Passiflora per la calma, il rilassamento ed il buon sonno. Alcune evidenze.

Newsletter Fitoterapia n° «68»

Dicembre 2025

 

Medicina oral, patologia oral y cirugia bucal, 22(1), e95.

“Effects of passiflora incarnata and midazolam for control of anxiety in patients undergoing dental extraction.” 

Dantas, L. P., de Oliveira-Ribeiro, A., de Almeida-Souza, L. M., & Groppo, F. C. (2016). 

 

Anesthesia & Analgesia, 106(6), 1728-1732.

“Preoperative oral Passiflora incarnata reduces anxiety in ambulatory surgery patients: a double-blind, placebo-controlled study.” 

Movafegh, A., Alizadeh, R., Hajimohamadi, F., Esfehani, F., & Nejatfar, M. (2008). 

 

Cureus, 16(3).

“Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled, Clinical Study of Passiflora incarnata in Participants With Stress and Sleep Problems.” 

Harit, M. K., Mundhe, N., Tamoli Sr, S., Pawar, V., Bhapkar, V., Kolhe, G., … & Aggarwal, A. (2024). 

 

 

Introduzione

L’ansia, non è di per sé una patologia, ma invece fa parte di un processo che l’organismo attua per ottimizzare le sue prestazioni. Possiamo quindi parlare di un’ansia positiva, che è quella che ci permette di affrontare e superare le difficoltà che ci si presentano; ma quando si supera un certo livello di ansia, ciò va a ridurre le nostre prestazioni e in questo caso possiamo parlare di un’ansia negativa, patologica. Dal punto di vista clinico, esiste un’ansia situazionale, cioè legata a specifici eventi negativi, avvenuti o solo temuti, contrapposta a un’ansia cronica, presente per lunghi periodi, indipendentemente da specifici eventi; si parla in questo caso di disturbo d’ansia generalizzato o GAD (Generalized Anxiety Disorder).

Possiamo inoltre ricordare che l’ansia è una delle cause più frequenti dei disturbi del sonno, per cui un miglioramento della qualità del sonno è indicatore di una riduzione del livello di ansia. Tale livello si manifesta con due serie di sintomi: sintomi di tipo psichico, cosciente, che riguardano l’aspetto emotivo e comportamentale, e sintomi di tipo somatico, che riguardano risposte fisiologiche, fondamentalmente involontarie, come l’incremento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca o l’aumento della sudorazione e della peristalsi intestinale. Entrambi questi tipi di sintomi possono essere quantificati, dando luogo a scale di punteggi (una delle più usate è la Scala di Hamilton) che permettono di valutare l’entità complessiva dell’ansia e l’effetto che i vari trattamenti hanno su di essa. I meccanismi coinvolti nella generazione dell’ansia sono molto complessi ma il ruolo fondamentale è giocato dal GABA. Da un punto di vista neurofisiologico infatti, il livello di ansia è legato al livello di eccitabilità delle cellule nervose, gestito dall’acido gamma-amminobutirrico (GABA), un neuromediatore inibitorio, e dal suo recettore GABA-A. Quando la concentrazione del mediatore GABA è ottimale, la sua interazione con il recettore è forte e quindi questo esercita un’inibizione ottimale sull’eccitabilità della cellula nervosa, il che si traduce in uno stato di normalità. Quando invece la concentrazione di GABA è ridotta, la sua interazione con il recettore è minore, quindi la sua attività inibitrice è ridotta; ne deriva un aumento dell’eccitabilità della cellula nervosa, che si manifesta come ansia. I classici ansiolitici come le benzodiazepine agiscono sul recettore GABA- A e ne aumentano l’affinità per il mediatore, quindi anche a concentrazioni ridotte di GABA la sua interazione con il recettore è forte e, di conseguenza, si ritorna alla normalità. [37]

 

