oli essenziali di timo e chiodi di garofano mostrano effetti simili ancora più potenti.

 

Azione pro immunitaria dell’olio essenziale di Tea tre

Melaleuca alternifolia, comunemente nota come Tea tree, appartiene alla famiglia botanica delle Myrtaceae ed è endemica in Australia. L’olio essenziale di questo albero è stato a lungo utilizzato nella medicina popolare come farmaco topico per il trattamento di lividi e lesioni infette. L’olio essenziale di melaleuca (TTO) è composto da circa 100 composti volatili, la maggior parte dei quali sono idrocarburi terpenici. Il principale attivo è il terpinen-4-olo, un monoterpene con forti proprietà antimicrobiche. [30] Hart et al. [11] hanno studiato l’effetto del TTO sulla produzione di mediatori dell’infiammazione da monociti del sangue periferico umano attivato da LPS in vitro. I risultati hanno indicato che i componenti idrosolubili terpinen-4-olo, α-terpineolo e 1,8-cineolo potrebbero sopprimere la produzione di mediatori dell’infiammazione senza effetti tossici. Dopo 40 h di incubazione con i componenti idrosolubili del TTO sono stati osservati livelli significativamente ridotti di TNFα, IL-1β, IL-8, IL-10 e prostaglandina E2. In macrofagi umani, stimolati con LPS, il TTO ha dimostrato un effetto inibitorio simile sulla produzione di IL-1β e IL-10, ma non su TNFα. [20] I dati emergenti da questi due studi suggeriscono che l’attività biologica di TTO dipenda fortemente dal tipo di cellula, nonché dalla composizione e dalla concentrazione dell’olio. Entrambi gli studi hanno identificato il terpinen-4-olo come il principale responsabile di questi effetti, molto probabilmente per interferenze con la via NFκB, p38 o ERK/MAPK. Recentemente è stato studiato l’effetto immunomodulatore di un concentrato di Melaleuca alternifolia (MAC) che è un prodotto raffinato derivato dal TTO con concentrazioni molto basse di monoterpeni idrofobici, di cui il terpinene-4-olo rimane il componente principale. Uno studio ha esaminato l’impatto del MAC sull’espressione proteica in linee cellulari simili a macrofagi. [4] MAC inibisce la fosforilazione dell’inibitore delle B chinasi (IκB), [33] con una diminuzione dei livelli di alcune citochine pro-infiammatorie indotte da LPS e riduce o sopprime totalmente l’espressione di iNOS. [4] Lee et al. [18] hanno confermato queste osservazioni dimostrando che MAC non solo ha inibito la fosforilazione di IκB ma ha anche aumentato la sua concentrazione nel citosol. Inoltre, lo studio ha rivelato che MAC regola positivamente l’espressione eme ossigenasi-1 (HO-1) inducendo l’attivazione e la traslocazione del fattore 2 correlato a NF-E2 (Nrf2). Dal momento che la via Nrf2-HO-1 è fortemente coinvolta nei processi antinfiammatori e inibisce la COX-2 e le vie di segnalazione iNOS, questi risultati suggeriscono un ruolo promettente del TTO e dei suoi estratti nel trattamento delle malattie infiammatorie. Budhiraja et al. [3] hanno inoltre riportato effetti immunostimolanti del TTO. Lo studio ha dimostrato che sia il TTO che il terpinen-4-olo inducono similmente la differenziazione dei mielociti immaturi in monociti attivi incrementando la fagocitosi e aumentando l’espressione di CD11b, un recettore parzialmente responsabile della fagocitosi di batteri e funghi opsonizzati da parte dei leucociti.

 

Azione pro immunitaria dell’olio essenziale di Zenzero

L’olio essenziale di zenzero è noto come agente immunomodulatore. L’olio essenziale di zenzero (0,001-10 ng/ml) ha mostrato positivi effetti modulatori dose dipendenti sulla proliferazione dei linfociti T (Linfociti T totali e T helper) con un aumento della percentuale dei linfociti T suppressor sul totale dei linfociti T. Nei topi è stata osservata una riduzione della secrezione di IL-1α, implicata nei suoi effetti antinfiammatori, che è stata inibita dall’olio essenziale di zenzero. In un modello animale, la somministrazione orale di di 0,125, 0,25 e 0,5 g/kg di olio essenziale di zenzero, ha determinato una riduzione di risposta ritardata di ipersensibilità al 2, 4-dinitro1-fluorobenzene. La somministrazione orale di olio essenziale di zenzero ha avuto effetti significativi sulla riduzione dell’indice di timo e milza. [39] I risultati di questo studio suggeriscono conferme degli effetti dell’olio essenziale di zenzero sulla risposta immunitaria cellulo-mediata e sulla proliferazione aspecifica dei linfociti T. [39] L’olio essenziale di Zenzero dimostra un’azione pro-immunitaria significativa e in un piccolo studio clinico (PubMed) su pazienti con cancro del colon-retto, immunocompromessi dalla chemioterapia, l’applicazione tramite massaggio di olio di zenzero diluito (50 mg, una volta al giorno, per 7 giorni) ha determinato un aumento del 10% del numero di linfociti ed il risultato è stato considerato significativo rispetto a pazienti che ricevevano solo cure standard (n = 33, p <0,05). [16]

 

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Biomulecules.2020 Aug; 10(8): 1139.

Immunomodulatory Activities of Selected Essential Oils. 

Georg Sandner,1 Mara Heckmann,1,2 and Julian Weghuber1,2,

Author information:

(1) Center of Excellence Food Technology and Nutrition, University of Applied Sciences Upper Austria, Stelzhamerstraße 23, 4600 Wels, Austria; ta.slew-hf@rendnas.groeg (G.S.); ta.slew-hf.stneduts@nnamkceH.araM (M.H.);
(2) FFoQSI GmbH-Austrian Competence Centre for Feed and Food Quality, Safety and Innovation, Technopark 1C, 3430 Tulln, Austria.

 

Abstract

Recently, the application of herbal medicine for the prevention and treatment of diseases has gained increasing attention. Essential oils (EOs) are generally known to exert various pharmacological effects, such as antiallergic, anticancer, anti-inflammatory, and immunomodulatory effects. Current literature involving in vitro and in vivo studies indicates the potential of various herbal essential oils as suitable immunomodulators for the alternative treatment of infectious or immune diseases. This review highlights the cellular effects induced by EOs, as well as the molecular impacts of EOs on cytokines, immunoglobulins, or regulatory pathways. The results reviewed in this article revealed a significant reduction in relevant proinflammatory cytokines, as well as induction of anti-inflammatory markers. Remarkably, very little clinical study data involving the immunomodulatory effects of EOs are available. Furthermore, several studies led to contradictory results, emphasizing the need for a multiapproach system to better characterize EOs. While immunomodulatory effects were reported, the toxic potential of EOs must be clearly considered in order to secure future applications.

PMCID: PMC7464830
PMID: 32756359

 

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