L’uso dei farmaci ansiolitici nei comuni disturbi d’ansia

La vita contemporanea ci costringe ad una cronica convivenza con livelli di stress sempre maggiore causato dalla complessità delle realtà personali, sociali e professionali che non possono essere facilmente evitate e che spesso creano continue difficoltà psico-emotive nel rapportarci efficacemente con esse. Questa realtà si traduce comunemente con prolungato nervosismo, tensione fisica, disturbi della digestione e del sonno, ecc.; in particolare la mancanza di sonno fisiologicamente ristoratore ha un impatto altamente negativo nei confronti della buona funzionalità della vita quotidiana e per il mantenimento di un buon stato di salute; esiste oggi la consapevolezza scientifica che esiste un nesso sonno-immunità. I disturbi d’ansia generalizzata interessano, sempre più, la popolazione giovane e lavoratrice e favoriscono il consumo di farmaci ansiolitici (anche come automedicazione) ponendo la problematica di un uso precoce (e successivamente a lungo termine anche ad alti dosaggi) di questa tipologia di farmaci che sono quelli tra i più venduti al mondo (l’uso interessa tra il 2 e il 7,5 % della popolazione dei paesi ad alto sviluppo economico). [36]

I disturbi del sonno sono spesso alla base di una prima richiesta di farmaci ansiolitici/ipnoinducenti. I farmaci ansiolitici (comunemente le benzodiazepine) sono pressoché irrinunciabili in situazioni d’ansia grave ma presentano effetti indesiderati significativi come dipendenza, assuefazione e le interferenze psicomotorie. Durante l’uso terapeutico, si possono avere effetti di eccessiva sedazione (concentrazione e coordinazione, debolezza muscolare, ecc.), astenia; ipotonia muscolare, ridotte perfomances psicomotorie e cognitive, effetti residui (hangover), amnesia anterograda (possibili black-out), depressione. Negli anziani possono presentarsi confusione mentale, turbe mnesiche, atassia, vertigini, ipotensione, effetti paradossi. Questi effetti indesiderati, che sono pressoché irrinunciabili nei contesti dell’ansia grave, nel caso dell’uso di farmaci ansiolitici nella comune ansia generalizzata, possono rappresentare un fattore di rischio, ad esempio nella popolazione giovane e lavoratrice (guida di automezzi, professioni sanitarie, assistenza a persone, ecc.). Poiché i disturbi d’ansia generalizzata possono presentarsi per lunghi periodi di tempo, l’uso cronico di farmaci ansiolitici si lega anche ad effetti indesiderati legati all’uso cronico come deterioramento cognitivo, rischio di incidenti stradali e di cadute, dipendenza. [36]

Un ulteriore effetto indesiderato è l’azione sedativa che i farmaci ansiolitici possono esercitare anche sulla componente positiva dell’ansia (cioè quella che potenzia e migliora le prestazioni). In sintesi è questo contesto che incrementa la richiesta di preparati ansiolitici e per il sonno e tra questi anche di quelli “naturali” (integratori, farmaci tradizionali vegetali); un sempre maggior numero di pazienti, infatti, cerca alternative naturali agli “psicofarmaci” sulla base della diffusa consapevolezza che questi presentino significativi effetti indesiderati. Medici e Farmacisti, per la gestione dei comuni disturbi ansiosi, prendono sempre più in considerazione l’uso anche di ansiolitici fitoterapici per evitare, il più a lungo possibile, l’impiego precoce e abitudinario di farmaci ansiolitici da parte dei pazienti.

 

Alcuni vantaggi degli “ansiolitici” vegetali

Il mondo tradizionale della fitoterapia è ricco, in ogni continente, di piante medicinali potenzialmente utili per curare i disturbi d’ansia e favorire il sonno, a condizione che l’uso tradizionale e le convalide scientifiche ne supportino oltre all’efficacia anche la sicurezza d’uso. Esistono infatti diverse sostanze “vegetali/naturali” con evidenti potenzialità terapeutiche ma con elevata tossicità. In Europa, come in gran parte dell’occidente, le preparazioni erboristiche, gli integratori fitoterapici o i farmaci tradizionali vegetali per il rilassamento ed il buon sonno, sono formulati nel rispetto delle direttive ministeriali per l’ammissibilità delle piante stesse e le concentrazioni dei loro derivati. Queste prescrizioni ministeriali garantiscono una appropriata comunicazione sugli effetti dei singoli preparati e sulla loro sicurezza.

In Italia, come in Europa, i preparati fitoterapici ansiolitici vengono comunemente formulati con piante medicinali tradizionalmente ritenute sicure (es. Passiflora, Melissa, Biancospino, Tiglio, Magnolia, Valeriana, Camomilla, ecc.); questi fitoterapici si dimostrano in grado di contrastare i comuni disturbi ansiosi attraverso il loro contenuto in flavonoidi che sono fitochimici di comprovata sicurezza d’uso; con finalità antistress possono essere impiegate altre piante medicinali ad azione prevalentemente adattogena (es. Eleuterococco, Ginseng, Ashwagandha, Rodiola); anche in questo caso si tratta di piante medicinali i cui fitochimici si dimostrano di essere ampiamente sicuri. In altri termini deve essere invece valutato l’uso di altre piante medicinali che dimostrano anche un’azione ansiolitica e rilassante come quelle appartenenti alla famiglia delle papaveraceae, oppure della Hypericaceae (Hypericum perforatum), oppure l’uso della Cannabis (THC). Resta sottinteso che ogni azione medicamentosa o potenzialmente tossica di una sostanza dipende dal relativo dosaggio d’assunzione.

Gli integratori a base di ansiolitici vegetali se opportunamente formulati offrono il principale vantaggio di favorire un positivo stato di rilassamento e contribuire ad una migliore qualità di vita praticamente in assenza di effetti sedativi indesiderati. Le piante medicinali, come Melissa, Passiflora, Biancospino, ecc., possono agire positivamente anche sulle principali somatizzazioni ansiose (gastrointestinali, cardiocircolatorie, ecc.) grazie ad azioni farmacologiche multiple del fitocomplesso; questa particolarità consente una versatile possibilità di associazione tra loro per ottenere preparati con un vantaggioso spettro clinico sull’ansia psichica e somatica senza indurre sedazione. Le piante medicinali ansiolitiche possono agire sulle tipiche somatizzazioni ansiose (gastrointestinali, cardiache, muscolari) anche con meccanismi d’azione diversi da quelli GABA – mimetici (es. azione calcio antagonista sulla muscolatura gastrointestinale) [32] e sono in grado di influenzare l’azione di più neurotrasmettitori contemporaneamente, come ad esempio descritto per Passiflora incarnata. [32] Passiflora è nota per avere effetti sia GABA-mimetici sia serotoninergici. [32] Analogamente potrebbe essere affermato per Magnolia officinalis o per il Luppolo che possono agire sugli stati tensivi psico – fisici tramite azioni farmacologiche multiple. [33] [34]

Gli ansiolitici fitoterapici contribuiscono al generale benessere psicofisico attraverso una complessiva azione di rilassamento in contrasto agli aspetti disturbanti dell’ansia comune ma che ne conserva la componente positiva. Idealmente si potrebbe affermare che gli ansiolitici vegetali, se opportunamente selezionati, agiscono con un’azione rilassante “gentile” e contribuiscono ad una progressiva riduzione di tensione, nervosismo, irritabilità, senza abituare l’organismo a dipendere da soddisfazioni farmacologiche pressoché immediate; l’azione degli ansiolitici vegetali offre un graduale supporto ai complessivi meccanismi di rilassamento dell’organismo, favorendo inoltre il fisiologico accesso al sonno, la relativa durata e architettura. È noto che l’impiego di qualsiasi sostanza ansiolitica debba accompagnarsi a interventi mirati a migliorare/risolvere i problemi che causano l’ansia.

 

Passiflora

Tra le piante medicinali ansiolitiche Passiflora (Passiflora incarnata Linn. – fam. Passifloraceae) [32] si distingue per alcuni aspetti della favorevole completezza del suo meccanismo d’azione. Pubblicazioni farmacologiche internazionali hanno infatti dimostrato come l’estratto di Passiflora possegga una modesta azione agonista sui recettori GABA-A e contemporaneamente una significativa attività diretta antagonista sui recettori GABA-B presinaptici, impedendo in ultima analisi la ricaptazione dello stesso neurotrasmettitore nelle vescicole presinaptiche e quindi aumentando l’attività GABA ergica. Come è noto anche le BDZs posseggono un’attività di tipo GABA ergico anche se questa verrebbe indotta con un meccanismo d’azione diametralmente opposto, ovvero quello di una forte interazione GABA-agonista sui recettori post-sinaptici GABA-A con un potente effetto sedativo. Sembrerebbe essere proprio questo diverso meccanismo d’azione, specifico dell’estratto secco di Passiflora incarnata L., Herba, a determinare una buona efficacia terapeutica nei confronti dei sintomi ansia/insonnia in assenza dei disturbi collaterali tipici delle BDZs quali abuso, dipendenza ed effetti residui diurni. Proprio a questo proposito, il prof. Marc Ansseau, uno psichiatra belga ha dimostrato che “l’indice ansiolitico” dell’estratto secco di Passiflora incarnata L., Herba risulta essere superiore a quello delle varie BDZs commercializzate intendendo per “indice ansiolitico” non tanto l’efficacia terapeutica ansiolitica in sé ma il rapporto tra efficacia terapeutica sull’ansia somatica/psichica rispetto a quello sull’attività miorilassante e sedativo/ipnotica. L’indice ansiolitico dell’estratto secco di Passiflora incarnata L., Herba risulta essere 4 contro, ad esempio, 2,26 per l’alprazolam e 1,05 per il lormetazepam. [35]

In Passiflora incarnata, il principale principio attivo è un flavonoide, il kempferolo. Nel ratto, questa sostanza viene infatti metabolizzata dalla flora intestinale con produzione di acido idrossifenacetico, che ha una certa biodisponibilità, passa la barriera ematoencefalica e è responsabile anche dell’interazione con il recettore GABA-A. Il coinvolgimento della flora intestinale è dimostrato dal fatto che somministrando il kempferolo ai ratti per via orale si può misurare un effetto ansiolitico che invece non si manifesta se la somministrazione avviene per via endovenosa. [37]

 

Farmaci ansiolitici e piante medicinali ansiolitiche: una differenza sostanziale

L’efficacia delle piante medicinali per i disturbi d’ansia è supportata dal loro antico uso tradizionale e da letteratura scientifica anche molto recente. Come premesso l’uso di farmaci ansiolitici è in aumento e si collega con un problema di salute sociale; è questo il motivo della crescita della richiesta anche di preparati/integratori fitoterapici ansiolitici che spesso vengono ritenuti un’alternativa, con minori effetti indesiderati, rispetto ai farmaci anche seguendo la tendenza dei consumi per il “naturale”. A questo proposito è utile tenere presente che un integratore fitoterapico o un medicinale fitoterapico non rappresentano un sostituto del farmaco di sintesi (con meno effetti indesiderati), ma rappresentano uno strumento terapeutico diverso (finalità, potenza d’effetto, tempi di azione).

I farmaci ansiolitici (comunemente le benzodiazepine), agiscono con elevata specificità e potenza (a seconda dei dosaggi e della tipologia) nel modificare la neurotrasmissione GABA-ergica; questa caratteristica consente loro, nei casi di disturbi d’ansia, un’azione in tempi rapidi e sensibilmente percepibile dopo l’assunzione. Essi offrono, secondo la loro tipologia ed il loro dosaggio, un ampio spettro clinico per effetti ansiolitici psico-emotivi, ansiolitici somatici, anti convulsivanti, miorilassanti, ipnoinducenti/sedativi e possono essere utilizzati in modo mirato nelle singole patologie. I farmaci ansiolitici possono agire già con singola somministrazione (acuta) modificando significativamente, i tempi brevi, la risposta fisiologica dell’organismo, tuttavia non sono privi di una serie di effetti indesiderati; il loro legame con i recettori risulta forte anche a basse concentrazioni.

I preparati ansiolitici a base di piante medicinali (integratori o farmaci vegetali tradizionali) agiscono sui comuni disturbi d’ansia in modo diverso poiché la loro azione è meno specifica e gli ansiolitici fitoterapici mostrano, rispetto ai farmaci di sintesi, una diversa interazione farmacologica con i neurotrasmettitori. Questa interazione in generale si basa su percorsi multipli ad esempio quello capace di influenzare in modo aspecifico le funzioni inibitorie del GABA a livello recettoriale ma anche quello di regolarne il relativo catabolismo. Per questi principali motivi l’effetto rilassante degli ansiolitici fitoterapici dipende da meccanismi meno specifici e profondi e si manifesta attraverso una somministrazione iniziale più prolungata. Gli ansiolitici fitoterapici agiscono da subito, ma il loro effetto clinico non è immediato, poiché inducono progressivamente (in generale dopo qualche giorno di assunzione continuativa) un generale stato di rilassamento senza “forzare” i fisiologici meccanismi della neurotrasmissione (GABA) che regola il rilassamento e l’equilibrio emotivo.

L’efficacia dei preparati a base ansiolitici fitoterapici, risulta strettamente dipendente da fondamentali aspetti qualitativi come l’impiego, per l’estrazione, della parte della pianta raccomandata da F.U., l’adeguato tenore di somministrazione giornaliero raccomandato per ottenere l’azione farmacologica, l’adottare forme estrattive di qualità raccomandata (es. estratti secchi titolati secondo indicazioni F.U.). Per le moderne sperimentazioni cliniche, condotte per dimostrare l’efficacia degli ansiolitici fitoterapici, si utilizzano estratti fitoterapici standardizzati le cui caratteristiche quantitative e qualitative sono note e garantite dalle aziende produttrici. Per i preparati “pronti”, disponibili in commercio, gli aspetti qualitativi di formulazione sono cruciali ai fini dell’effetto così come la scelta delle piante medicinali che dovrebbero essere quelle tradizionalmente impiegate nei disturbi nervosi (es. Passiflora, Melissa, Biancospino, Valeriana, Iperico, ecc.), che mostrano un solido uso tradizionale supportato da convalide scientifiche.

L’efficacia dei fitoterapici ansiolitici e per il benessere mentale, è attualmente argomentata da un crescente numero di studi farmacologici e clinici, nei disturbi d’ansia e nella depressione. Molti di questi studi, condotti con buona metodologia, dimostrano che, a certi dosaggi, alcuni ansiolitici fitoterapici dimostrato un’efficacia paragonabile a quella di farmaci di riferimento (es. Rodiola vs. Sertralina, Passiflora vs. Midazolam, ecc.) con effetti antistress e ansiolitici simili ma con minori effetti indesiderati. La recente letteratura scientifica conclude inoltre che alcune piante medicinali “ansiolitiche” possano esercitare effetti rilassanti già dopo poco tempo dalla somministrazione (circa da 30 a 90 minuti). È questo ad esempio il caso di Passiflora incarnata, una delle più note piante medicinali “ansiolitiche”, il cui uso è molto diffuso anche in occidente; Passiflora incarnata, in due studi, confrontata con placebo e midazolam, dimostra la sua utilità come ansiolitico preoperatorio nella pratica odontoiatrica [1] e chirurgica ambulatoriale. [31]

 

La newsletter

In questa Newsletter vengono presentate le conclusioni di due studi clinici relativi all’uso di Passiflora in odontoiatria e chirurgia ambulatoriale e di un terzo studio relativo all’evidenza dell’azione di Passiflora incarnata nel favorire l’accesso fisiologico al sonno la relativa qualità e durata. [15]

 

Il primo studio clinico [1] in doppio cieco e crossover ha confrontato gli effetti di Passiflora incarnata e midazolam nel controllo dell’ansia nei pazienti sottoposti a estrazione del terzo molare mandibolare con sedazione cosciente. I sintomi d’ansia sono frequentemente osservati nei pazienti odontoiatrici, sia che si sottopongano a procedure semplici che a procedure più invasive come la chirurgia. [3-9] Quaranta volontari sono stati sottoposti a estrazione bilaterale del terzo molare mandibolare. Passiflora incarnata (260 mg) o midazolam (15 mg) sono stati somministrati per via orale 30 minuti prima dell’intervento. Il livello di ansia dei partecipanti è stato valutato mediante questionari e misurazione di parametri fisici, tra cui frequenza cardiaca (FC), pressione sanguigna (PA) e saturazione di ossigeno (SpO2).

Risultati: Considerando ciascuna procedura in modo indipendente, non sono state riscontrate differenze significative tra i protocolli in termini di PA, FC e SpO2. Oltre il 70% dei volontari ha risposto di sentirsi tranquillo o leggermente ansioso con entrambi i protocolli. Con il midazolam, il 20% dei partecipanti ha riportato amnesia (non ricordare nulla) [4-5,10-14] mentre la Passiflora ha mostrato scarsa o nessuna capacità di interferire con la formazione della memoria.

Conclusioni: in questo studio la Passiflora incarnata ha mostrato un effetto ansiolitico simile al midazolam ed è risultata sicura ed efficace per la sedazione cosciente in pazienti adulti sottoposti a estrazione dei terzi molari mandibolari. In questo studio la Passiflora ha mostrato un’attività ansiolitica simile al midazolam, con una buona tollerabilità, e potrebbe costituire un’importante alternativa farmacologica per la gestione dell’ansia durante il trattamento odontoiatrico in sedazione cosciente.

 

Il secondo studio clinico [31] ha valutato l’efficacia di Passiflora nel controllo dell’ansia preoperatoria ipotizzando che questa pianta medicinale possa comportarsi come un buon ansiolitico con un minimo deficit psicomotorio che sarebbe un profilo ideale per la premedicazione. In questo studio clinico 60 pazienti sono stati randomizzati in due gruppi per ricevere Passiflora incarnata orale (500 mg) (n ≥ 30) o placebo (n ≥ 30) come premedicazione, 90 minuti prima dell’intervento chirurgico. Per ciascun paziente è stata utilizzata una scala di valutazione numerica (NRS) per valutare l’ansia e la sedazione prima e 10, 30, 60 e 90 minuti dopo la premedicazione. La funzione psicomotoria è stata valutata con il trigger Dot Test e il Digit-Symbol Substitution Test all’arrivo in sala operatoria, 30 e 90 minuti dopo l’estubazione tracheale. L’intervallo di tempo tra l’arrivo nel reparto di terapia post-anestesia e la dimissione a domicilio (orario di dimissione) è stato registrato per ciascun paziente.

Risultati: i punteggi NRS relativi all’ansia erano significativamente inferiori nel gruppo passiflora rispetto al gruppo di controllo (P < 0,001). Le caratteristiche demografiche dei pazienti, lo stato fisico ASA, la durata dell’intervento chirurgico, il punteggio NRS basale, la sedazione agli intervalli di tempo preimpostati e il momento della dimissione erano simili nei due gruppi. Non si sono riscontrate differenze significative nelle variabili psicologiche nell’unità di terapia post-anestesia e il recupero della funzione psicomotoria è stato paragonabile in entrambi i gruppi.

Conclusioni: in questo studio è stato dimostrato che in chirurgia ambulatoriale, la somministrazione orale di Passiflora incarnata come premedicazione, ha ridotto l’ansia senza indurre sedazione.

 

Il terzo studio clinico [15] randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, si è posto l’obiettivo di valutare l’efficacia e la sicurezza di un estratto di Passiflora incarnata (SIVI) nella gestione dei disturbi del sonno causati dallo stress. [16-29] Studi di ricerca indicano che la Passiflora ha un effetto positivo sui modelli di sonno. La passiflora riduce il tempo necessario per addormentarsi e aumenta la durata del sonno. [30] Un totale di 65 partecipanti con stress e insonnia sono stati randomizzati in due gruppi: 32 nel gruppo di trattamento con 600 mg di estratto di Passiflora incarnata (SIVI) e 33 nel gruppo placebo. Ai partecipanti è stato chiesto di assumere la sostanza in esame insieme ad acqua prima di coricarsi per 30 giorni. La scala dello stress percepito, la qualità della vita utilizzando la scala del General Health Questionnaire (GHQ-12) e l’Insomnia Severity Index sono stati valutati il giorno 1, il giorno 15 e il giorno 30. Tutti i partecipanti hanno completato lo studio.

Risultati:

1. Effetto dell’estratto di Passiflora incarnata sullo stress. Lo stress dei soggetti valutati utilizzando PSS nel gruppo estratto di Passiflora incarnata (SIVI) è stato ridotto significativamente (p<0,05) al giorno 30 rispetto al gruppo placebo. C’è stata una riduzione significativa (p<0,05) dello stress dei soggetti in entrambi i gruppi al giorno 15 e al giorno 30 rispetto ai rispettivi livelli di stress basali.

2. Effetto dell’estratto di Passiflora incarnata sul tempo totale di sonno. L’estratto di Passiflora incarnata ha aumentato significativamente (p<0,05) il tempo totale medio di sonno al giorno 30 rispetto al gruppo placebo. L’estratto di Passiflora incarnata ha mostrato un aumento significativo (p<0,05) del tempo totale medio di sonno dei soggetti al giorno 15 e al giorno 30 rispetto al basale tuttavia senza differenze significative tra il giorno 15 e il giorno 30 nel gruppo placebo rispetto al suo livello basale.

3. La salute psicologica generale dei soggetti nel gruppo Passiflora incarnata (SIVI), valutata utilizzando GHQ-12, è risultata significativamente migliorata (p<0,05) al giorno 15 e al giorno 30 rispetto al gruppo placebo. È stato riscontrato un aumento significativo (p<0,05) dell’efficienza del sonno dal livello basale rispettivamente al giorno 15 e al giorno 30 nel gruppo dell’estratto di Passiflora incarnata rispetto al gruppo placebo, che ha mostrato un aumento trascurabile dal livello basale al giorno 15 e al giorno 30. I soggetti nel gruppo estratto di Passiflora incarnata hanno avuto un “tempo di addormentamentosignificativamente inferiore (p<0,05) al giorno 30 rispetto al gruppo placebo. Entrambi i gruppi hanno mostrato un “tempo di addormentamento” significativamente inferiore all’interno dei rispettivi gruppi al giorno 15 e al giorno 30 rispetto ai rispettivi valori basali.

Ilnumero di risvegli” è risultato significativamente inferiore nel gruppo dell’estratto di Passiflora incarnata al giorno 30 rispetto al gruppo placebo. I soggetti del gruppo Passiflora incarnata (SIVI) hanno mostrato differenze significative nelnumero di risvegli” all’interno del gruppo al giorno 15 e al giorno 30 rispetto al basale. I soggetti del gruppo placebo non hanno mostrato alcuna differenza significativa nel “numero di risvegli” all’interno del gruppo al giorno 15 e al giorno 30 rispetto al basale. I soggetti del gruppo Passiflora hanno avuto un “WASO” (tempo di veglia dopo l’addormentamento) significativamente (p<0,05) inferiore al giorno 30 rispetto al gruppo placebo. Il gruppo Passiflora incarnata ha mostrato un “WASO” significativamente inferiore all’interno del gruppo al giorno 15 e al giorno 30 rispetto al basale. Tuttavia, il gruppo placebo ha mostrato un “WASO” significativamente inferiore solo al giorno 30 rispetto al basale.

La gravità dell’insonnia nel gruppo estratto di Passiflora incarnata, valutata utilizzando l’ISI, è risultata significativamente (p<0,05) ridotta al giorno 15 e al giorno 30 rispetto al gruppo placebo. Entrambi i gruppi hanno mostrato un miglioramento significativo dell’ISI all’interno del gruppo al giorno 15 e al giorno 30 rispetto ai rispettivi valori basali.

La “stanchezza diurna“, valutata utilizzando l’FSS, è risultata significativamente (p<0,05) inferiore al giorno 30 rispetto al gruppo placebo. Entrambi i gruppi hanno mostrato una FSS significativamente inferiore all’interno del gruppo al giorno 15 e al giorno 30 rispetto ai rispettivi valori basali.

La qualità del sonno, valutata utilizzando il PSQI, è risultata significativamente (p<0,05) migliorata nel gruppo Passiflora incarnata al giorno 30 rispetto al placebo. Anche la qualità del sonno è risultata migliorata all’interno del gruppo Passiflora incarnata al giorno 15 e al giorno 30 rispetto ai valori basali. Tuttavia, la qualità del sonno è migliorata nel gruppo placebo solo al giorno 30 rispetto al basale. Nessuno dei soggetti di entrambi i gruppi ha richiesto farmaci di soccorso (sedativi) durante il periodo di studio. Una riduzione significativa del cortisolo sierico è stata riscontrata al giorno 30 nei gruppi SIVI (estratto di Passiflora incarnata) e placebo rispetto ai rispettivi livelli basali, ma non è stata osservata alcuna differenza significativa tra i gruppi.

L’interferenza del sonno sull’umore diurno, sulla capacità di funzionare sul lavoro, sulla concentrazione e sulla memoria è stata significativamente (p < 0,05) minore nel gruppo estratto di Passiflora incarnata (SIVI) al giorno 15 e al giorno 30 rispetto a quella del gruppo placebo e significativamente minore all’interno di ciascun gruppo al giorno 15 e al giorno 30 rispetto ai rispettivi livelli basali.

Conclusioni: i risultati di questo studio indicano che l’estratto di Passiflora incarnata è utile nella gestione dello stress e aiuta a migliorare la qualità del sonno nei soggetti con stress e insonnia.

Sicurezza: l’estratto di Passiflora incarnata è risultato sicuro senza alcun problema di sicurezza rispetto al gruppo placebo. La frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria, la temperatura corporea, la pressione arteriosa sistolica e la pressione arteriosa diastolica erano nella norma in entrambi i gruppi al basale e dopo il trattamento. I risultati dei parametri di laboratorio correlati alla sicurezza, tra cui emocromo completo, test di funzionalità epatica e test di funzionalità renale, erano nella norma e non hanno mostrato variazioni significative rispetto al basale all’interno del gruppo e tra i gruppi.

Eventi avversi: nessuno dei soggetti del gruppo placebo, così come del gruppo estratto di Passiflora incarnata, ha riportato eventi avversi durante lo studio, a indicare la sicurezza e la tollerabilità dell’estratto di Passiflora incarnata testato.

 

__________________References__________________

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A cura della direzione scientifica di Benefica

Cureus, 2024, 16.3.

“Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled, Clinical Study of Passiflora incarnata in Participants With Stress and Sleep Problems” 

Mahesh Kumar Harit 1, Narendra Mundhe 2, Sanjay Tamoli Sr. 3, Vinay Pawar 1, Vedvati Bhapkar 4, Ganesh Kolhe 2, Swapnali Mahadik 3, Anand Kulkarni 5, Ankit Agarwal  5

Author information:

1. Department of Sanskrit Samhita Siddhant, DY (Dnyandeo Yashwantrao) Patil Deemed to be University School of Ayurveda, Navi Mumbai, IND

2. Department of Kayachikitsa, KVTR (Karmvir Vyankatrao Tanaji Randhir) Ayurved College, Dhule, IND

3. Department of Research, Target Institute of Medical Education and Research, Mumbai, IND

4.Department of Rasashastra and Bhaishajya Kalpana, DY (Dnyandeo Yashwantrao) Patil Deemed to be University School of Ayurveda, Navi Mumbai, IND

5. Department of Research, JK (Jairamdass Khushiram) Botanicals Private Limited, Navi Mumbai, IND
Corresponding author: Sanjay Tamoli Sr., targetinstitute@yahoo.com

Abstract

Background and objectives
SIVI is a standardized extract prepared using the aerial parts of Passiflora incarnata developed to enhance the quality of sleep. The objective of the present study was to the evaluate efficacy and safety of SIVI (Passiflora incarnata extract) in the management of stress and sleep problems in Indian participants in a randomized, double-blind, placebo-controlled, clinical study.

Materials and methods
A total of 65 participants with stress and insomnia were randomized to two groups with 32 in the SIVI (Passiflora incarnata extract) group and 33 in the placebo group. Subjects were asked to take the test substance along with water at bedtime for 30 days. The Perceived Stress Scale, quality of life using the General Health Questionnaire (GHQ-12) scale, and Insomnia Severity Index were assessed on day 1, day 15, and day 30.

Results
Passiflora incarnata extract showed a statistically significant reduction in the mean score of stress on the Perceived Stress Scale and significantly increased the mean score of total sleep time compared to placebo.
The general psychological health was found to be significantly improved in the SIVI (Passiflora incarnata extract) group compared to the placebo group on day 15 and day 30. SIVI (Passiflora incarnata extract) did not show any adverse effects.

Conclusions
The results of the current study indicate that Passiflora incarnata extract is beneficial in the management of stress and helps to improve sleep quality in subjects with stress and insomnia.

 

Keywords

Categories: Family/General Practice, Psychology, Integrative/Complementary Medicine
Keywords: passion

DOI: 10.7759/cureus.56530

 

 

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